giovedì 8 ottobre 2015

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Faccio una premessa: non ho mai letto nulla di prettamente fantascientifico.
Ma questo libro mi è stato consigliato da una persona a me cara - oh mamma, che romanticheria ho scritto? - e non potevo non leggerlo.

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
In una San Francisco futuristica e deserta - a causa di una guerra nucleare mondiale che ha devastato la Terra - Rick Deckard è un cacciatore di taglie: i suoi obiettivi sono androidi fuggitivi, scappati dalla colonia punitiva su Marte. Si ritroverà nell'arco di 24 ore a dover sostituire uno dei più famosi cacciatori di taglie del momento e a dover dare la caccia a 6 replicanti che, probabilmente, si stanno mimetizzando in mezzo agli esseri umani.
Tra androidi simili in tutto e per tutto agli esseri umani, animali in via d'estinzione venduti a cifre esorbitanti a collezionisti o semplici amanti, umani relegati in palazzi fatiscenti solo perchè non hanno superato dei test di intelligenza e bestie da compagnia computerizzate ma belle al punto da sembrare vere, Rick dovrà trovare anche la risposta alla domanda che, ad un certo punto, comparirà nella sua mente: dov'è il limite tra il reale e quello che non lo è?

Posso dire che l'ho adorato?
Posso dire che non ho chiuso occhio di notte, rapita dalla storia e curiosa di sapere come sarebbe proseguita la trama?

Non solo mi è piaciuta l'ambientazione - futuristica sì, ma molto simile a certe nostre attuali periferie cittadine, dove degrado, sporcizia e malavita la fanno da padrona, rinchiudendo in casa chi, ahimè, non riesce (o non vuole) a ribellarsi al mondo che lo circonda.
Non solo mi sono piaciuti i personaggi - Rick, che si metterà in discussione a metà romanzo e dovrà capire effettivamente da che parte stare, se seguire le regole che conosce da una vita o se cominciare a pensare con la propria testa; Rachel, la replicante umana, convinta di essere un qualcosa che in realtà non esiste, subdola, manipolatrice ma, alla fine, migliore di tanti esseri umani di mia conoscenza; Isidore, il cervello di gallina, l'uomo relegato ai margini per la sua scarsa facoltà intellettiva, ma capace di sfidare i pregiudizi ed aiutare chi è in difficoltà fregandosene delle conseguenze.

Ma la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è la domanda che ti aleggia nella testa fin dall'inizio: cosa è reale e cosa no? Cosa di tutto quello che vediamo, conosciamo, con cui entriamo in contatto, è veramente reale e cosa invece è solamente il frutto dei nostri pensieri, dei nostri preconcetti, dei nostri limiti di immaginazione? Abbiniamo sentimenti a persone che di umano hanno ben poco e siamo convinti che altri esseri non abbiano le stesse sensazioni, sbagliando così completamente il giudizio, non solo su di loro, ma anche su noi stessi.

Libro consigliatissimo, voto anobiiano 4 stelline (non gli do il top solo perchè ora sono curiosa di sapere se c'è qualche seguito o qualche altra storia simile).
Anzi, ora che ci penso contatterò l'amico e gli chiederò di consigliarmi qualcos'altro!

4 appunti di viaggio:

La Folle ha detto...

Sembra un libro di Asimov, anche se non ne ho ancora mai letto uno. Mi ispira :)

Katiu R. ha detto...

E' bellissimo, di media lunghezza e lo stile è molto molto scorrevole!

La Folle ha detto...

Il fatto che sia scorrevole è sicuramente un motivo in più per leggerlo!

acquerello attimo ha detto...

...anch'io non pratico la fantascienza..ma la sfumatura di questo sembra nelle mie corde e m'ispira un sacco..!