sabato 3 settembre 2016

Cilento infuocato #1

Eccomi qua, di rientro dalle mie meritatissime ferie che ho già bellamente dimenticato nel momento stesso in cui, lunedì della scorsa settimana, ho rimesso piede in ufficio. Ma guardiamo il lato positivo: tra non molto sarà Natale, e nell'attesa della neve, della frenesia per il cenone, dei regali all'ultimo momento, perchè non deliziarvi con i racconti pittoreschi delle mie avventure cilentane?

Per motivi di cronaca: i miei racconti vacanzieri verranno divisi in più post.
Questo, prettamente divertente, assurdo, inverosimile, sfigato, infuocato, incidentato.
Quello dei prossimi giorni, prettamente romantico, intramontabile, assolato, sentimentale.
D'altronde son del segno dei gemelli: son doppia nella vita, mica potevo essere un tutt'uno in vacanza, no?

Partita nel cuore della notte alla volta del sud della Campania insieme al trittico delle meraviglie, fino a poco dopo Roma tutto era sotto controllo: zero traffico, zero disturbi, nulla di nulla. Ma non avevamo fatto i conti con il poi, e con quello che ci avrebbe atteso nei 10 giorni che avremmo trascorso in quel di Pisciotta, ridente cittadina arroccata sui monti del Parco Nazionale del Cilento.
Al solo pensiero delle nostre avventure mi viene da ridere - col senno di poi - e sto pensando seriamente a come potervele raccontare senza sembrare una partecipante di Zelig. Ok, trovato: vi farò un bell'elenco coi punti salienti .. e che Dio ce la mandi buona!

> Attenzione agli attraversamenti. Perchè lungo l'autostrada che collega Brescia a Cremona, nel mezzo del nulla della campagna tipica padana, in prossimità del grande fiume Po, potreste vedere attraversare dei cervi. Quelli che saltano, con le corna lunghe diramate, pelosi. Il tipico cervo padano. Oppure, nel bel mezzo della provinciale di Eboli, tra fabbriche, case, parchi giochi, negozi, potreste dover rallentare per vedere passare delle mucche. Mi aspetterei delle bufale, ma no, qua parliamo di mucche. Che, per la cronaca, non ho avvistato in tutto il Cilento per tutto il periodo della nostra permanenza. I cartelli vi avvisano, poi noi non abbiamo visto nulla di tutto ciò. C'è chi dice di aver visto una civetta appollaiata sul guardrail, ma le altre due presenti non confermano tale apparizione.

> Cappuccino di soia. Fermateci ad un autogrill nel cuore della notte per berci qualcosa di energizzante, la mia compagna di viaggio diversamente mangiabile si informa se, al bar, usassero latte di soia invece che normale. Certo è stata la risposta. Perfetto, mi prepari allora 1 cappuccino di soia e 2 normali. Ma si sa, di notte sono - siamo - tutti più lenti di comprendonio, quindi al nostro ma li ha fatti tutti e 3 di soia? ci siam sentite rispondere Si, me lo hai detto te! Erano 3! Da quell'inizio dovevamo capire molte cose su quello che ci saremmo dovute aspettare.

> Clacson forever. Per giungere alla nostra dimora, a causa di un'interruzione stradale - leggasi parte di ponte crollato 3 anni fa e conseguente deviazione di circa 40km perchè il ponte ad ottobre lo sistemeremo, senza menzionare l'anno a cui si riferiscano - abbiamo dovuto percorrere una bella strada di montagna. Larga, asfaltata bene, ben segnalata, ma ricca di tornanti e curve cieche. In una di queste ultime, improvvisamente, ci siam ritrovate davanti dei giardinieri che potavano le piante a lato della carreggiata. Da noi avrebbero messo 2 omini prima delle curve con paletta verde e rossa - od un semaforo temporale - per avvisare gli automobilisti. Loro no. Loro sono quelli che arrivi ad un passo dal tirarli sotto e ti urlano Suona! indicandoti il clacson. E funziona, credetemi: suoni e si spostano gli operai. Suoni e si spostano le auto. Suoni e si spostano i passanti. Perfino il vigile si sposta se suoni.

