mercoledì 31 dicembre 2014

Musicappalla

Semplicemente, buon anno.


Happy new year!
Happy new year!
May we all have a vision now and then
of a world where every neighbour is a friend.
Happy new year (Abba

lunedì 29 dicembre 2014

Letture ospedaliere - parte seconda

Perchè ogni tanto è anche giusto cambiare genere, non lasciarsi prendere solo da mondi fantastici od omicidi da risolvere. Ridiamo ogni tanto!

Il club delle cattive ragazze
Estelle, divorziata e con un figlio adolescente da mantenere, è la frizzante proprietaria di un bar. Peccato che non navighi proprio nell'oro: decide quindi, per risollevare le sorti del locale, di istituire al giovedì un Club del libro, sperando in un'affluenza perlomeno decente.
Arriveranno così Gracie, giovane bibliotecaria; l'insegnante Rebecca, sposata da meno di 1 annno; la neopensionata Sue, alle prese con un marito scansafatiche; Reggie, giovane nerd in procinto di laurearsi.
Il Club si specializzerà in letterature erotiche, e da lì a raccontarsi le proprie disavventure tra le quattro mura della camera da letto .. il passo è breve.

Trent'anni e li dimostro
Carlotta, giornalista freelance in cerca di un'occupazione a tempo indeterminato, convive con Luca, giovane scrittore di giorno e barman sciupafemmine di sera. Sono solo coinquilini, a sentir loro.
A leggere tra le righe invece abbiamo una Carlotta innamorata persa di lui, gelosa delle mille donne che si porta a casa ogni sera ed insicura quanto basta da non saper fare la prima mossa; ed abbiamo un Luca che non vuole saperne nulla dell'amore e che preferisce il classico una botta e via per non soffrire.
Ovviamente il finale è scontato: lui ama lei come non ha mai amato nessuna in vita sua, e lei perderà finalmente la sua aria da brava ragazza impedita.

Il primo mi ha fatto sorridere, non tanto per la storia in sè ma per come a volte siamo, tutti noi, veramente retrogradi su certi argomenti. Leggere classici o romanzi d'autore va bene, ma romanzi erotici no, non sta bene, non si fa. Il pregiudizio è dietro l'angolo. Non dico che 50 sfumature di grigio possa essere un'opera letteraria da premio Campiello, ma nemmeno che chi lo ha letto debba essere messo al rogo.

Il secondo invece, di cui avevo letto grandi recensioni in un gruppo si faccialibro, mi ha lasciato così: è insipido, un po' come la pasta che ti danno a pranzo all'ospedale. E' scontato, come le patate con il pollo arrosto. E' banale, come la minestrina servita a cena. Bocciato, sebbene sia scritto bene non mi ha lasciato nulla di più di un mezzo sorriso forzato.

sabato 27 dicembre 2014

Letture ospedaliere - parte prima

In ospedale, obbligata a letto, cosa può fare una sana di mente se non leggere? Quindi capitemi se in 11 giorni di ricovero mi sono pappata ben 5 libri di cui uno con quasi 600 pagine. Già ho la fama di divoratrice di opere letterarie, così me la sono giocata del tutto.

Vi racconterò quindi la prima parte delle letture, cominciando da quelli seri.

La psichiatra
In un reparto psichiatrico viene ricoverata una donna, la cui diagnosi è chiara agli occhi della dottoressa Ellen Roth: è stata picchiata, violentata, maltrattata, abusata. Forse per giorni, mesi, anni. La donna però non parla, non si confida, ed il giorno dopo scompare nel nulla. Ellen si metterà quindi alla ricerca della sua paziente, trovandosi davanti ad un muro: per tutti gli altri - gli infermieri del reparto, il suo collega Mark o gli altri inservienti - quella donna non solo non sanno che fine abbia fatto, ma non è mai esistita.
Che Ellen si sia inventata tutto? E' mai possibile?
Eppure, qualcosa di vero in tutta quella storia c'è, e metterà a dura prova la forza interiore di Ellen.

