domenica 7 giugno 2015

Medium

A pochi anni di distanza dalla fine di questo serial televisivo, ho recuperato in pieno la visione completa. Lo avevo sempre guardato a spezzoni, alcune puntate intere altre intraviste a metà, ed ogni volta mi piaceva come Patricia Arquette interpretasse la svampita protagonista.

Medium
Allison Dubois, madre di tre slendide ragazzine e moglie devota del matematico Joe, è una medium, ovvero una di quelle persone che riesce a parlare con gli spiriti delle persone morte. Grazie ai sogni che la svegliano nel cuore della notte, riesce a risolvere parecchi casi criminali: inizia così a collaborare con l'ufficio del procuratore distrettuale.
Diventerà amica del procuratore Devalos e del detective Scanlon, e con loro formerà una squadra talmente affiatata e perfetta da mettere in riga ogni criminale della città.
Ma il fato invidioso è sempre in movimento, e la vita di Allison e delle persone a lei care verrà messa spessa in serio pericolo.

La trama del serial andrebbe analizzata sotto diversi aspetti, almeno due in particolare: la parte evidente legata ai sogni e alla risoluzione dei crimini, e la parte nascosta legata all'intervento divino.

La prima analisi è molto semplice: in ogni parte del mondo ci sono persone che dicono di riuscire a parlare con gli spiriti, che dicono di vedere i fantasmi e che ricevono sensazioni strane. Prettamente figure femminili - dovuto forse al fatto che noi donne, sotto questo aspetto, siamo più sensibili dei maschietti - aiutano le polizie di ogni paese a ritrovare persone scomparse, ad individuare cadaveri sepolti o ad  individuare assassini insospettabili. Quanto sia vero di tutto ciò, e quanto invece sia legato solo ad una buona perspicacia e ad un'ottima analisi della situazione e delle persone, non si sa. Sta di fatto che il telefilm le descrive benissimo, e anche se i medium sono più noti nei paesi anglosassoni che non da noi, la curiosità di sapere come diamine facesse Allison a sognare certe cose era abbastanza da tenere il telespettatore legato davanti alla tv.

La seconda analisi è più complessa: Dio - per chi ci crede - ha creato per ognuno di noi una storia. Un filo chiamato destino divino che ci collega direttamente dal punto in cui siamo nati al punto in cui, ahimè, moriremo. Un filo che avrà i suoi alti e bassi, i suoi nodi, le sue curve. Una vita che quindi avrà i suoi problemi, le sue gioie, le sue prove e le sue depressioni. Ma, ed è un MA scritto a caratteri cubitali, se Dio o chi per lui ha deciso che in quel dato momento la tal persona debba morire, chi è Allison per far decidere che in realtà non debba andare così? Chi è Allison per spostare il filo dalla linea tracciata e salvarci dalla morte, o slegare il nodo e far sì che l'assassino si tiri indietro? Chi è Alison perchè possa, anche ad omicidio avvenuto, far arrestrare il colpevole quando magari il destino diceva che nessuno lo avrebbe preso?
Chi è Allison per potersi mettere contro il volere di Dio?
Chi è Allison per sostituirsi a Dio?

A voi la risposta.
Ma che sia pensata, e data solo dopo aver visto il finale della settima stagione.
Allora sì potreste sostituirvi ad Allison.

1 appunti di viaggio:

cri ha detto...

Non l'ho mai visto e quando mi fermavo a vederlo non mi piaceva......