mercoledì 16 dicembre 2015

L'acustica perfetta

Altro libro letto grazie alle letturine. In realtà mi era arrivato contemporaneamente a questo, e coincidenza vuole che fossero entrambi della stessa autrice. Mi sarà piaciuto?

L'acustica perfetta
Arno, violoncellista nell'orchestra della Scala di Milano, è sposato con Sara da più di 10 anni, hanno tre bellissimi figli e tutta la loro vita sembra una favola: conosciutesi da ragazzini, son stati lontani per un po' da adolescenti ma, da quando si sono ritrovati ormai trentenni, vivono solo per la loro famiglia. Sara un bel giorno però decide di sparire, senza lasciare traccia se non un misero biglietto. Arno sarà costretto così a scavare nel passato della moglie riportando alla luce segreti e storie di cui non era minimamente a conoscenza.
Riuscirà Arno a convincere Sara a tornare a casa? Capirà qual è stato il motivo che ha spinto la moglie ad una tale decisione? Scoprirà dove si è nascosta per sfuggire alle sue, alle proprie, domande?

Sarò sincera: come ho detto per l'altro suo romanzo letto pochissimo tempo fa, Daria Bignardi scrive benissimo! Ha uno stile leggero, veloce, semplice, diretto. Riesce con poche frasi a colpire nel segno e a far partire, nella mente del lettore, mille domande, mille pensieri, mille ragionamenti - cosa che reputo sempre un ottima cosa durante la lettura.

Pecca su una cosa però.
La cosa più importante.
La storia.

Ho odiato Sara fin dalle prime pagine, e non principalmente per il fatto che sia sparita. Certo, sono dell'idea che nessuno dovrebbe andarsene così, ma che lo si possa fare solo dopo averne parlato per bene col proprio compagno. Ma soprattutto l'ho odiata perchè è una donna senza pa**e, che non decide mai per sè, che lascia siano sempre gli altri a prendere decisioni al suo posto - dalla scuola al matrimonio, dal lavoro ai figli, da cosa fare a cosa dire - fin quando non scoppia. Pensarci prima no? Dire no ogni tanto e far valere le proprie idee è così difficile?
Ma anche Arno non era da meno, il livello di sopportazione era ai limiti anche con lui. Un uomo che crede che basti stare nella stessa stanza con una donna per voler dire che sono vicini - e le domande? L'interessamento? Dove lasciamo tutto ciò? Un uomo che vive in funzione dell'idealizzazione che si è fatto di una donna, che pondera le sue scelte in base a quanto potrà essere felice lui stesso con lei - e non a quanto possano essere felici insieme. Un uomo zerbino in pratica.

E visto che tutta la storia si basa su ma quanto ti amo .. ecco, bocciato in pieno.
Però la Bignardi scrive da Dio!

2 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

non ho mai letto nulla della bignardi.... dici che dovrei iniziare?

Katiu R. ha detto...

Guarda Fede, la Bignardi scrive veramente ma veramente bene.
Le storie a me non sono piaciute, ma se dovessi consigliarla per lo stile ti direi sicuramente di si!