lunedì 28 settembre 2015

Braccialetti rossi

Mi sono avvicinata a questo libro fondamentalmente per due motivi: il primo è che rientrava perfettamente in una categoria della #ReadingChallenge2015, se non addirittura in un paio; il secondo è che avevo visto la fiction italiana, e mi era piaciuta, tanto.
Facendo 2+2, mi son detta ma sì, leggiamolo!


Braccialetti rossi
Albert Espinosa, l'autore del romanzo, racconta in queste pagine la sua lotta contro il cancro. La guerra contro la malattia l'ha portato a perdere parte di una gamba, un polmone, parte del fegato, a subire ore estenuanti di chemioterapia, a farsi bucare migliaia di volte le vene, a perdere i capelli, a dimagrire, a non sapere se si sarebbe risvegliato il mattino seguente.
Ma la guerra contro la malattia l'ha portato anche a capire cosa vuol dire veramente vivere, a conoscere nuovi amici, ad assaporare ogni esperienza nuova, a sorridere delle piccole cose, a godere del sole sulla faccia, ad imparare ad affrontare i medici e i loro paroloni strani, a donare la propria forza agli altri.
Perchè lui la guerra l'ha vinta.

Avete presente il telefilm italiano?
I ragazzi, le risate, la forza del gruppo, l'unione fa la forza, la malattia vista come compagna di vita, i piccoli e grandi problemi adolescenziali, i medici cattivi e quelli buoni, gli infermieri sorridenti e complici, i compagni di ruote, il watanga, gli amori, i baci, la morte, il risveglio?
Avete presente tutto quello?

Beh, non cercatelo in questo libro.
Questo romanzo è piatto, lineare, senza adrenalina, senza vita. E' un susseguirsi di io ho fatto questo e io ho fatto quest'altro, senza l'emozione di chi certe cose le ha vissute in prima persona.
L'autore vorrebbe insegnare, tramite 23 scoperte - che non sono altro che 23 episodi di vita -, come si deve affrontare non solo la malattia, ma la vita stessa.

A mio avviso, non ci riesce.
Ci son riusciti di più Leo ed i suoi amici del watanga in televisione.
Bocciato in pieno.

2 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

non ho visto la serie perché avevo il presentimento che sarei stata troppo male... e il libro l'avevo evitato per lo stesso motivo, ora ho un motivo in più per starci lontana

Patalice ha detto...

la serie non l'ho vista per eccesso di emotività...
però penso la recupererò