giovedì 11 settembre 2014

Là dove fioriscono le magnolie

Altro libro letto grazie alle mie amiche letturine. Certo, a dirla tutta sto' povero libro è stato abbandonato sulla scrivania per quasi un mesetto, ma mica potevo portarmelo in spiaggia e riempirlo di sabbia, no?

Là dove fioriscono le magnolie
Rebecca, giovane adolescente, rimane improvvisamente orfana: sua madre ed il suo compagno muoiono in un incidente stradale. Crede così di ritrovarsi sola al mondo, ma scoprirà ben presto che, a miglia di distanza, vive il suo vero padre insieme a Ben, il fratello di cui ignorava completamente l'esistenza.
Partire, traslocare, abitare con persone che fino al giorno prima pensavi non facessero più parte della tua vita, imparare a conoscere chi è sangue del suo stesso sangue. Becca verrà messa a dura prova, sia dalle novità famigliari sia da terribili scoperte che leggerà in un vecchio diario di sua mamma.

Ora giustamente vi chiederete: ti è piaciuto?
Ni.
Certo, se devo dargli obbligatoriamente un voto vocale dico sicuramente che è un bel libro, probabilmente lo consiglierei anche. Ma ammetto che un po' mi ha deluso.
Nella quarta di copertina, ed un po' ovunque sinceramente, viene messa in chiara evidenza la particolarità di Ben, il fratello ritrovato di Rebecca: è un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Mi aspettavo, indi per cui, che tutto girasse attorno a quello. Solo alle scuole medie ho avuto a che fare con un ragazzo down, e quindi ammetto che sono ignorante in materia: non ho idea di come ci si possa comportare durante il primo incontro, di cosa possa passare per la testa delle persone e di come invece viene spontaneo vivere con loro. Non lo so, e mi aspettavo di scoprirlo leggendo questa storia.

Ed invece no.
Perchè, a mio avviso, la protagonista indiscussa è invece la madre dei ragazzi. Ma non tanto per la scelta - giustificabile o condannabile, non sta a me ora sindacare su questo - di abbandonare un figlio, quanto per la storia del tradimento che sta a monte di tutto questo. E quindi via di piagnistei su ma quanto è bravo mio marito, ma io comunque non lo amo più, ma io comunque gli voglio ancora benema non voglio farlo soffrire, questa è la scelta giusta, e bla bla bla. Ora: certe scuse le ho sentite anche io e non troppo tempo fa, quindi leggere pagine e pagine di dubbi, ripensamenti e fughe non è che sia stata una cosa proprio piacevole. Forse è per questo che non ho apprezzato appieno la storia principale: ero distratta dalle lamentele di lei.

Che poi: a lamentarsi tanto, e a scappare da quello che ha combinato, cosa ci ha guadagnato?

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