mercoledì 22 aprile 2015

Tutti in cattedra!

Chi di voi mi conosce, o chi di voi mi segue da un po', è a conoscenza del mio non-amore verso i bambini. Non è che non li sopporti eh, sia chiaro. Ma mi sono del tutto indifferenti.
Non sono una di quelle che fa mille facce buffe davanti ad un neonato, non sono quella che immediatamente si mette a giocare con i più piccoli e nemmeno quella che chiacchiera amabilmente con le adolescenti.
Però.
A tutto questo c'è un però. Perchè nella vita, prima o poi, sono dell'idea che tutti debbano mettersi in gioco ed affrontare le proprie debolezze.
Come ho fatto io settimana scorsa.

Una mia carissima amica, maestra di quarta elementare, ha chiesto il mio aiuto: in questo periodo sta spiegando ai suoi alunni come si affronta un testo descrittivo. Visto che le mamma, i papà, le maestre e le bidelle erano decisamente inflazionate, quale migliore esercizio se non quello di far descrivere una persona perfettamente sconosciuta?


Eccomi quindi in un giovedì pomeriggio, sotto un tiepido sole primaverile, affrontare una ventina di bambini.
A scuola. In classe.
Farmi osservare, guardare, sezionare, toccare, odorare. Rispondere a domande, sottostare a sguardi, sorridere a battute. Descrivere me stessa, quello che faccio, quello che leggo, quello che guardo.
Spiegar loro perchè ho un tatuaggio che ricorda sia il fuoco sia un drago, perchè ho i capelli corti che ricordano ricci di mare o perchè nel tempo libero io diventi una fotografista. Complimentarmi con la ragazzina che ha riconosciuto la mia maglietta da nerd e prendermi qualche insulto perchè sono milanista. Sorprenderli quando ammetto che non mi piace fare shopping o lasciarli a bocca aperta dicendo, ahimè, che non mi piacciono i film di fantascienza. Il tutto passando tramite la pizza, i fuoristrada, il disegno a mano libera, i computer, i videogames, il fantasy, J-Ax, lo stile dark e gli abiti casual, Tilde e la ragnofobia, mamma e papà e la mia Punto rossa, i matrimoni ed i fidanzamenti e le bugie dette ma che non si devono dire.

Risultato?
Mi sono divertita molto più di quanto avrei mai immaginato.
I bambini a quell'età sono molto svegli, attivi, curiosi. Certo, magari dopo un po'  si prendono confidenze che bisogna tenere a freno, ma quanto è bello vederli arrossire mentre si rimbalzano una domanda che nessuno ha il coraggio di fare - e dovevano solamente chiedermi ti piace qualcuno?

E quindi eccomi qui, ad uscire dalla classe in fila indiana, direzione cortile e relative mamme, con 4 bambine che Maestra, possiamo uscire con lei oggi pomeriggio?

Ora son proprio curiosa di vedere che cavolo di temi avranno scritto .. io non mi prendo responsabilità sul loro futuro sviluppo ed il loro divenir grandi, sia chiaro!

3 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

ma è bellissimo!!!

ora son curiosa anche io di sapere come ti hanno visto :)

nuvolette ha detto...

ma i temi ce li fai leggere, vero???? ;-)

Silvia ha detto...

Come ti capisco! Nemmeno io nutro grande simpatia per i bambini (anche se non so perchè loro invece sembrano essere abbastanza attratti da me) quindi capisco come deve essere stato difficile mettersi allo scoperto davanti a un pubblico del genere!