lunedì 3 febbraio 2014

GDL - settimana numero 14

Più comunemente chiamata anche settimana conclusiva.
Perchè questa volta siamo giunti alla fine: dopo ben 14 settimane di lettura, dopo ben più di 3 mesi in cui siamo stati in compagnia dei personaggi più strampalati che la Francia potesse presentarci, siamo giunti ad un addio.
L'addio definitivo.


Marius e Cosette sono ora marito e moglie e, come conveniva con le usanze dell'epoca, lei non sarà più nota come Cosette ma bensì come signora Pontmercy. Il nonno di Marius è contentissimo di averli lì con lui, e quasi si dimentica di quel che ha fatto passare al nipote nel momento in cui l'ha sbattuto fuori di casa. La zia di Marius ora fa comunella con la badante di Cosette, anche se per me la sopportazione durerà ben poco.

Ma Jean, o caro dolce Jean.
Hai passato una vita intera cercando di riscattarti, cercando di far dimenticare quel che eri in realtà - un ex carcerato - e ora, per poter permettere alla tua figlioccia una vita degna del tuo, e sottolineo tuo, nome, cosa fai? Vai a confessarti con quel mammoletta di Marius.
Ah sei troppo buono Jean, l'ho detto fin dal primo momento in cui ti ho incontrato: tu sei troppo buono, e i troppi buoni la prendono spesso in quel posto.
Marius non è intelligente quanto te, anzi. E' un uomo meschino, prevenuto, azzarderei a chiamarlo razzista: si sofferma sul fatto che tu abbia indossato quel famoso pigiama a righe senza pensare a tutto quello che hai fatto. Hai salvato un paese, hai dato del lavoro ad una comunità, hai aiutato una donna che non conoscevi, hai salvato una bambina e l'hai amata come se fosse figlia tua, hai aiutato un povero vecchio, hai vissuto e lavorato per delle suore, hai fatto tutto sempre e solamente per gli altri.
Per riscattarti, per essere degno della tua stessa coscienza.

Ma Marius - e di conseguenza Cosette, perchè ammetiamolo: quella fanciulla non ha un minimo di sale in zucca per poter pensare da sola con la propria testa - ti denigra, e vuole far di tutto per rispedirti da dove sei venuto. Ma, fortunatamente, la fortuna aiuta gli audaci .. o meglio ancora: ognuno semina ciò che raccoglie.
E tu Jean, mio caro Jean, in punto di morte hai raccolto ciò che ti meritavi: l'amore di una figlia, il rispetto di suo marito e la pace eterna.

Il mio commento musicale è ispirato proprio a Jean, a papà Madeleine, a papà Fauchelevent (e vi consiglio di leggerne bene il testo, lasciando che i vostri pensieri vi portino da Jean):

Il problema di aver fatto della mia passione un lavoro è che questo fa di me un privilegiato, e ne sono consapevole. Il problema di essere un privilegiato è che ti senti inadeguato verso tutte le altre persone, e non riesci a dire quello che veramente pensi.
E adesso che ho la mia chance vivo il mio sogno nella realtà, ma questo ambiente non mi si addice: sarò felice solo a metà .. vita che prende, vita che dà, sentirsi vecchi in giovane età.
Ma da qui in alto tutto è più triste, più di quanto non lo sia già. Dio benedica questa cazzo di fottuta vita agiata: ho il privilegio di guardare i morti da una balconata .. amici, vi ho voluto bene (ma prima che vi mostraste meno interessati a me e più a quello che ho dentro le tasche).
Non sembra vero che sia tutto così falso, ma anche con un po' di soldi il dolore non è scomparso. Mio Dio, che delusione che è la fama! E quanto è brutto stare sopra quella vetta e non godersi il panorama!
Nel mio piccolo ho delle difficoltà a rapportarmi con questa realtà: la vita prende, e poco dà.
E se non fosse per la musica tu dove saresti? Beh, lontano da puttane e mille amici molesti, sgamati a piccoli gesti a fare i finti modesti: la metà sono finti come gli incontri di wrestling. [...]
Pugnalami alle spalle perchè tanto io non sento più dolore, e se vuoi farmi male, guarda in faccia e mira dritta al cuore! State confondendo il mio sogno con il vostro, mi potete pure disegnare come un mostro ma non ci vuole mica una laurea ad Oxford per capire che è l'invidia che parla al vostro posto!
Perdi tempo a parlare di me ma non parli per invidia, lei già parla per te. E sai che c'è? Puoi fare brutto quanto vuoi, roccia, ma io canto ai miei concerti .. tu sotto la doccia! [...]
- Nel mio piccolo (Fedez)

Tutto sommato, mi mancherà!

Morire non è niente; è spaventoso non vivere!
- Jean Valjean

3 appunti di viaggio:

Diretta Telefilm ha detto...

Che bella l'iniziativa di leggere un libro a puntate insieme ai fans del blog :)
Katiu ora ti seguo anche io come lettrice fissa, con l'accaunt nuovo di Diretta telefilm ;)
Un abbraccio, Cecilia*

MagicamenteMe ha detto...

Mi è tornato in mente adesso un passaggio della precedente tappa: quando Jean lascia tutti i suoi soldi a Cosette e Marius.
Il fatto che la zia decida di lasciargli anche i suoi soldi ora che sono ricchi, perché altrimenti se fossero stati poveri non glieli avrebbe lasciati...

O.o
ma che razza di ragionamento è???

nuvolette ha detto...

Con i soldi avevano in effetti un rapporto davvero strano in cui la rendita vale più di qualsiasi cosa si possa guadagnare con il lavoro.
Cosette la strangolerei. Mentre per Marius comunque una mezza giustificazione riesco a trovarla.