La verità sul caso Harry Quebert
Marcus, giovane scrittore in crisi di idee, decide di cercare l'ispirazione andando a trovare il suo vecchio amico e professore Harry. Peccato che, proprio in quei giorni, Harry venga accusato di omicidio: nel suo giardino viene ritrovato il cadavere di Nola, ragazzina 15enne scomparsa ormai 30 anni prima. Harry si dichiara innocente, e sarà proprio Marcus a cercare di scagionarlo.
Verranno quindi alla luce storie torbide che, un trentennio prima, hanno sconvolto la piccola cittadina di Aurora: un'adolescente che scompare nel nulla, poliziotti cattivi, un autista sfregiato, un miliardario coi sensi di colpa e giovani donne attratte dall'affascinante Harry.
Dov'è la verità? Chi ha ucciso la povera Nola?

Sono indecisa su quale commentare per primo, perchè i miei giudizi su queste due opere sono nettamente agli antipodi. Se tanto mi è piaciuto La verità sul caso Harry Quebert, tanto ho mal sopportato La psichiatra.

Del libro di Wulf Dorn avevo sentito parlare bene, sembrava quasi un caso editoriale, e lo immaginavo ricco di suspance, ansiogeno quanto basta per far sì che, a leggerlo di notte in un reparto ospedaliero, mi venisse un po' di tachicardia. Ed invece nulla, zero totale. A pagina 40 circa ho capito tutto, ho avuto una visione - no tranquille, l'infermiere figo del reparto non c'entra - e ho scoperto il colpevole prima ancora che la trama mi svelasse qualcosa. Bocciato, in pieno.

Anche del libro di Joel Dicker avevo sentito parlare bene, una mia amica lo aveva già letto e mi aveva detto è bellissimo. Spinta dalla curiosità e dal dover riempire forzatamente ore ed ore di allettamento, ho cominciato a sfogliarlo. Divorato. Ma divorato nel vero senso della parola: letto in un paio di giorni. Una volta si è avvicinato persino l'infermiere figo a dirmi com'è che fai il bradipo in questi giorni? Sto leggendo ho risposta quasi seccata. Perchè da una storia del genere non si riesce a staccarsi: l'autore ti porta a credere che il colpevole sia uno e poi in un paio di pagine ti dimostra come non può essere stato lui. Ti convince che sia quell'altro e poi ti smonta ogni tesi, ti dimostra che c'entra quello e poi ti piglia per il naso perchè non era lì.

Promosso a pieni voti il caso di Harry, bocciato su tutti i fronti la storia di Ellen.
A voi la parola ora!

venerdì 26 dicembre 2014

Dark rock chronicles

La mia amica Bookaholic, suggeritrice imperterrita di letture, mi ha consigliato un altro bel libro. Che io, tra una flebo e l'altra in ospedale, ho praticamente divorato.

Dark rock chronicles
Dopo l'ennesimo concerto, un gruppetto rock adolescenziale entra, per ripararsi dalla pioggia e scappare da un pseudo assassino, in una casa abbandonata. Faranno la conoscenza, loro malgrado, di un demone: ex leader del gruppo dei Led Zepp, la sua fama di notorietà lo ha portato, decenni prima, a fare un patto col diavolo. Ora per potersi salvare il demone ha solo una possibilità: obbligare gli sprovveduti ragazzi a partecipare ad un torneo musicale, vincerlo e ridar lui la vita eterna.
Ma non aspettatevi il classico concorso canoro alla Sanremo, perchè in questo caso bisogna affilare le proprie armi e combattere a suon di assoli, strimpellate e vocalismi.
Riusciranno Matt, Duff, Saul insieme a Megan e Charlotte a salvare il proprio amico Axl dalle grinfie del demone?

Lo stile, e la scrittura, sono ancora un po' acerbi in quest'opera - romanzo d'esordio dello scrittore Marco Guadalupi - ma la trama è sicuramente un'ottima ventata di novità nel mondo del fantasy.
Ma io sono di parte: ho degli amici musicisti, che hanno un gruppo rock, e di conseguenza mi sono ritrovata immersa a piè pari dentro la storia. Perchè ammettiamolo: solitamente siamo abituati a storie melense o con personaggi sempre al di fuori delle righe, ed invece qua no: i protagonisti sono ragazzi come ce ne sono tanti, con una passione che li accomuna. E sarà proprio questa passione a tenere alto il ritmo del libro: non si spara, non ci si picchia, non ci sono armi bianche. In compenso si lotta a suon di note musicali, con rullate capaci di creare terremoti, assoli che lanciano proiettili infuocati e vocalismi capaci di stendere il nemico.

