mercoledì 13 luglio 2016

Dietrologia - I soldi non finiscono mai

Lo so, lo so: questo romanzo, visto l'autore, non è propriamente una lettura di quelle che passeranno agli annali - una mia amica, quando le ho detto cosa stessi leggendo, mi ha chiesto perchè Fibra scrive anche?
Ed invece, udite udite, non solo Fibra è un ottimo autore di testi musicali - non lasciatevi sopraffare dai pregiudizi, ed ascoltate qualche sua canzone soffermandovi sui testi: scoprirete cose mai sentite prima! - ma è anche un ottimo autore di libri - sto sul generico in quanto questo non è un romanzo, non è un saggio, non è nemmeno una biografia.

Dietrologia - I soldi non finiscono mai
Fabrizio Tarducci, alias Fabri Fibra, descrive di proprio pugno l'Italia di oggi. 
Dalle ragazzine dai selfie provocanti per attirare attenzione - attenzione di chi? - a quelli che spendono più del dovuto esclusivamente per apparire. Da quelli cresciuti - la nostra generazione - guardando Happy days, dove Fonzie insegnava che per ad essere il preferito del quartiere bisognava anche farsi un mazzo tanto al lavoro, a quelli cresciuti - le generazioni attuali - guardando Uomini e donne, dove basta sedersi in televisione per essere qualcuno. Dai musicisti che hanno fatto anni ed anni ed anni di gavetta, partendo dagli scantinati per arrivare alla top ten in classifica, ai moderni cantanti che si credono arrivati solo perchè hanno partecipato - senza magari nemmeno averlo vinto - un talent show.

E lo ammetto: Fibra ci prende in pieno in ogni sua descrizione, in ogni sua discussione, in ogni sua idea dichiarata. 
Certo, non ero d'accordo con lui con tutto quello che ha scritto, ma mi è piaciuto il suo modo di esporre i propri pensieri, di raccontare come vede la vita lui oggi, di mettere nero su bianco i miglioni di problemi che abbiamo in questo paese.
Lo fa col suo modo di fare da rapper, ovvero in maniera un po' brutale ed a volte scurrile, ma sempre mantenendo il giusto distacco e portando il giusto rispetto nei confronti degli argomenti, delle persone e dei luoghi citati in quel preciso momento.

E la pensiamo allo stesso modo su una cosa molto importante che riguarda il nostro amato stivale italico: gli italiani sono i primi a lamentarsi di questo, di quello e di quell'altra cosa ancora. A parole siamo tutti grandi combattenti.
Ma nessuno scende in piazza, nessuno alza i toni, nessuno combatte per un futuro migliore.

Perchè fondamentalmente a noi interessa più che sia carica la batteria dell'Iphone che dei diritti dei cittadini.

1 appunti di viaggio:

Patalice ha detto...

...sicuramente non leggerò questo libro...
non amo il rapper, che trovo personalmente alquanto fastidioso, sebbene, debbo ammetterlo, ci sono dei testi suoi decisamente brillanti