sabato 22 febbraio 2014

Sfera - serial killer

Partendo dal presupposto che, in questo inizio anno, sto cercando di riempirmi il più possibile la testa - e di conseguenza anche la vita - di impegni, pur di non fermarmi a pensare, sto partecipando a qualche serata organizzata da un'associazione del mio paesello.

La prima serata, svoltasi un paio di settimane fa, era dedicata ai casi famosi di serial killer: potevo io mancare con un argomento così succulento? Assolutamente no!
Detto fatto: presente in prima fila e attenta ad ogni aspetto o parola pronunciata - tanto che la settimana successiva mi è stato fatto presente di come io conosca l'argomento .. ecco, la mia solita figura l'ho fatta!

Il relatore è quindi partito innanzitutto spiegandoci la differenza tra i vari livelli di omicidi - colposo, preterintenzionale, doloso e premeditato - ponendo attenzione sia alle pene inflitte sia alle differenze sottili tra uno e l'altro - ed ecco che ci tornano alla mente tanti di quei casi visti in televisione e di cui non riusciamo mai a spiegarci il perchè di certe scelte, sia da parte degli avvocati sia da parte dei giudici.
Dopo aver delucidato anche le differenze tra i vari gradi di giudizio, e di come i processi si dilunghino tanto anche, e soprattutto, perchè i difensori e gli accusatori continuano a rimbalzarsi la palla, siamo passati all'argomento serio della serata: nomi e cognomi di assassini che hanno tempestato i giornali, invaso le televisioni e seminato morte in giro per il mondo. Ecco quindi citati: Pietro Maso, Luigi Chiatti, il mostro di Firenze, Pietro Pacciani e Donato Bilancia; oppure, per andare a guardare anche oltre oceano, Richard Ramirez, Charles Manson, Jeffrey Dahmer, solo per fare alcuni dei nomi più famosi.
Come si è conclusa la serata? Con un bel documentario sui fatti efferati che ha compiuto quel brav'uomo di Gianfranco Stevanin.

Ora: indipendentemente che uno sia appassionato del genere - e che quindi legga libri thriller, guardi un certo genere di film o non si perda una puntata dei documentari del settore - c'è da dire, come giustamente è stato fatto notare in quella serata, che si tratta, fondamentalmente, di uomini malati.
Dove con la parola malati si può comprendere ogni significato che vogliate attribuirgli: depressi, sfruttati, abusati, instabili, schizofrenici, ossessivi, morbosi, matti .. potremmo andare avanti all'infinito a trovare abbinamenti.

Sta di fatto, e ditemi pure cosa ne pensate, che il cervello umano è talmente complesso, variegato ed infinito che, a volte, arriva a spingere certe persone predisposte a fare cose di cui, a volte, nemmeno se ne ricordano.

1 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

non potevi trovare un ciclo di incontri più adatto a te :)