mercoledì 22 luglio 2015

Il sopravvissuto

Sottotitolo: L'unico susperstite di una stagione di sangue. I miei anni in prima linea nella lotta alla mafia con Borsellino, Falcone, Cassarà e Montana.
Sì, perchè mi sono data ai libri seri.
Quelli che leggi poche pagine alla volta perchè poi ti assale il nervoso.

Il sopravvissuto
Pippo Giordano, ex ispettore della Dia, ne ha viste di tutti i colori nell'arco della sua onorata carriera. Ha interrogato Gaspare Mutolo insieme al giudice Borsellino, era compagno di Lillo Zucchetto prima che quest'ultimo venisse ucciso negli anni '80, passò alla squadra mobile di Palermo con Ninni Cassarà e Natale Mondo e seguì Giovanni Falcone per tutta la sua carriera.
Nato a Palermo, la mafia l'ha vista crescere con lui, attorno a lui, dentro le sue mura domestiche e nelle case del circondario. E' per questo che, negli anni '90, diventa il custode dei pentiti, colui a cui confidano tutto e niente.

E' uno di quei libri-saggi scomodi, quelli che leggi e ti chiedi, ad ogni riga, come mai sia possibile che certe cose accadano veramente.
Si parla tanto di Mafia come di un'ente a sè, relegata in quella Sicilia assolata lontana dal continente e che quindi, così si pensa, viva di vita propria. Invece la Mafia è attorno ad ognuno di noi, dentro le istituzioni, circonda lo Stato e lo stritola come se fosse un serpente, decide la sorte di ognuno di noi e non guarda in faccia a nessuno, uomo donna bambino o anziano che sia.

Uomini d'onore si fanno chiamare.
Uomini che sottostanno ad un capo, quel capo che tutti noi bene conosciamo, e non hanno pentimento, non sanno cosa sia il risentimento od il dubbio. E' un lavoro dice qualcuno. Uccidere un uomo o servire al supermercato è, per loro, fondamentalmente la stessa cosa.
E' onorevole questo?

Consigliato a lettori dallo stomaco forte.
O dall'infinita pazienza.
O, meglio ancora, dotati di quella leggiadria che fa sì che la notte, ripensando a ciò che hanno letto, possano dormire comunque sonni tranquilli.

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