giovedì 26 giugno 2014

Un amico come Henry

Eccomi alle prese con il 5° libro letto grazie alle staffette letterarie ideate da Nuvolette e Silvia.
Fortunatamente mi ero preparata per bene: la mia scorta di fazzoletti, alla fine, è stata fatta fuori.

Un amico come Henry
La storia del piccolo Dale, narrata direttamente dall'autrice, nonchè madre, Nuala, e della convivenza del piccolo ometto di casa con la sua malattia: l'autismo. In anni in cui anche solo pronunciare quel nome metteva paura, in anni in cui poco o nulla si sapeva di questa malattia, Nuala insieme al marito Jamie cercano con tutte le loro forze di far crescere in modo normale il loro figlio. Tutto è difficile: parlare, giocare, capire, esprimere sentimenti, interagire con bambini ed adulti. Tutto sembra fuori dalla loro portata finchè, come un piccolo angelo caduto dal cielo, nella loro vità non arriverà Henry, meraviglioso Golden Retriever. Sarà lui che aiuterà Dale a crescere, a diventare un adolescente che sa comunicare, che sa difendersi dai bulletti di quartiere, che sa diventare l'adulto che tutti vorremmo essere.

Sarò sincera: ho pianto alla fine, è vero. Ho riempito per bene un paio di fazzoletti e ho avuto il magone mentre leggevo gli ultimi 3 capitoli. Ma se qualcuno mi chiedesse ora, all'improvviso, se il libro mi sia piaciuto, non saprei cosa rispondere.

In parte no, non mi è piaciuto.
Non mi è piaciuta tutta la parte tecnica all'inizio, la quasi freddezza con cui la madre racconta certe scene, certi fatti - e poi si lamenta che al test psicologico abbiano detto che era fredda .. l'ho pensato io leggendo il libro, figuriamoci un medico! Non mi è piaciuta la quasi mancanza di interazione del padre, che si sa che c'è e fa qualcosa ma non è costantemente presente. Mi è parso più un susseguirsi di fatti, una cronaca di quel che succedeva.

In parte sì, mi è piaciuto.
Mi sono affezionata al piccolo Dale, ai suoi modi di guardare nel vuoto e persino ai suoi scatti d'ira. Mi ha commosso la sua voglia di riscattarsi, di far vedere agli altri che non è poi così diverso da tanti bambini viziati che ci sono in giro. Ho amato, ma proprio amato amato, l'ingresso in casa di Henry. Ed è grazie a lui, a quel batuffolo di pelo che diventa il vero amico del protagonista, se salvo questo libro.

Perchè alla fine le mie lacrime sono state, ovviamente, per Henry.
Perchè ho rivisto quando ho portato Lola dal veterinario, mentre si addormentava per sempre con una zampa tra le mie mani graffiandomi con le lunghe unghie.
Perchè ho rivisto Romeo, sul tavolo operatorio mentre, ancora intubato, esalava l'ultimo respiro, con le mie mani che gli accarezzavano le orecchie come tanto piaceva a lui.
Perchè ho rivisto Andrea, con i suoi occhioni neri con cui era solita fissarti, mentre stringevo al petto il suo collare di acciaio forte forte, sperando che tornasse da me.
Perchè ho rivisto Alf, stremato dopo l'ennesimo attacco epilettico, addormentatosi immediatamente dopo la fatidica puntura perchè, poverino, non ce la faceva più a resistere.

Perchè ho visto Tilde, mentre mi accoglie scodinzolante al mio rientro a casa, e ho avuto la conferma che, sebbene nulla purtroppo sia per sempre, il loro amore è talmente incondizionato da far dimenticare ogni bruttezza della vita.

6 appunti di viaggio:

nuvolette ha detto...

Considerando che a me sono venuti gli occhi lucidi leggendo il tuo post... che faccio, mi cancello dalla staffetta???

Katiu R. ha detto...

Frà, ci credi se ti dico che ti ho pensata per tutta la lettura del libro?

Chiarella ha detto...

Mo maaamaaa!!
Sto già piangendo solo a leggere la tua recensione!!
Per fortuna non sono nella staffetta.
Ho già dato tempo fa con Marley.

sabrina ha detto...

il tuo commento al libro mi ha fatto venire i lucciconi, forse pure di più del libro stesso!!! :-( Ma quanti cagnolini hai avuto Katiu???
Per quanto riguarda il libro, anch'io inizialmente, avevo avuto la tua stessa impressione, sulla "freddezza" della mamma, ma poi mi sono ricreduta o meglio ho fatto una riflessione..anzi due: per prima cosa il suo limite è sicuramente quello di non essere una scrittrice e di essere quindi, in certi casi, riuscita a trasmettere poco oltre ai meri fatti materiali..forse per pura difesa personale, forse per il desiderio di far capire come muoversi a chi avesse provato la sua stessa esperienza. Seconda cosa, quando si ha a che fare con i problemi dei propri figli, soprattutto a certi livelli, si deve cercare di "staccarsene", di viverli in modo più tecnico, per poterli affrontare..se ci si lasciassa andare ai sentimenti, finirebbe male...ed infatti quando lei l'ha fatto si è visto dove stesse per finire.. E' proprio qui la forza di questa donna, secondo me..
Di Henry, invece, che dire..lui è magnifico!!!! :-)

❤ Bida ❤ ha detto...

Mi hai fatto piangere senza aver letto il libro...
GRAZIE per i meravigliosi/dolorosissimi ricordi dei tuoi amici pelosi che ora non ci sono più...

UNA COCCOLA SPECIALE PER TILDE STASERA QUANDO LA VEDRAI DA PARTE MIA, GRAZIE!!

^__^

Federica ha detto...

Anche io come chiarella ho già dato con io & marley...