lunedì 7 dicembre 2015

L'amore che ti meriti

Altro libro che mi è arrivato grazie alle mie amiche letturine. E devo dire grazie a questa lettura se ho raggiunto, finalmente, il mio obiettivo dei 60 libri letti in un anno!

L'amore che ti meriti
Antonia, sposata con il poliziotto Leo e incinta di qualche settimana, parte improvvisamente per Ferrara per risolvere un mistero. La madre Alma, infatti, le ha raccontato che, quasi 30 anni prima, poco prima della morte dei suoi genitori, suo fratello Maio scomparve nel nulla. Antonia decide così di indagare: risalendo a vecchie amicizie, amori passati, vicini di casa ed ispettori affascinanti, arriverà a srotolare la matassa dei misteri ferraresi. Che fine ha fatto Maio? E' morto come tutti credono? E qual'è il legame che unisce la madre Alma agli omicidi di quei giorni a Bologna, città dove ora Antonia vive felicemente?
Tra pasticci di maccheroni dolci e bicchieri di vino, tra biciclette parcheggiate ovunque e vecchi quartieri ebraici, il mistero sarà più semplice di quello che chiunque di noi si aspetti in realtà.

Per una che Daria Bignardi - l'autrice del romanzo - la conosce solo per la conduzione del Grande Fratello e delle Interviste barbariche, direi che il romanzo è stato un'ottima sorpresa. Linguaggio semplice, diretto, senza troppi fronzoli e molto attuale.

Peccato per la trama vera e propria: non è così avvincente come possa sembrare, almeno per me.
Qualche colpo di scena risicato - e più che prevedibile - e una sottotrama praticamente inesistente. In pratica considero il libro più un lungo racconto che un romanzo vero e proprio.
Buoni i personaggi, anche se non troppo caratterizzati.

Salvo in pieno l'ambientazione: Ferrara.
Come ho scritto all'interno del libro, è una città a cui sono particolarmente legata: la mamma del mio vecchio moroso torinese, infatti, era nata poco distante dalla cittadina in questione. Quindi le parole dialettali usate nel libro, così come le caratteristiche delle lettere biascicate o le impressioni provate descrivendo i cittadini estensi, le conosce bene.
Avendola anche visitata in un caldo weekend primaverile, ho rivissuto in pieno le emozioni provate all'interno del cimitero ebraico, le sensazioni alla vista delle innumerevoli biciclette sui ciottoli del centro e il gorgoglio dello stomaco.

Ripeto, lettura gradevole.
Ma se avete altro in attesa sul comodino, passate pure oltre.

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