lunedì 6 luglio 2015

Il rifugio dei cuori solitari

Altra staffetta, altro libro, altri pensieri in arrivo.
Questa volta si parla non solo di cuori spezzati umani, ma anche canini.

Il rifugio dei cuori solitari
Rachel, PR in carriera con una bella casa, un bel fidanzato, una bella vita, di punto in bianco si ritrova senza nulla: il fidanzato - sposato con un'altra - la lascia, viene licenziata per ristrutturazione aziendale e, quindi, perde anche il benefit della casa. Unica nota positiva il fatto che possa lasciare così la sua città, e trasferirsi in un piccolo paese dove la zia Dot, mancata da poco, le ha lasciato un'eredità molto particolare: un rifugio per animali.
Sarà proprio mettendosi a confronto con i futuri padroni di cani, con i nuovi colleghi, con i volontari del canile e, soprattutto, con i cani stessi, che Rachel risolleverà non solo le sorti dell'attività della zia, ma anche della propria vita.
Complice, in tutto questo, un affascinante veterinario.

Letta così la trama è quella da classico chick-lit, la classica storiella d'amore dove, alla fine, tutti vissero felici e contenti. Ed in parte è vero, alla fine vivranno tutti felici e contenti. Ma è nel mezzo delle 400 pagine che accade di tutto.

C'è la coppia di sposini che non riesce ad avere figli, e che si prefigge un termine dopo il quale smettere di provarci. C'è la coppia scoppiata, quella che di figli ne ha due ma che si contendono come dei pacchi postali. C'è la protagonista, più vicina ai 40 anni che ai 30 anni, che cerca di risollevarsi da una vita che all'improvviso le ha remato contro.
E ci sono loro, i pelosi a quattro zampe che ti conquistano con uno sguardo, che capiscono quando sei triste, che fanno marachelle che non sai poi riprendere, che fanno gli occhi dolci per un pezzo di cibo e che ti amano con tutto il cuore, il pelo, le orecchie e la coda - e che mi hanno fatto ricordare in pieno tutto quello che abbiamo passato dall'arrivo del terremoto Tilde.

Buon romanzo da leggere sotto l'ombrellone: è leggero ma offre anche qualche discreto spunto di riflessione. Consigliato!

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