> Il nonno di Heidi. Ovvero il vecchietto con le capre che ci siamo trovate davanti a 1 km da casa. Capre che ovviamente per quasi 1 ora hanno invaso la strada, il boschetto, il prato, il camioncino parcheggiato e che avrebbero invaso anche noi se non avessimo chiuso i finestrini.

> Passo io, no passi tu, ok passiamo insieme. Perchè il codice della strada nel Cilento va interpretato, un po' come i geroglifici egiziani o gli ideogrammi cinesi. Alle rotonde non ha la precedenza chi viene da sinistra, bensì ce l'ha chi per primo impegna la rotonda stessa - e al diavolo se di destra o di sinistra. Gli stop sono solo dei simpatici decori a livello della strada, ma non hanno un significato effettivo. I marciapiedi non abbiamo capito a cosa servino - e difatti ce ne sono pochissimi: oh guarda il mio amico, aspetta che vado a salutarlo e non importa se così facendo gli racconti tutta la tua vita dal paleolitico ad oggi in mezzo alla strada, tanto avrai mica fretta no? Se devi uscire da un parcheggio, metti la freccia e lo fai: che arrivino auto costrette ad inchiodare per non in**larti poco importa, la ragione ce l'ha chi mette la freccia.

> Chiamiamo i pompieri. Dovete assolutamente andare a visitare il faro di Palinuro, non potete perdervelo. Che detta così pareva pure una minaccia. Quindi che fai, vorrai mica disubbidire no? Seguiamo la strada, leggiamo i cartelli e prendiamo 'sta stradina che si inerpica per il boschetto - il Cilento è ricco di boschi, tutti secchi in questo periodo, ma ricco comunque di alberi ed arbusti. Andiamo andiamo, avanti avanti, ma non sentite puzza di bruciato? Si che odore. Ah toh, guarda, un incendio ormai domato. Dai quando torniamo indietro fotografiamo, per ricordo, quel bel palo della luce da cui esce ancora fumo. Perchè parliamoci chiaro: se la strada è aperta, non ci sono cartelli, non ci sono pompieri, non c'è nessuno a fermarti, per me l'incendio è spento e sepolto. Non posso mica pensare che, una volta visitato il faro - chiuso perchè zona militare, quindi tutta strada inutile - nel tornare indietro mi possa trovare un albero caduto sulla strada. Non posso mica pensare che la nostra auto ci passi a malapena sotto quei rami mentre le macchine dietro di noi rimarranno bloccate. Non posso mica pensare che la signora davanti a noi, a piedi, stia chiamando tutta concitata i vigili del fuoco perchè i pali della luce fumanti ora sono una decina. Noi mica abbiamo pensato a tutto questo: abbiam pensato a scappare e al diavolo Palinuro ed il suo faro!

> Spostati tu che passo io. Perchè i sorpassi nel Cilento sono all'ordine del giorno. Sorpassano sul rettilineo della tangenziale - per loro una tangenziale, per noi equiparabile ad una provinciale - perchè tanto lo spazio c'è. Sorpassano in curva, che tanto loro ci vedono, se te non vedi son problemi tuoi. Sorpassano in montagna, perchè loro sono indigeni e sanno che lì ci si riesce senza problemi. Sorpassano in centro paese con la bancarelle a destra e i passeggini a sinistra, e tu perchè diamine ti fermi che ci passiamo in due? Sorpassano soprattutto in galleria, contromano, di notte, con la strada stretta, in curva. Che tanto noi sappiamo che ci dobbiamo spostare per evitare il frontale.

Insomma, viste queste premesse dalla nostra vacanza qualcosa di particolare avremmo dovuto aspettarcelo.
Ma non ci sono stati solo incendi schivati, cappuccini sbagliati ed animali invasori.
Ci sono stati anche tramonti da mozzare il fiato, risate contagiose, visioni storiche e passeggiate al chiar di luna. Ma di questo ve ne parlerò nei prossimi giorni.

3 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

mi hai proprio fatto sorridere :)

Ella di Libri e librai ha detto...

Ciao, in quale parte del Cilento hai soggiornato??? Hai visto solo Palinuro..??

Katiu R. ha detto...

@Ella
No, la costa del Cilento l'abbiamo girata tutta, da Paestum fino a Maratea. Ne parlerò nel prossimo post :)