Ottimo lavoro, decisamente consigliato a chi ama la musica in modo viscerale e a chi vuole leggere qualcosa di diverso nel vasto panorama del mondo fantasy.
Ora attendo impaziente il secondo capitolo della saga!

giovedì 25 dicembre 2014

Ormoni impazziti di dicembre

In ritardo di qualche giorno - a causa di un imprevisto ricovero ospedaliero durato una decina di giorni - eccomi qua con i miei ormoni impazziti.
Da cosa mi sono lasciata prendere questo mese?
Dall'infermiere.

A parte gli scherzi, ho avuto un debole per un infermiere del reparto, che secondo i miei gusti era la versione seriosa di questo personaggio.


So che sicuramente sarà fuori dai vostri gusti umanoidi, ma tant'è.

lunedì 15 dicembre 2014

Musicappalla

Basta rap, basta musica italiana.
Torniamo a del sano sound americano, che ne dite?


All you have to do is close your eyes
and just reach out your hands and touch me
hold me close don't ever let me go
more than words  is all I ever needed you to show
then you wouldn't have to say that you love me
cos I'd already now.
More than words (Extreme)

mercoledì 10 dicembre 2014

Camera con vista

Con il Club organizzato da Moma, dopo aver passato mesi immerse nelle storie austeniane ed esser passate all'avventura alla ricerca di un tesoro, ci siamo immerse nella campagna italiana con protagonisti inglesi.
Ammetto: io ero presa da altre letture e quindi non sono stata al passo con le altre ragazze. Ma non ho perso tempo: smaltito ciò che avevo sul comodino, mentre loro affrontano Cime tempestose divertendosi con Heatcliff - io non lo leggerò visto che è il mio secondo romanzo preferito in assoluto - mi sono riportata decisamente in linea.

Camera con vista
La giovane fanciulla Lucy, assieme alla cugina Charlotte, è in vacanza a Firenze. Tra una gita nelle campagne toscane ed una visita al Duomo ed al centro storico, Lucy farà la conoscenza del giovane George, anch'egli alloggiato presso il medesimo albergo assieme al padre. Lucy e la cugina, dopo poco, visiteranno anche Roma, dove faranno la conoscenza del giovane di buona famiglia Cecil.
Rientrate in Inghilterra, Lucy cederà alla corte di Cecil, e per apparenza accetterà di sposarlo: così sarà contenta la sua famiglia, la sua gente, non si spargeranno voci strane e tutti saranno felici.
Ma nel suo cuore c'è ancora George, che all'improvviso riapparirà davanti ai suoi occhi.

Non posso dire che non mi è piaciuto, anzi, ma non posso nemmeno dire che non ho fatto i salti di gioia quando sono giunta al termine dell'ultima pagina. Se da un lato ho apprezzato l'ambientazione italiana iniziale, il linguaggio comunque meno pomposo rispetto alle ultime letture e la forma un po' più semplicistica, dall'altro lato ho mal sopportato la solita storia d'amore del vorrei-ma-non-posso.

E questo mi porta a pensare: tre quarti delle donne sospirano davanti a questi struggimenti d'amore, a queste storie complesse dove io-ti-guardo-ma-non-dovrei, tu-mi-guardi-ma-poi-ti-nascondi, io-sposo-un-altro-ma-penso-a-te e via dicendo.
Perchè a me invece fanno solo venire il nervoso?

lunedì 8 dicembre 2014

Under the dome - stagione 2

Dove eravamo rimasti? Intrappolati sotto la cupola, certo, ma in che punto preciso delle nostre vite?

La cupola continua imperterrita a dividere la cittadina di Chester Mill dal resto del mondo: non possono comunicare, mandare messaggi, avere notizie. In più cominciano ad accadere cose strane: non bastava il tempo che faceva le bizze, facendo nevicare ad agosto o aumentando la calura a dicembre.
No. Dovevano anche ricomparire persone che si credevano morte - e che in realtà erano semplicemente scappate da mariti che non amavano più - e persone che, invece, erano morte davvero.
Perchè non è la prima volta che il meteorite rosa, insieme alla farfalle monarca e alle mani indicate ovunque, fanno la loro apparizione nella cittadina. Già una ventina di anni prima alcuni ragazzi avevano avuto delle visioni, e avevano predetto tutto quello che sarebbe poi successo.
Ed indovinate un po', ora, quei ragazzi di chi sono i genitori?

