mercoledì 23 luglio 2014

I miei martedì col professore

Questa volta niente staffette e niente gruppi di lettura vari: semplicemente il consiglio è arrivato da un collega.

I miei martedì col professore
Mitch, giovane giornalista in carriera, torna a far visita al suo vecchio professore universitario, Morrie, dopo aver scoperto che negli anni si è ammalato di SLA, e che non gli resta molto tempo da vivere.
Si ritroveranno così a parlare e confessarsi, affrontando non solo il tempo che scorre inesorabilmente - e quindi con l'avanzamento inesorabile della malattia - ma anche avvicinandosi ad argomenti cari ad entrambi: l'amore, la vecchiaia, il perdono, la famiglia, gli amici, gli anni trascorsi ad insegnare ai giovani.
Ne risulterà un dialogo sincero, dove le paure vengono affrontate col sorriso sulle labbra e dove la malattia non avrà mai il ruolo di protagonista.

Lo ammetto: all'inizio ero veramente scettica. Quando ne avevo letto la trama ero rimasta dubbiosa, ed ero quasi tentata di non cominciarlo nemmeno. Ma poi, si sa come son fatta: se qualcuno mi regala un libro non posso non leggerlo, più che altro per il fatto che sono convinta che nel libro stesso sia sempre presente un po' dell'animo di chi me lo ha consigliato.

Quindi, senza pensarci troppo, cominciai a sfogliare il mio googlettino non sapendo cosa aspettarmi da questa lettura. Il risultato? Sono stata catturata dalla storia. Non tanto per i dialoghi tra il professore ed il suo vecchio allievo, quanto proprio per gli argomenti trattati. Perchè, fondamentalmente, la pensavo sempre l'esatto opposto di quello che consigliava il professore, se non addirittura mi sono comportata, in alcune occasioni, proprio come lui dice di non comportarsi.

Solo su una cosa la pensavamo esattamente nello stesso identico modo: la morte.
Perchè, come diceva Giorgio Faletti in una canzone, fà che la morte mi trovi vivo. E non vivo inteso come colui che respira, mangia, dorme, pensa, ma colui che può ancora autonomamente fare qualcosa.

Ed è lì che allora sono nate tutte le domande: andando al di là del mero aspetto fisico, qual'è il limite esatto che divide la vita dalla morte?

PS per i più curiosi aggiungo che, per 3/4 del tempo impiegato nella lettura, avevo in testa questa canzone .. e credetemi, per abbinare certe letture alla musica dance ce ne vuole!

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