venerdì 3 ottobre 2014

Billy Johrdan: io serial killer

Non troppo tempo fa, in uno dei paeselli vicino a casa mia hanno organizzato una piccola fiera dell'editoria. Ho letto la notizia per caso sul quotidiano locale, e potevo non andare a farci un giro? Assolutamente no! 
Peccato che non fosse nulla di entusiasmante, eccezion fatta per lo stand in centro al porticato che ha attirato la mia attenzione per i titoli forti che proponeva. Detto fatto, son tornata a casa con ben 2 libri persino autografati dall'autore!

Billy Jordan: io serial killer
Billy, personaggio completamente fuori di testa ma con un'intelligenza fuori dal normale, commette nell'arco di un ventennio più di un centinaio di omicidi sparsi per il paese. Dopo aver rinchiuso in un bunker le sue due ultime vittime, si costituisce all'FBI: sa che la sedia elettrica sarà ciò che lo aspetta, ma propone un patto agli agenti. Fornirà loro i codici per poter entrare nel bunker, racconterà loro ogni minimo dettaglio di tutte le morti che ha causato, confesserà tutti i nomi e cognomi delle vittime ma tutto dovrà essere scritto di suo pugno e poi pubblicato. Una specie di autobiografia autorizzata di un killer.
Chi la spunterà alla fine?

Lo ammetto: mi sono fermata a guardare questo libro per la copertina. Le braccia insanguinate hanno attirato immediatamente la mia attenzione - sapete che adoro le storie intrise di morti ed assassini seriali. E sono stata fortunata: la storia è avvicente, il protagonista è veramente matto e certi omicidi sono al limite dell'assurdo. Ottima l'idea di raccontare tutto in prima persona, e che il narratore sia l'assassino stesso: si apprezzano ancora di più i risvolti psicologici e si capiscono meglio le motivazioni che lo hanno portato a compiere certi gesti.

Unico neo: il finale.
E' sicuramente un mio limite, non lo metto in dubbio, ma le conclusioni tutte rose e fiori in un libro intriso di sangue mi spiazzano sempre un po'. Tutto ti porta a pensare che finisca in quel modo, per carità, ma mi sarei aspettata un bel colpo di scena finale. Ed invece niente.

Un po' come una corsa in auto coi giri al massimo e alla prima curva .. si frena per svoltare. Per me che vivo perennemente con la mano appoggiata sul cambio, un po' limitante. Però 3 stelline anobiane non gliele toglie nessuno!

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