Il serial si è decisamente ripreso rispetto alla prima stagione. Certo, se uno si aspetta dei momenti horror ha decisamente sbagliato canale. In compenso non manca l'ansia: tra la cupola che è viva e fa delle cose che nessuno si aspetta, e personaggi nuovi che innescano una serie di reazioni a catena, ecco: la suspence è assicurata.

E poi ha un finale che più aperto non si può: mi toccherà quindi attendere, con ansia, la terza stagione.

sabato 6 dicembre 2014

Città senza eroi

La mia amica Bookaholic non troppo tempo fa mi consigliò questa lettura: finita giustamente nella mia wishlist, dopo aver portato a termine altri libri che incombevano sul mio comodino sono finalmente riuscita a godermi questa storia futuristica.

Come vi avevo accennato, ho giocato a The old republic, ma anche a Doom, Halo o Mass Effect, ed anche a vari giochi di ruolo. Quindi permettetemi di dire che alcune ambientazioni fantascientifiche, alcuni esempi di personaggi od alcuni oggetti robotici presenti tra queste pagine mi erano assai familiari.
Che bello mi son detta!

Cosa mi è piaciuto di questo libro? 
Innanzitutto la città: ultra moderna, ultra avanti nello spazio e nel tempo, ma contemporaneamente molto attuale, con ghetti per gli inumani e bassifondi degni del peggiore dei Bronx.
Mi è piaciuto poi l'assemblamento di varie razze: nani, elfi, umani, robot che, finalmente, vanno al di là dei soliti clichè. Elfi non belli e senza arco e frecce, nani che non si limitano a bere birra ed esseri umani con tutti i loro vizi ma anche le loro virtù.

Cosa non mi è piaciuto?
Purtroppo - e sottolineo purtroppo, perchè la trama di base mi ha invece conquistata in pieno - lo stile. Un po' caotico, ammetto che all'inizio alcune pagine le ho dovute rileggere perchè ho faticato a capirle. Sono entrata a fatica nell'ottica delle storie, che sembrano scollegate ed invece hanno un unico cordone ombelicale. Personaggi che, al loro ingresso, mi hanno fatto storcere il naso - un esempio su tutti, i licantropi - e solo dopo attente riletture sono riuscita ad inquadrarli.

C'è da fare una premessa a tutto questo però: io sono abituata alle letture fantasy classiche.
E sono per le storie non troppo complesse: ad un certa età faccio fatica a starci dietro.
Ecco spiegato il motivo per cui, ahimè, non riesco a dare una valutazione obiettiva.

Attenderò un loro secondo - speriamo! - lavoro, per poter valutare meglio. 

giovedì 4 dicembre 2014

True blood - stagione 7

Oh.
Mio.
Dio.
Grazie al cielo è finita.
Non ne potevo più, veramente. Sono andata avanti per inerzia, per vedere fino a che punto hanno voluto snaturare il serial e se fossero riusciti ad inventarsi qualcosa di peggiore rispetto a quello che avevano fatto nella passata stagione.

Avviso: spoiler ad oltranza. Non riuscirei a commentare senza fare precisi riferimenti, quindi vampiri avvisati mezzi salvati.

Alcide.
Stagioni a sbavare ad ogni sua messa in onda, a sognare pettorali lupoidi e poi, cosa fa l'intelligentone? Muore. Secco, caput, stecchito. Un paio di colpi di fucile e finisce nel paradiso dei lupi, senza possibilità di ripassare dal via. Delusione totale.

Sookie.
Partendo dal presupposto che a me è stata sulle balle fin dal primo episodio, con quel suo faccino da schiaffi che si ritrova, non posso che aggiungere peggio al peggio. Le muore il lupo sotto gli occhi, piange 2 minuti e poi via: prima ci prova con Bill, poi fa gli occhi dolci ad Eric, poi rifinisce con Bill portandoselo persino a letto. Chiamarla scostumata è poco - ed alla fine nemmeno muore!

Bill.
Era un vampiro sfigato, mandato dalla regina vista in 4 episodi in croce a cercare la fata-dal-sangue-che-attira, ed è diventato: un fidanzato, un amante, un amico, un nemico, un Dio. E come muore? Esplodendo dentro la sua stessa bara impalettato dalla donna che dice di amare al punto da lasciarla sola - il classico ti amo troppo e quindi ti lascio. Patetico.

Eric.
Ovvero come si passa dall'essere un enorme e ultra splendente Dio vichingo, con stuoia di donne ai propri piedi, all'essere un venditore di succo al pomodoro in televisione, recitando in patetiche televendite insieme alla sua compare Pam. Nemmeno Mastrota è caduto così in basso.

