martedì 17 giugno 2014

Con i tuoi occhi

Ormai dovreste saperlo: io per questa autrice provo un amore viscerale, non fa in tempo a pubblicare qualcosa che sono già in libreria ad acquistarlo. E' stato un colpo di fulmine, per lei e per tutti i suoi difficili personaggi.
Questa volta potrò condividere la mia passione con un altro bel gruppetto di lettrici, visto che farò conoscere questa storia tramite la mia seconda staffetta letteraria (il primo inviato era questo).

Con i tuoi occhi
Irma e Carla, bambine coetanee che la vita farà crescere in fretta. Vivono in due mondi completamente diversi eppure così simili che potrebbero essere sorelle.
Irma vive con mamma e papà a Rimini, famiglia agiata, non le manca nulla. Farà amicizia con Maya, e proprio tramite lei scoprirà che non tutto il mondo è fatto di amore e felicità, ma che esiste anche il buio e la paura.
Carla vive a Favignana, in Sicilia. Famiglia del basso ceto, il padre perde il lavoro ed è costretto a trasferire tutti a Bologna, in cerca di una nuova vita. La piccola di casa inoltre è malata, una malattia che fino all'ultimo cerca di nascondere agli occhi altrui per non sentirsi diversa, per non sentirsi emarginata.
Ma la vita è strana, e complice un destino assurdo le strade di Irma e Carla si incontreranno, si scontreranno, si mischieranno per poi tornare ognuna per la propria via. Ma è grazie agli incontri quasi casuali che le vite a volte possono cambiare.

Ogni volta che leggo un suo libro, un suo racconto, è un colpo allo stomaco. Non tanto per le scene cruenti che impregnano le pagine del romanzo, ma soprattutto per le vite difficili dei personaggi.
Irma e Carla non sono bambine - e poi adolescenti, e poi donne - normali, non sono bambine cresciute nella bambagia. Sono bambine che hanno sofferto, che la vita ha messo alla prova sperando, forse, che sapessero salvarsi.

Io ho vissuto per 13 anni in un quartiere in cui le bambine, ed i bambini, venivano messi alla prova. Per 13 anni ho vissuto con bambine che mi ricordavano Irma - i suoi stessi pensieri, i suoi stessi cambiamenti da bimba innocente a Lolita in erba. Per 13 anni ho vissuto con bimbette come Carla, che facevano di tutto per sembrare normali quando normali non lo erano. In classe con me c'erano persino dei Salvatore - l'amichetto di Carla - che abbandonarono la scuola e finirono .. dove finirono? A lavorare, a spaccarsi le mani, a fare cose che forse un bambino non dovrebbe fare.

Irma si è lasciata trascinare nel vortice, si è lasciata conquistare da un mondo d'amore che amore non era. Carla ha tirato su la testa, ha cercato di reagire ai pregiudizi altrui, ha trovato il coraggio per ammettere, soprattutto con se stessa, che fortunatamente non tutti siamo uguali.

E voi, siete più Irma o più Carla?

Costringermi a vivere per non creare dolore non è amore, è egoismo.
- Sebastiano

1 appunti di viaggio:

Dany M ha detto...

lettura interessante :)