giovedì 5 novembre 2015

Psicomagia

Non so come cominciarlo questo post.
Non so se seguire le mie linee guida e fare una recensione normalissima, o se seguire l'istinto e parlare a ruota libera. Visto l'argomento del romanzo, dovrei scegliere automaticamente la seconda opzione. Vista la mia mente legata a dei limiti, dovrei scegliere automaticamente la prima opzione.
Di certo quello che scriverò sarà solo un sunto di tutto quello che, da giorni, mi passa per la mente.

Psicomagia
Alejandro Jodorowsky, artista polivalente cileno, cerca di spiegare nelle pagine di questo libro come affrontare la quotidianità. Eliminare le nostre paure, limitare il malessere, aggirare gli incubi, superare il passato e godere del presente senza pensare al futuro: è questo che si cerca di ristabilire con il metodo psicomagico.
Tra testimonianze di suoi pazienti ed amici, narrazioni di esperienze vissute in prima persona, riti di magia nera e magia bianca, incontri con personaggi bizzarri e conferenze pubbliche, Jodorowsky cerca di mettere tutto se stesso in questa intervista, dove l'interlocutore pone domande precise che tutti noi, prima o poi nella vita, vorremmo fare.

Il saggio si divide in capitoli ben precisi, ognuno dei quali ci mette, a fine lettura, nella condizione di porci infinite domande.

L'atto poetico, introduzione a tutto quello che è vita, implica il fare qualcosa guidati dalla poesia. Non dai sonetti classici, sia ben inteso, ma da tutto ciò che un paese, una vita, un modo di essere ci possa portare a fare. Camminando in linea retta senza preoccuparsi degli ostacoli, ovvero trovando una soluzione a ciò che impedirebbe il nostro lineare cammino.

L'atto teatrale, ovvero un atto poetico di massa, dove la rappresentazione teatrale sfugge alle regole rigide del teatro e delle scene. Dove gli attori seguono non un copione ma una improvvisazione crescente, ovvero un copione dettato dalla vita stessa. Dove gli spettatori non seguono la regola del biglietto acquistato ma si improvvisano attori a loro volta, partecipando anche solo coi sentimenti alla rappresentazione vitale.

L'atto onirico, dove il sogno è realtà. Dove ci si deve impegnare, tramite un atto tipicamente poetico, a pensare a quello che si desidera, portare avanti il pensiero, incanalare i sogni notturni su questo stesso pensiero e risvegliarsi al mattino con la soluzione, con la voglia e la determinazione di rendere quel sogno realtà. Dove non ci si limita a dire il mio sogno è ma ci si convince che la mia realtà è.

L'atto magico, dove la convinzione che le nostre azioni possano avere effetto sugli altri è fondamentale. Dove la finzione, il desiderio ed il sogno dell'atto onirico diventano reali nelle contro-azioni di chi ci sta intorno. Dove la nostra bravura nel convincere le persone - noi stesse in primis - dell'effetto di qualcosa (un'azione, un medicinale, una guarigione, una scelta, una decisione) diventa un atto poetico preciso all'interno di un atto teatrale.

L'atto psicomagico, ovvero l'insieme del tutto. Quando bisogna mettere a disposizione di altri le proprie capacità, le proprie sensazioni, le proprie convinzioni, per aiutarli a superare i loro problemi, il loro passato, le loro paure. Senza limitarsi alle parole ma anzi passando ai fatti, concreti.

Ho passato ore a discutere di questo romanzo con chi me l'ha consigliato - la stessa persona che aveva consigliato questo e ispirato questo - cercando di trovare dei punti di incontro. Si è passati dall'inconscio alla coscienza, dalla convinzione di una cosa alla mera dimostrazione pratica, dai sogni alla realtà, dagli atomi che girano ai sentimenti o ai desideri inespressi.

Di sicuro c'è che questo romanzo è un'arma a doppio taglio.
Mi verrebbe da dire che chi necessita di una spinta per riprendere in mano la propria vita in queste pagine troverebbe la soluzione. Ma so anche che per rimettere in pista il nostro IO è necessaria una forza di volontà che non tutti hanno.

Perchè è facile sognare qualcosa.
Perchè è facile desiderare qualcosa.
Ma è più difficile avere la determinazione per metterlo in pratica.

1 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

Il mio coinquilino Cileno lo scorso anno me ne ha parlato un sacco di questo libro, ma tu mi hai quasi convinto a leggerlo