Il resto degli episodi si può tranquillamente saltare.
Non salvo nulla, nè Jason che da tombeur de femme arriva a sfornare figli manco un coniglio nella fase dell'amore, nè Jessica, che tanto mi piaceva come personaggio e tanto alla fine mi delude sposandosi con un Hoyt che a malapena sa come si chiama; nè LaFayette, che frega il moroso di Jessica sotto al naso della poveretta e ha una tristissima caduta di stile fornicando con lui in auto, nè Sam o Tara: lui scappa quando capisce che non può far nulla di più di quello che già stava facendo mentre lei muore al primo episodio - e la cosa assurda è che manco ci fanno vedere mentre scoppia per aria.

E nella scena finale mi son chiesta: perchè?
Perchè tutto questo scempio?
Ma soprattutto, mi son chiesta: chi diamine era quel barbuto seduto a capotavola e che ha messo incinta Sookie?

martedì 2 dicembre 2014

The secret circle

Sull'onda delle ultime letture fantasy che mi erano capitate per mano, dove si parlava di streghe e demoni, mi sono lasciata tentare da questa serie televisiva, tratta dai libri scritti dalla stessa autrice de Il diario del vampiro.

The secret circle
Cassie, dopo la morte della madrea Amelia, si trasferisce a casa della nonna. Nella nuova cittadina farà la conoscenza di alcuni compagni di scuola: Adam, figlio del gestore del pub in centro città; Diana, studentessa modello fidanzata di Adam; la figlia della preside Faye, sfrontata quanto basta; Melissa, ragazza riservata ma molto amica di Faye; Jake e Nick, fratelli diametralmente diversi.
Grazie a loro Cassie scoprirà di essere una strega, ed insieme dovranno riattivare il cerchio per combattere i cacciatori, che già anni prima avevano sterminato il cerchio.
Infatti i ragazzi non sono uniti solo dalla magia, ma anche dal fatto di essere tutti orfani, e tutti figli di streghe.

Il produttore televisivo di questa serie è la stessa di The vampire diaries, e si vede: stesse inquadrature, stessi colori, stesse ambientazioni, quasi stessa musica. L'autrice dei libri è la stessa, e si vede: stesse storie, stesso triangolo amoroso, quasi stessi personaggi. E' stato questo, secondo me, a non far decollare il telefilm - interrotto alla fine della prima stagione: tutto sapeva già di già visto.

Peccato, perchè la trama invece era interessante, soprattutto perchè non ci sono di mezzo dei succhiasangue ma solo streghe e stregoni. Ho messo in wishlist la serie narrativa: speriamo bene!

domenica 30 novembre 2014

Musicappalla

Rimango nuovamente in versione rap: ho questo album in macchina e all'ascolto di questa canzone alzo il volume. Saranno i ricordi che riemergono ascoltando la seconda voce?


Gli anni del grande Milan
gli anni di Van Basten e di Van Damme
gli anni delle immense compagnie
gli anni con il boster sempre in due
gli anni di che bello erano i film
gli anni degli spacchi in fondo ai jeans
gli anni della techno nell'hi-fi
gli anni del tranquillo siam qui noi.
Gli anni d'oro (Jake La Furia ft. Max Pezzali)

sabato 22 novembre 2014

The help

Altro giro altro libro delle staffette.

The help
Jackson, Missisipi. Qua si incontrano le strade di tre donne, tanto diverse da loro e contemporaneamente tanto simili.
Eugenia, detta Skeeter per via della sua forma slanciata ed esile, è una giovane piena di ideali, con il sogno di diventare giornalista o scrittrice.
Aibileen è una signora di mezza età, cameriera presso una famiglia bene in vista della città. Ha cresciuto una ventina di bambini, ed è apprezzata soprattutto per i suoi dolci.
Minny è giovane, sfrontata, con la lingua tagliente. Ha cambiato spesso famiglia in cui prestare servizio proprio a causa della sua faccia tosta.
Eugenia è bianca, in una città di neri.
Aibileen e Minny sono nere, in una città di bianchi.
Si ritroveranno insieme a lottare per l'uguaglianza, in anni che hanno visto la morte del presidente Kennedy e la lunga marcia della pace organizzata da Martin Luther King.

