sabato 7 febbraio 2015

La vita quando era nostra

Altro libro staffettaro che passa tra le mie mani.

La vita quando era nostra
In una Madrid che porta ancora i segni della Seconda Guerra Mondiale, Lola ed il marito Matìas portano avanti, con molta fatica, la loro libreria: Matìas gira per i vicoli cittadini consegnando libri di seconda mano, mentre Lola gestisce il piccolo negozietto.
Nella loro vita entrerà Alice, una signora inglese da anni trapiantata in terra spagnola. Grazie ad un libro, Alice e Lola diventeranno ottime amiche: passeranno pomeriggi interi a leggerlo insieme, mentre la vita madrilena scorrerà imperterrita al di là delle vetrate.
Ma cos'avrà di così particolare quel romanzo? Perchè Alice teme che, andando avanti con la lettura, si possa incrinare il rapporto con la sua nuova amica?

L'inizio mi era sembrato promettente: l'amicizia tra due donne nata grazie alla lettura mi ricordava qualcosa a me molto vicino - la nascita del gruppo delle Letturine. Mi piaceva come filo legante della storia, due donne così diverse tra loro che si emozionano per le stesse parole, per le stesse punteggiature.

Avete letto bene però: mi era sembrato promettente. In realtà lo stile era lento, lento, lento. Tutto narrato su un unico binario, molto piatto. Anche quando la realtà comincia ad amalgamarsi con la storia narrata nel libro letto dalle due protagoniste, tutto rimane calmo, senza scossoni. Senza emozioni. Senza brividi.

Peccato, 2 stelline per l'idea originale, ma l'autrice manca decisamente di esperienza.

0 appunti di viaggio: