domenica 13 aprile 2014

Tra streghe e giapponesi

Tra un libro e l'altro, ogni tanto, infilo anche la lettura di qualche racconto.

Col nostro sangue hanno dipinto il cielo
Ovvero la storia di Shun, 25enne franco-giapponese, che di lavoro fa il gigolò. Ma non nel senso canonico del termine, bensì lui si limita a farsi pagare per amare platonicamente le sue accompagnatrici: offre loro da bere, è prodigo di complimenti, le accarezza, le adula, ma non si spinge mai oltre a qualche bacio.
L'incontro con Toru potrebbe cambiargli la vita, ma Shun ammette che, di questa vita, è ormai stanco.

I fuochi di Samhain
Nove racconti in cui le protagoniste assolute sono le streghe.
La strega che si mimetizza con le giovani adolescenti, quella che compare all'improvviso, quella classica coi capelli neri e la pelle diafana, quella anziana e quella giovane, quella buona e quella cattiva. Quella che ha la capacità di trasformarsi in gatto e quella che vive meglio sotto forma di volatile. Quella che prima di morire veramente deve passare il potere ad altre e quella che vive nella casa abbandonata.
Ma poi, in realtà, cosa sono le streghe?

Se sommariamente ho apprezzato il secondo racconto - o meglio, raccolta di racconti - rivalutando in alcuni casi la figura della strega, non posso dire lo stesso per la storia ambientata in Giappone. I racconti stregati hanno avuto tutti una scrittura veloce, semplice, lineare, ed anche quando le storie si complicavano od entravano nei macabri dettagli, non si è perso assolutamente il filo principale della trama. La storia giapponese invece l'ho trovata un po' lenta, o forse semplicemente non sono così appassionata della cultura nipponica da cogliere quelle sfumature che l'autrice voleva trasmettere.

Di sicuro però ora andrò alla ricerca di storie di streghe!

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