mercoledì 25 marzo 2015

Come mi batte forte il tuo cuore

Libro comprato d'impulso un pomeriggio di parecchio tempo fa.
Settimana scorsa, causa influenza, ho trovato il giusto spunto per iniziarlo.

Come mi batte forte il tuo cuore
Benedetta ha 3 anni quando, in quella calda mattinata di maggio del 1980, suo padre, il giornalista Walter Tobagi, viene freddato con alcuni colpi di pistola davanti al portone di casa.
Le Brigate Rosse, mandanti dell'omicidio, in quegli anni stavano facendo piazza pulita dei cosiddetti personaggi scomodi, coloro che osavano scrivere-dire-pensare qualcosa di diverso dal loro dictat.
Ripercorrendo la vita del padre conosciuta tramite ritagli di giornale, vecchie fotografie e racconti di terzi, Benedetta cerca di trovare un collegamento tra la sua vita attuale, il suo essere donna in anni in cui la parola terrorismo è tornata alla ribalta, e la sua vita da bambina, in cui l'assenza di un padre era talmente forte da rendere silenziosa un'intera città, Milano.

Come dico sempre io, questi sono libri che vanno presi con le pinze, e letti pian piano. Perchè lacerano dentro o, citando il mio amato J-Ax, libera meno dolore che farsi tagli nel cuore, nel sangue cercare le parole. Perchè è una storia di sangue questa, di morti innocenti, di morti sul selciato, in quegli anni di Piombo che hanno seminato panico per le vie della mia città.

Purtroppo non ricordo quasi nulla di quel periodo, essendo io quasi coetanea dell'autrice, ma conosco le storie, conosco i personaggi, conosco le vicende. E quel clima di terrore si coglie perfettamente nel libro, tra le pagine vige un senso di profonda ingiustizia dell'epoca che fa, in alcuni punti, accapponare la pelle.

Unico neo del tutto lo stile narrativo, un po' troppo tecnico in alcuni punti ed un po' troppo citativo in altri. La sufficienza la prende in pieno, forse anche qualcosa in più proprio per la storia narrata, ma non riesco ad arrivare ad assegnare una lode.

Leggetelo se amate i fatti di cronaca.
Non leggetelo se non sopportate le ingiustizie.

Siate dunque indipendenti e inchinatevi solo davanti alla libertà, ricordandovi che prima di essere un diritto la libertà è un dovere.

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