lunedì 25 maggio 2015

Frankenstein

Questo mese, nel Club ideato da Moma, abbiamo letto un classico proposto dalla sottoscritta. Per cambiare un po' genere, e lasciarci per qualche giorno alle spalle le storie romantiche intrise di pizzi e merletti, ci siamo buttate su qualcosa di decisamente gotico.

Frankenstein
Il dottor Victor Frankenstein, sconvolto dalla morte della madre, lascia il padre e l'amata cugina Elizabeth per recarsi in Germania al fine di ampliare i suoi studi, e per portare avanti un sogno impossibile: creare un essere umano dotato di perfetta salute.
Riuscirà nel suo intento, ma la Creatura - o Demone, come verrà chiamato dal suo creatore - lo perseguiterà ovunque andrà, uccidendo le persone a lui care e mettendo in serio pericolo la sua stessa vita.
Scoperto il motivo di tanto odio, il dottor Frankenstein inseguirà il suo carnefice per mari e monti al fine di ucciderlo.

Ecco, questa a grandi linee è la storia che, tutti noi, conosciamo. La storia che ci hanno propinato i film - dai vecchi lavori gotici ai moderni horror - in cui un pazzo medico si è sentito Dio e ha voluto creare un mostro che, successivamente, vagherà per il mondo uccidendo la gente.

Beh, dimenticatevi l'horror, il sangue, il trucidume dei film di serie B. Il libro è in parte epistolare ed in parte confessionale.
Epistolare quando si tratta del dottor Frankenstein che, dalla Germania, scrive alla sua amata per sentirla più vicina, raccontandole i suoi studi ma nascondendole i suoi esperimenti.
Confessionale quando - udite udite - la Creatura racconta al dottor Frankenstein i suoi desideri, le sue paure, i suoi timori. Quando ammette di aver imparato a parlare, a ragionare, a provare sentimenti semplicemente guardando una coppia di contadini, che gli han fatto capire che, per essere felici al mondo, basta un po' di amore.
Ma alla Creatura l'amore è negato, essendo solo al mondo. Ed è quella la causa scatenante dell'odio, del rancore verso il suo stesso creatore. La Creatura necessita di qualcuno a cui voler bene, da stringere, da accarezzare, con cui condividere la propria vita.

Il mio cuore era fatto per l'amore, per la comprensione; fu il dolore a spingerlo all'odio, alla crudeltà.

E' con queste parole che il Demone ammette le proprie debolezze.
D'altronde, tutti noi non aneliamo un po' d'amore per poter vivere serenamente i giorni che abbiamo davanti?

3 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

mi incuriosisce!

cri ha detto...

Effettivamente incuriosisce anche me...

Silvia ha detto...

Ma sai che non sapevo di questo risvolto "romantico" di Frankenstein? Io l'unico Frankenstein che conoscevo era Franenstein Junior...