sabato 2 luglio 2016

Ragazzi di malavita

Alla ricerca di una lettura che mi potesse entusiasmare - visto che le ultime non è che abbinao lasciato proprio un buon segno - sono tornata alla mia vecchia passione.

Ragazzi di malavita
La storia della famigerata Banda della Magliana, ovvero come un gruppo di scapestrati ragazzi di borgata si sia potuto elevare al punto da avere contatti con la politica e con tutta la vita sociale italiana a cavallo degli anni '70 ed '80.
Dai rapimenti alle rapine, dallo spaccio di stupefacenti alle bische clandestine, dalle scommesse sportive illegali ai giochi politici con senatori e presidenti, il tutto miscelato in maniera perfetta coi contatti mafiosi, col terrorismo e col riciclaggio di denaro.
Ma, come in tutte le cose, dietro a questa banda di criminali si nascondono uomini, con le loro debolezze, i loro problemi, i loro amori, le loro famiglie.

Come ben sapete amo questo genere di libri, dove il confine tra il romanzo ed il saggio è talmente flebile da far sì che ci si possa immedesimare completamente nella storia narrata.

Questo libro quindi mantiene le aspettative, racconta nei dettagli non solo i fatti di cronaca - noti ai più, o per chi non sapesse di cosa stia parlando può leggerne un breve riassunto qua - ma anche le abitudini della banda stessa, i loro comportamenti, i loro modi di fare, i loro rapporti famigliari.

L'unico difetto che posso trovare al romanzo - e che mi fa assegnare solamente un paio di punti - è lo stile troppo catalogatore. Fosse stato meno elenco puntato e più romanzo sarebbe stato sicuramente un ottimo testo storico da consigliare a tutti.
Così lo consiglio comunque, ma solamente agli appassionati del genere come me.

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