venerdì 17 aprile 2015

Sopravvissuta ad Auschwitz

Eccomi qua, alle prese con un altro libro delle staffette. Anche questo romanzo è uno di quelli che, personalmente, non avrei mai preso in considerazione, ma il bello del gruppo delle Letturine è proprio quello di provare ad avvicinarci a generi che non avremmo mai considerato prima.

Sopravvissuta ad Auschwitz
Eva, 15 enne nel pieno delle gioie adolescenziali, viene strappata alla sua vita e rinchiusa, insieme a tutta la sua famiglia, ad Auschwitz. Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, dove nazisti senza scrupoli perseguono persone innocenti, dove nazisti senza cuore distruggono famiglie di ebrei.
Eva racconta così, in prima persona, la sua detenzione, la sua crescita, la sua salvezza. Narra di come alcuni membri della sua famiglia sono morti, di come abbia potuto conoscere Anne Frank da bambina, di come sia rinata dopo esser stata liberata, fino al suo matrimonio, alle sue figlie, al suo impegno - ed il suo lavoro - all'interno del museo olandese dedicato ad Anne.
Perchè anche dopo i peggiori orrori, se si vuole, c'è la vita ad attenderci.

Cosa mi aspettavo da un libro del genere?
Sentimenti: rabbia, angoscia, paura, ribellione. Ma anche amore, amicizia, fratellanza, speranza.
Storie: di famiglie perse, di famiglie ritrovate, di famiglie che ci provano a rialzare la testa dopo essere usciti dall'incubo e famiglie che, invece, soccombono al dolore.
Storia: quella con la S maiuscola, quella che ti descrive i campi di concentramento, le morti, gli omicidi, le decisioni errate e le decisione buone, la sconfitta e la perdita.

Cosa ho trovato nel libro?
Nulla di tutto ciò. A mio parere, purtroppo, il romanzo manca di coinvolgimento. E' stato a mio avviso un lungo susseguirsi di fatti, di descrizioni, di episodi, senza un collante vero e proprio. Eva appare come non solo la protagonista indiscussa - e ci sta', per carità - ma anche come colei che inneggia a sè stessa. Persino nella parte centrale dedicata al campo, non ho provato angoscia, nessun brivido mi ha attraversato la schiena, nessuna emozione mi ha fatto urlare di rabbia.

Peccato.
Avrebbe potuto essere un capolavoro, ed invece non arriva alla sufficienza.

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