Durante la lettura mi sono emozionata, ho sorriso, ho avuto il magone, ho pianto. Mi sono indignata, mi sono arrabbiata, mi sono incazzata.
Certo, direte voi, come puoi non arrabbiarti leggendo come venivano trattate le negre in quegli anni?
Come puoi non indignarti per i soprusi e per le malfatte che facevano subire a quelle povere donne?
Come puoi non provare un brivido lungo la schiena sapendo che gli uomini erano schiavi malgrado la legge sulla schiavitù fosse stata abolita?

Ed invece no.
Non sono arrabbiata per quello, non del tutto almeno.
Sono furiosa perchè, a distanza di 50 anni esatti, siamo allo stesso punto. Non ci siamo mossi in nessun modo da quei moti di razzismo, da quell'odio razziale ch imperversava per le strade americane.
Nel 1960 erano i neri, nel 2014 sono i marocchini, i siriani, i romeni, i cinesi, gli albanesi, i rom.
Nel 1960 non si voleva che usassero il nostro stesso bagno, nel 2014 non li si vuole seduti accanto in treno.
Nel 1960 erano schiavi nelle piantagioni di cotone, nel 2014 sono schiavi nelle coltivazioni di pomodori in Calabria.
Nel 1960 erano cameriere sfruttate e derise, nel 2014 sono badanti abusate dall'assistito.
Nel 1960 erano tate che crescevano figli con madri assenti, nel 2014 sono donne obbligate ad abbandonare i propri figli per finire in una strada di notte.

Cos'è cambiato in 50 anni?
Ditemelo, per favore, se è cambiato qualcosa.

Perchè mezzo secolo fa c'era gente senza cuore.
E mezzo secolo dopo l'altra metà del cuore ha smesso di reagire.

giovedì 20 novembre 2014

Ormoni impazziti di novembre

Anche questo mese rimango fedele al settore sportivi tatuati: a novembre vi mostro un personal trainer famoso negli States.


Ha un cognome veramente impronunciabile, ma non credo che sia quello che interessi.

mercoledì 19 novembre 2014

Hex

In uno degli ultimi libri - con gli angeli protagonisti - che ho letto, veniva menzionato questo telefilm. Non ricordo se a parlarne fosse il protagonista o se fosse soltanto un accenno dell'autore, sta di fatto che mi ha incuriosito e me lo sono procurato - son solo 2 stagioni, la visione è veloce ed indolore.

Hex
In un college inglese si intrecciano le vicende di alcuni ragazzi: Cassie e la sua amica Thelma, Leon e successivamente Ella e Malachi. All'apparenza adolescenti in crisi d'identità, in pratica fautori del destino della razza umana: Azazel, angelo caduto, ha bisogno di accoppiarsi con una strega - Cassie - per generare Malachi, colui che guiderà la rivolta degli angeli caduti verso il cielo. Ma sul suo cammino da secoli c'è Ella, cacciatrice di demoni, che con l'aiuto di Leon e di Thelma - divenuta fantasma - cercherà di ricacciare negli inferi i malvagi vendicando così anche la morte di Cassie.
Ma il diavolo non è così cattivo come sembra, e gli angeli non sono così buoni come vogliono far credere.
Chi vincerà alla fine?

Il modo in cui è girato, l'ambientazione e la colonna sonora mi hanno ricordato altre due serie inglesi sul genere viste non troppo tempo fa: I fantasmi di Bedlam e Vampire high. Se entrambe queste serie sono state interrotte, potevo aspettarmi qualcosa di meglio da questa? No. Eppure sono recidiva e ho voluto guardarla. La trama c'è, l'eterna lotta tra il bene ed il male è sempre vedibile e se ne può sempre ricavare qualcosa di buono. E' che sono abituata ai serial americani, con budget di spesa maggiori: qua, purtroppo, si rasenta il ridicolo, con costumi vecchi, attori alle primissime armi e un livello di recitazione degno di una recita scolastica.

Si salva il personaggio di Troy - che ovviamente muore nell'arco di 5 episodi - interpretato da un giovanissimo Joseph Morgan.

Vado a disintossicarmi.

lunedì 17 novembre 2014

Una casa di petali rossi

Eccomi alle prese con un altro libro delle staffette. Nel momento della votazione, per decidere chi lo avrebbe letto, la trama mi sembrava decisamente interessante e, per me, decisamente fuori dai miei schemi: si sarebbe parlato di India, di matrimoni combinati e di una cultura diametralmente opposta alla nostra.

