mercoledì 4 novembre 2015

Maestra, maestra, maestra

Son passati alcuni mesi da quando, con la mia valigia di timidezza e il mio zaino di stranezze, ho messo piede in aula scolastica, non come alunna ma come cavia.
L'esperienza allora era stata talmente positiva, sia per me che per le maestre ufficiali e, soprattutto, per i bambini, che abbiamo deciso di replicare.

Piccola premessa: i bambini sono i miei nuovi amici.
Loro, piccoli esserini bipedi dotati di parola, che normalmente faticavo a capire, mi adorano. A tal punto da esser stati proprio loro a richiedermi a gran voce - come poteva la maestra dire di no ad un suo alunno che, il primo giorno di scuola a settembre, se ne uscì con un ma la tua amica non viene più a trovarci?
Era praticamente impossibile.

Eccomi quindi pronta, in un soleggiato pomeriggio autunnale, a rientrare in un'aula per parlare davanti ad una quarantina di occhi, incuriositi ed affascinati, per introdurre un po' di educazione tecnica ed un po' di educazione artistica.

Spiegare quindi loro come è nato il disegno, come gli uomini abbiano sempre voluto rappresentare la loro vita andando al di là delle parole. Come i disegni antichi - le incisioni rupestri, i geroglifici, gli schizzi di Leonardo - siano arrivati sino a noi cambiando radicalmente la nostra concezione di vita, di mondo, di universo.

Raccontare come si è passati dal disegno a mano a quello informatico, come le squadre di legno sono sopravvissute ai secoli e come invece le nostre si rompono solo a guardarle, come una lavagna digitale abbia sostituito la carta.

Aiutarli ad usare il compasso per la prima volta, insegnar loro la differenza tra un ellisse ed un cerchio o dimostrare come si calcola un angolo in un disegno.

Fino a portarli a disegnare sfruttando le forme geometriche - solo ed esclusivamente quelle.
Rappresentare un cane, un gatto, la mamma, il papà, la maestra, il calciatore, il cantante, la nonna, la bidella, l'attrice o l'attore, il preside o l'amica, la zia o il cugino.
O me, come in molti hanno fatto.

Perchè il punto focale della mia lezione era che se tanto è vero che il disegno artistico è legato strettamente alla fantasia mentre il disegno tecnico viaggia pari passo con a matematica, il loro confine è così labile che può essere superato in maniera molto semplice: con il sentimento.

Perchè sono i sentimenti che muovono il mondo.
Perchè sono i sentimenti che muovono le persone.
Perchè sono i sentimenti che rendono un disegno un opera d'arte.
Perchè sono i sentimenti che rendono un sogno semplice realtà.
Perchè sono i sentimenti che rendono un bambino un uomo.

5 appunti di viaggio:

acquerello attimo ha detto...

I bambini sono eccezionali. Ma non nel solito modo zuccheroso del termine. Raramente si punta l'attenzione sulla loro intelligenza. Sulle richieste particolari che fanno, sulle cose particolari che li attraggono. Mi è piaciuto questo post, e la maestra Katiuscia :-D

Federica ha detto...

che bella idea che avete avuto tu e la maestra!!

MagicamenteMe ha detto...

Ma che bello.
Insegni anche a me?

La Folle ha detto...

Che bello questo esperimento :)

❤ Bida ❤ ha detto...

esperienza SPETTACOLARE!

SEI PROPRIO SPETTACOLARE!
anche a me sarebbe piaciuto che una "maestra" come te mi avesse fatto imparare...

^__^