venerdì 8 agosto 2014

E' così lieve il tuo bacio sulla fronte

Dopo aver letto la storia su Calabrese, ed essermi immersa nella saga rivisitata della Magliana, mi son lasciata rapire anche dal libro sulla storia del giudice Chinnici.

E' così lieve il uo bacio sulla fronte è una storia dolcissima oltre che disperatamente drammatica. Scritto da Caterina, figlia del famoso giudice ed anch'essa del mestiere, racconta non solo il lato lavorativo della vita di Chinnici, ma anche il lato famigliare, quello più privato.
Perchè, a pensarci bene, tutti quei giudici, quei magistrati, quegli eroi, visti da fuori hanno l'aria di essere imperturbabili, freddi, decisi, quasi senza sentimenti. Ligi al proprio dovere, al proprio lavoro, certi che la propria strada sia quella corretta. In realtà sono persone, come me, come voi, con i loro dubbi, i loro affetti, le loro preoccupazioni.

Ciò che ci differenzia in maniera esponenziale è la fedeltà nelle istituzioni. Il continuare a fare un lavoro, a capo basso, convinti delle proprie azioni e dei propri pensieri, pur sapendo che ci sarà qualcuno che metterà ostacoli, qualcuno a cui ciò che viene fatto non va bene, qualcuno che pensa che il modo migliore per zittire certe idee sia riempire una 126 di tritolo e farla esplodere nel bel mezzo della città. Ammutolendo non solo delle idee, ma anche delle vite. Di magistrati, di militari, di innocenti, di uomini.

Ma, grazie al cielo, noi italiani da allora siamo cambiati, e stiamo continuando a cambiare: certe idee, certi pensieri, non sono morti in quelle stragi - Palermo, Capaci - ma persistono tutt'ora.

Sparare a qualcuno non è un atto di coraggio: è lo specchio della paura dell'assassino.
Non c'è coraggio nell'uccidere: c'è paura.
- Caterina Chinnici

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