giovedì 10 marzo 2016

Musashi

Per colpa dell'amico che mi consigliò questo romanzo, prima di Natale sono entrata in libreria in stazione Centrale a Milano e questo libro, ahimè, mi è rimasto incollato alle mani.
Dico ahimè perchè le aspettative erano altissime.
Erano

Musashi
Siamo agli inizi del Seicento ed il giovane Takezo, dopo essere sopravvissuto ad una guerra, decide di diventare un combattente. Cambia così nome in Musashi e comincia a seguire la via del Samurai, strada impervia che lo porterà ad essere in perenne lotta con le proprie debolezze. Dopo varie peripezie, vari incontri - sia con ex commilitoni che con vecchi concittadini che lo davano per morto -, eterne lotte con Signori delle varie regioni che attraverserà durante il suo viaggio, amori incontrastati con giovani donne e d affascinanti concubine e scaltri discepoli che si uniranno a lui durante il cammino, Musashi riuscirà a realizzare il suo sogno. Non solo diventerà un bravo samurai, ma diverrà colui che il Giappone tutt'ora riconosce come eroe popolare.

Leggendo alcune recensioni nel web, il romanzo mi era stato praticamente presentato come una specie di Via col vento nipponico. Quindi mi sfregavo già le mani in vista di una storia travagliata, di passione, di bushido, di onore e di spade.
Capirete bene, dal mio tono di voce, che le aspettative che avevo per questo romanzo sono state, almeno in parte, disilluse presto.

Non che non meriti di essere letto, sia chiaro. Anzi, credo che se qualcuno volesse imparare qualcosa di più sulla cultura dei samurai questa debba essere una lettura quasi obbligata. 
Ma c'è un ma nel fatto che non mi abbia convinto del tutto.

La trama - complessa, ricca di fatti, di notizie, di citazioni reali, di personaggi importanti e di comparse che nell'arco delle oltre 700 pagine ricompaiono soventemente - risulta in realtà piatta, senza grinta, senza una vera spinta verso l'alto. Sembra di attraversare la Pianura Padana dall'inizio alla fine, senza una collina, una salita, una montagna.
Avrebbe potuto esserci uno slancio nell'amore tra Musashi e Otsu, ma anche questo rimane relegato per tutto il tempo ad un sentimento platonico, fatto esclusivamente di sospiri e di sguardi, di pensieri e di sogni non realizzati.
Così come la parte neurale della trama, ovvero la via del Samurai: Takezo lo diventa nell'arco di quanto, due pagine? Si sveglia una mattina e sa combattere con la spada come i più esperti ronin. La mattina seguente ha addirittura un discepolo a cui insegna passo passo tutto quello da fare. Per non parlare di quando riesce a districarsi tra i nemici, siano essi 2 o 25 non importa.

Salvo il romanzo per lo spirito, nel senso che attinge a cronache locali veritiere, e per l'intenzione di romanzare un personaggio come Musashi, uno dei più grandi spadaccini giapponesi mai esistiti.

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