sabato 22 novembre 2014

The help

Altro giro altro libro delle staffette.

The help
Jackson, Missisipi. Qua si incontrano le strade di tre donne, tanto diverse da loro e contemporaneamente tanto simili.
Eugenia, detta Skeeter per via della sua forma slanciata ed esile, è una giovane piena di ideali, con il sogno di diventare giornalista o scrittrice.
Aibileen è una signora di mezza età, cameriera presso una famiglia bene in vista della città. Ha cresciuto una ventina di bambini, ed è apprezzata soprattutto per i suoi dolci.
Minny è giovane, sfrontata, con la lingua tagliente. Ha cambiato spesso famiglia in cui prestare servizio proprio a causa della sua faccia tosta.
Eugenia è bianca, in una città di neri.
Aibileen e Minny sono nere, in una città di bianchi.
Si ritroveranno insieme a lottare per l'uguaglianza, in anni che hanno visto la morte del presidente Kennedy e la lunga marcia della pace organizzata da Martin Luther King.

Durante la lettura mi sono emozionata, ho sorriso, ho avuto il magone, ho pianto. Mi sono indignata, mi sono arrabbiata, mi sono incazzata.
Certo, direte voi, come puoi non arrabbiarti leggendo come venivano trattate le negre in quegli anni?
Come puoi non indignarti per i soprusi e per le malfatte che facevano subire a quelle povere donne?
Come puoi non provare un brivido lungo la schiena sapendo che gli uomini erano schiavi malgrado la legge sulla schiavitù fosse stata abolita?

Ed invece no.
Non sono arrabbiata per quello, non del tutto almeno.
Sono furiosa perchè, a distanza di 50 anni esatti, siamo allo stesso punto. Non ci siamo mossi in nessun modo da quei moti di razzismo, da quell'odio razziale ch imperversava per le strade americane.
Nel 1960 erano i neri, nel 2014 sono i marocchini, i siriani, i romeni, i cinesi, gli albanesi, i rom.
Nel 1960 non si voleva che usassero il nostro stesso bagno, nel 2014 non li si vuole seduti accanto in treno.
Nel 1960 erano schiavi nelle piantagioni di cotone, nel 2014 sono schiavi nelle coltivazioni di pomodori in Calabria.
Nel 1960 erano cameriere sfruttate e derise, nel 2014 sono badanti abusate dall'assistito.
Nel 1960 erano tate che crescevano figli con madri assenti, nel 2014 sono donne obbligate ad abbandonare i propri figli per finire in una strada di notte.

Cos'è cambiato in 50 anni?
Ditemelo, per favore, se è cambiato qualcosa.

Perchè mezzo secolo fa c'era gente senza cuore.
E mezzo secolo dopo l'altra metà del cuore ha smesso di reagire.

7 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

Ho visto solo il. Film che mi era piaciuto molto.
Condivido il tuo pensiero: conoscere le storie di ieri non ha senso se non ci porta a pensare al presente con maggiore consapevolezza

Strawberry ha detto...

Libro molto bello e commovente... urtroppo l'uomo non impara mai dai suoi errori e dalla sua storia...

Silvia ha detto...

Io non ho letto il libro nè visto il film, più che altro perchè non ne ho avuto occasione, perchè la storia mi ha sempre ispirata. Hai ragione quando dici che sei arrabbiata, però secondo me qualcosina in 50 è cambiato. Non dico assolutamente che ora non ci sia razzismo, però secondo me ce n'è meno di prima. La cosa che mi fa arrabbiare è sentire discorsi razzisti da persone della mia età, se dagli anziani me lo posso aspettare, dai giovani proprio no.

Katiu R. ha detto...

@Silvia
Sono d'accordissimo con te, è proprio per discorsi razzisti fatti da ragazzi della mia età che mi indigno. Ragazzi che si operano per aiutare un italiano che ha bisogno ma che non ci pensano un attimo a denigrare uno straniero con le stesse necessità.
E' ascoltando parole del genere che mi chiedo "In 50 anni cosa è cambiato?" :)

MagicamenteMe ha detto...

non lo leggo il tuo post perché aspetto che arrivi a casa anche a me :D

Noemi O. ha detto...

Ciao! So che avevo detto che sarei stata assente per un pò ma alla fine ho ceduto.... e infatti vorrei invitarti ad un BlogTour con ben 5 premi in palio.
Se passerai, ti ringrazio! ^^
http://emozionidiunamusa.blogspot.it/2014/11/il-volo-della-falena.html

Auryn ha detto...

Katiu, bella recensione, appassionata e capace di farci capire che un libro non è e non può restare "solo un libro", ma deve diventare stimolo e strumento per un cambiamento.