giovedì 24 marzo 2016

DNA

Altro libro letto grazie alle staffette letterarie, con una piccola postilla questa volta: la copia letta verrà poi riconsegnata direttamente all'autore, con tutte le nostre annotazioni, sottolineature e post-it di saluto.

DNA
Daniel ed il suo gruppo di ricercatori scompare misteriosamente durante una discesa in una grotta molisana. Estela, la sua fidanzata messicana, partirà alla volta dell'Italia per rintracciarlo. Si ritroverà così alle prese con ordini religiosi che dava per estinti, ricercatori senza scrupoli e personaggi misteriosi che, con tutti i mezzi, cercheranno di non farle scoprire la verità.
Ma cos'hanno di così importante da nascondere? E perchè Estela sente strane vibrazioni ogni volta che si avvicina ad una pseudo verità? Cos'è che accomuna tutte le persone scomparse in quella zona da quasi trent'anni?

In copertina c'è scritto thriller.
Ma non lo è, mancano tutti i presupposti per poterlo considerare tale: zero suspense, zero adrenalina, zero di tutto. Non c'è un cattivo vero e proprio da poter accusare di qualcosa, non c'è una vittima da salvare, non c'è nulla.

Qualche letturina lo ha definito fantasy.
Ma non lo è, mancano tutti i presupposti per poterlo considerare tale: zero creature mistiche, zero elfi-nani-goblin-draghi, zero mondi paralleli, zero di tutto. Non ci sono dame in pericolo, non ci sono cavalieri impavidi, non ci sono elementi magici che possano trasformare qualcosa.

Io personalmente lo considero uno sci-fi, una fiction fantascientifica: è una storia inventata, ha delle nozioni di fantascienza, sono citati gli extraterrestri e la possibilità di non essere da soli nell'universo. Ci sono apparecchi alieni che comunicano con le stelle, ci sono manipolazioni genetiche fatte da qualche uomo spaziale, c'è uno pseudo collegamento con il classico prima o poi si paleseranno ai nostri occhi.

Detto questo, non mi è piaciuto.
Lo stile è veloce ma acerbo, alcuni dialoghi ed alcune descrizioni lasciano il tempo che trovano se non addirittura sono inesatte o non conformi allo normale svolgere del tempo.
La trama ha dei buchi enormi che rischierebbero di assomigliare alla botola del nuovo gioco di Gerry Scotti.
Il finale è apertissimo, e spero che lo sia volutamente, ovvero che nella testa dell'autore ci sia in programmazione un secondo volume. Altrimenti non mi spiego non solo l'epilogo, ma anche tutti i capitoli precedenti.

Grazie al cielo l'ho letto in 4 pause pranzo, e ora posso tornare alle mie letture.

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