mercoledì 26 ottobre 2016

Intervista a un narcisista perverso

Questo libro mi è capitato per caso tra le mani. Pensavo inizialmente fosse un romanzo, crudo e complesso, ma un romanzo. In realtà è un saggio-intervista di una nota criminiloga ad un essere immondo: un narcisista perverso, un uomo che si ama a talpunto da uccidere e torturare ogni donna che incontra sul proprio cammino.

Intervista a un narcisista perverso
Cinzia, psicologa e criminologa, intervista Paolo, un uomo che col suo fascino miete vittime. E non solo nel senso letterario del termine, ma proprio nel senso fisico: lui le donne le usa, le violenta, le tortura psicologicamente, ne abusa il corpo, la mente, rendendole sue schiave per sesso, per potersi guardare allo specchio e sentirsi grande.
Arianna, unica donna da lui amata, non ne è immune: arriverà al punto di sentirsi una nullità, si annienterà per lui, si convincerà di essere uno scarto della società, fino a morirne.
Una storia di vuolenza e di amore, un amore malato, violento, succube. Una storia di un uomo che si grende un Dio e delle sue innocenti vittime.

E' una storia da pugno allo stomaco.
Se non avete coscienza di voi, se non siete psicologicamente stabili, se non siete certe di amarvi fino al punto da lasciarvi scivolare addosso ogni cattiveria, non leggetelo.
Anzi no: leggetelo, e rileggetelo ancora. Capirete così come possano esistere tutti quei casi di femminicidio, come possano esistere uomini così malati da arrivare al punto di uccidere la donna che dicono di amare, come possano esistere donne che non alzano la testa, che non si lamentano, che subiscono in nome di un amore finto, violento, incapace di far vedere il sole.

E' un argomento oscito questo, me ne rendo ben conto.
Sono la prima a dire che bisognerebbe trovarsi dentro una situazione per poterne capire le dinamiche, per poterne assimilare le sensazioni. E sono la prima a dire che bisognerebbe camminare nelle scarpe di tutti voi per poter conoscere a fondo quello è il passato di ognuno.

Ma io non sono una crocerossina, ed un uomo lamentoso lo stendo prima ancora di cominciare.
Non sono una donna che si fa mettere i piedi in testa, ed un uomo caratterialmente possessivo finirebbe fuori dalla porta prima ancora di cominciare.

Ma non siamo tutte così.
Siamo forti e deboli, siamo innamorate di altri ed innamorate di noi stesse, siamo insicure e decise, siamo il giorno e la notte, il sole e la luna.
E di questo vivono questi mostri.

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