domenica 7 agosto 2016

Prison break

Sono passati decisamente un po' di anni dalla fine della messa in onda di questo telefilm. Avevo visto la prima stagione quando ancora lo trasmettevano in televisione, ma non ricordo per quale motivo preciso lo abbandonai. Sta di fatto che era decisamente ora di riprenderlo in mano.

Prison break
Lincoln finisce in carcere con l'accusa di omicidio, e condannato alla pena capitale. Suo fratello Michael, sapendolo innocente, si farà arrestare per poter essere rinchiuso all'interno dello stesso penitenziario. Qui, insieme a Sucre, Bellick, T-Bag e alla dottoressa Sara, programmeranno un'evasione coi fiocchi.
Peccato che si ritroveranno, all'uscita, a scappare inseguiti da Alex Mahone, agente federale.
Tra inseguimenti, sparatorie e nuove reclusioni in carceri ben poco raccomandabili, si ritroveranno tutti sulla stessa barca: dovranno infatti recuperare Scylla, un congegno appartanente alla Compagnia, per poter avere salva la pelle.
Ma i guai non saranno mai finiti.

Che dire: 4 stagioni ad alto tasso adrenalinico. Episodi in cui il sangue scorre a fiotti, così come le lacrime.
La storia regge perfettamente dall'inizio alla fine, e si passa da momenti di puro stile poliziesco ad attimi di spionaggio intenso, senza tralasciare momenti sentimentali o d'amore.

Michael, il protagonista, è perfetto: vuole fare il capo e comandare un gruppo di delinquenti pur sapendo lui di non esserlo; si innamora del medico del penitenziario e riesce a convincerla a passare dalla sua parte; legato a doppio filo col fratello non esita a mettere in pericolo più volte la sua stessa vita pur di salvarlo.
Lincoln, al contrario, è quasi inutile nel telefilm: è il pretesto per far cominciare tutto ma poi non ha grandi impegnative nella storia, è spesso dubbioso e molte volte non ha nemmeno quel polso fermo che uno si potrebbe immaginare.
Sara è la ragazza ingenua che si innamora del cattivo, che rimane affascinata da chi è completamente diverso da lei - o forse da chi è fin troppo uguale a lei: sarà poi il motivo che spingerà Michael a fare determinate scelte, e il perno gentile di tutto il gruppo di scapestrati.
Sucre, Bellick e T-Bag sono quello che sono, ovvero assassini, rapinatori e molestatori che si ritrovano a doversi aiutare l'un l'altro, a doversi fidare di persone che non conoscono e a dover fare obbligatoriamente gruppo. Chi più chi meno riuscirà nell'intento, dimostrando che le famiglie non sempre sono fatte da persone con lo stesso sangue ma che si possono creare tramite legami nati in maniera occasionale.
Alex è il personaggio che ho preferito in assoluto, quello che ha avuto un'evoluzione spettacolare in tutte le 4 stagioni. Partito come agente federale considerato cattivo, che da la caccia ai nostri protagonisti, che li insegue e che fa di tutto per rimetterli dietro le sbarre, si ritroverà ben presto a dover fare i conti con il proprio passato violento, con una moglie che lo ha lasciato ed un figlio che a malapena sa come si chiama. Deciderà così di aiutare i fuggitivi, e grazie alla sua capacità doppiogiochista sarà colui che in più di un'occasione salverà il cu*o ai nostri eroi.

Visione decisamente consigliata, credetemi.
E non fermatevi alle solo 4 stagioni trasmesse: ricordatevi che dopo di queste hanno fatto altri 2 episodi in cui spiegano il finale del serial.
E preparatevi: si parla proprio in questi giorni di una reunion del cast per una quinta spettacolare stagione!

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