sabato 6 dicembre 2014

Città senza eroi

La mia amica Bookaholic non troppo tempo fa mi consigliò questa lettura: finita giustamente nella mia wishlist, dopo aver portato a termine altri libri che incombevano sul mio comodino sono finalmente riuscita a godermi questa storia futuristica.

Come vi avevo accennato, ho giocato a The old republic, ma anche a Doom, Halo o Mass Effect, ed anche a vari giochi di ruolo. Quindi permettetemi di dire che alcune ambientazioni fantascientifiche, alcuni esempi di personaggi od alcuni oggetti robotici presenti tra queste pagine mi erano assai familiari.
Che bello mi son detta!

Cosa mi è piaciuto di questo libro? 
Innanzitutto la città: ultra moderna, ultra avanti nello spazio e nel tempo, ma contemporaneamente molto attuale, con ghetti per gli inumani e bassifondi degni del peggiore dei Bronx.
Mi è piaciuto poi l'assemblamento di varie razze: nani, elfi, umani, robot che, finalmente, vanno al di là dei soliti clichè. Elfi non belli e senza arco e frecce, nani che non si limitano a bere birra ed esseri umani con tutti i loro vizi ma anche le loro virtù.

Cosa non mi è piaciuto?
Purtroppo - e sottolineo purtroppo, perchè la trama di base mi ha invece conquistata in pieno - lo stile. Un po' caotico, ammetto che all'inizio alcune pagine le ho dovute rileggere perchè ho faticato a capirle. Sono entrata a fatica nell'ottica delle storie, che sembrano scollegate ed invece hanno un unico cordone ombelicale. Personaggi che, al loro ingresso, mi hanno fatto storcere il naso - un esempio su tutti, i licantropi - e solo dopo attente riletture sono riuscita ad inquadrarli.

C'è da fare una premessa a tutto questo però: io sono abituata alle letture fantasy classiche.
E sono per le storie non troppo complesse: ad un certa età faccio fatica a starci dietro.
Ecco spiegato il motivo per cui, ahimè, non riesco a dare una valutazione obiettiva.

Attenderò un loro secondo - speriamo! - lavoro, per poter valutare meglio. 

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