sabato 27 dicembre 2014

Letture ospedaliere - parte prima

In ospedale, obbligata a letto, cosa può fare una sana di mente se non leggere? Quindi capitemi se in 11 giorni di ricovero mi sono pappata ben 5 libri di cui uno con quasi 600 pagine. Già ho la fama di divoratrice di opere letterarie, così me la sono giocata del tutto.

Vi racconterò quindi la prima parte delle letture, cominciando da quelli seri.

La psichiatra
In un reparto psichiatrico viene ricoverata una donna, la cui diagnosi è chiara agli occhi della dottoressa Ellen Roth: è stata picchiata, violentata, maltrattata, abusata. Forse per giorni, mesi, anni. La donna però non parla, non si confida, ed il giorno dopo scompare nel nulla. Ellen si metterà quindi alla ricerca della sua paziente, trovandosi davanti ad un muro: per tutti gli altri - gli infermieri del reparto, il suo collega Mark o gli altri inservienti - quella donna non solo non sanno che fine abbia fatto, ma non è mai esistita.
Che Ellen si sia inventata tutto? E' mai possibile?
Eppure, qualcosa di vero in tutta quella storia c'è, e metterà a dura prova la forza interiore di Ellen.

La verità sul caso Harry Quebert
Marcus, giovane scrittore in crisi di idee, decide di cercare l'ispirazione andando a trovare il suo vecchio amico e professore Harry. Peccato che, proprio in quei giorni, Harry venga accusato di omicidio: nel suo giardino viene ritrovato il cadavere di Nola, ragazzina 15enne scomparsa ormai 30 anni prima. Harry si dichiara innocente, e sarà proprio Marcus a cercare di scagionarlo.
Verranno quindi alla luce storie torbide che, un trentennio prima, hanno sconvolto la piccola cittadina di Aurora: un'adolescente che scompare nel nulla, poliziotti cattivi, un autista sfregiato, un miliardario coi sensi di colpa e giovani donne attratte dall'affascinante Harry.
Dov'è la verità? Chi ha ucciso la povera Nola?

Sono indecisa su quale commentare per primo, perchè i miei giudizi su queste due opere sono nettamente agli antipodi. Se tanto mi è piaciuto La verità sul caso Harry Quebert, tanto ho mal sopportato La psichiatra.

Del libro di Wulf Dorn avevo sentito parlare bene, sembrava quasi un caso editoriale, e lo immaginavo ricco di suspance, ansiogeno quanto basta per far sì che, a leggerlo di notte in un reparto ospedaliero, mi venisse un po' di tachicardia. Ed invece nulla, zero totale. A pagina 40 circa ho capito tutto, ho avuto una visione - no tranquille, l'infermiere figo del reparto non c'entra - e ho scoperto il colpevole prima ancora che la trama mi svelasse qualcosa. Bocciato, in pieno.

Anche del libro di Joel Dicker avevo sentito parlare bene, una mia amica lo aveva già letto e mi aveva detto è bellissimo. Spinta dalla curiosità e dal dover riempire forzatamente ore ed ore di allettamento, ho cominciato a sfogliarlo. Divorato. Ma divorato nel vero senso della parola: letto in un paio di giorni. Una volta si è avvicinato persino l'infermiere figo a dirmi com'è che fai il bradipo in questi giorni? Sto leggendo ho risposta quasi seccata. Perchè da una storia del genere non si riesce a staccarsi: l'autore ti porta a credere che il colpevole sia uno e poi in un paio di pagine ti dimostra come non può essere stato lui. Ti convince che sia quell'altro e poi ti smonta ogni tesi, ti dimostra che c'entra quello e poi ti piglia per il naso perchè non era lì.

Promosso a pieni voti il caso di Harry, bocciato su tutti i fronti la storia di Ellen.
A voi la parola ora!

4 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

l'ho visto così tante volte in libreria, avevo giusto bisogno di una recensione come questa per farlo diventare mio! Lo inserisco tra le cose da leggere!!

Maruzza ha detto...

Ho sentito parlare tanto bene anche io della La verità sul caso Harry Quebert...prima o poi lo leggerò!

cri ha detto...

Ho letto la verità sul caso quebert e mi è piaciuto tanto. L'ho praticamente divorato in pochi giorni. Come stai? Buon anno!

Chiarella ha detto...

Preso Quebert.
Poi ti dirò.