Una casa di petali rossi
Rakhee, ragazza indiana che vive da anni in America, lascia il fidanzato, nonchè futuro sposo, e torna nel suo paese d'origine. Per spiegargli il motivo di tale scelta gli lascia sul comodino un diario, scritto da bambina.
Tra quelle pagine prenderà forma una storia iniziata decenni prima, quando la stessa madre di Rakhee tornò in India per ovviare ad un torto. La Rakhee bambina scoprii in quegli anni di non essere sola al mondo e che la famiglia d'origine dei suoi genitori è strettamente legata alle tradizioni culturali: matrimoni esclusivamente combinati, donne tutte casa e famiglia e uomini che prendono il comando sulle vite altrui.
Riuscirà la Rakhee di oggi a chiudere i conti col proprio passato ed a rifarsi una vita?

Ammetto che il motivo per cui mi ero iscritta a questa staffetta è semplicemente perchè, non troppo tempo prima, un mio carissimo amico ha fatto un viaggio in India, e quando è tornato abbiam passato serate intere a parlare delle loro cultura. Mi sono quindi detta: perchè non provare a ritrovare un po' di quelle storie tra le pagine di questo libro?

All'inizio mi ha preso decisamente bene, lo stile narrativo scorre via velocemente e la trama iniziale è ben fatta. Si perde poi lungo la strada: si fanno vari accenni ai matrimoni combinati - in cui bambine al limite della fanciullezza vengono cedute a uomini decisamente più anziani in cambio di qualcosa - ma non ne viene spiegato praticamente il motivo o il perchè; si racconta di come le donne vivano praticamente dedite alla famiglia, ma non viene detto che in certi casi gli uomini-padroni che le han sposate le trattano come schiave; si narra di come un difetto fisico venga visto come un abominio e di come venga nascosto agli occhi del mondo chi è diverso, ma non si indaga sul perchè una cultura così povera in certi casi sia quasi peggio di noi.

Centinaia di accenni ma nessuna spiegazione.
Una storia che scorre veloce ma che si interrempo bruscamente.
Un fatto che viene detto ma che lascia un dubbio.

Deludente, peccato.

sabato 15 novembre 2014

Musicappalla

L'altro giorno, in auto, non avevo inserito la mia chiavetta usb e mi sono dovuta quindi affidare alla radio. Hanno passato questa proprio mentre stavo per arrivare a casa.


Aprirò una finestra sul cielo
e punterò il dito
pensando: l'universo non si ferma
per un amore finito.
La finestra (Irene Grandi)

mercoledì 12 novembre 2014

Piume d'angelo - Anteprima

Oggi vi voglio nuovamente consigliare una lettura, a sua volta consigliatomi da una delle amiche bloggherelle.
Si tratta dell'opera di una giovane autrice, Valentina Bertani, che con le sue Piume d'angelo vi trasporterà in un futuro lontanissimo.

Piume d'angelo
XXV secolo: l'umanità ha colonizzato l'intera galassia, ma non ha eliminato le guerre, che imperversano il cielo e distruggono i mondi.
Questa è la storia di Alex e di sua sorella, bambine prestrutturate, in lotta e in fuga dal loro passato, in un mondo sull'orlo del caos.
Riusciranno a riportare l'ordine sulla Terra e nelle loro vite?

Ovviamente trovere l'ebook già in vendita nei migliori store e potete anche vedere il booktrailer realizzato dalla bravissima Paola Cocchetto.

Che ne dite di leggerlo e farmi sapere cosa ne pensate?

lunedì 10 novembre 2014

Il re

Ci siamo, sono giunta alla fine di queste innumerevoli pagine.
Ora mi posso un po' disintossicare dalla Confraternita - grazie al cielo!

Il re
Torniamo da dove avevamo cominciato: protagonisti indiscussi ancora Beth e Wrath, lei desiderosa di avere un figlio e lui che si fa mille paranoie. Attorno a loro i soliti Confratelli, i Bastardi - che vogliono sfrattare il Re dal trono, e per un certo periodo ci riescono pure - e le ormai comparse Lesser - visto che sia loro che l'Omega sono stati momentaneamente messi da parte.
Ma le centinaia di pagine ruotano attorno alla Regina, donna con gli attributi che, oltre ad ottenere ciò che vuole fin dall'inizio del libro, salva anche la Monarchia, ed il Re cieco, che prima assolutamente non vuole sentir parlare di prole e poi casca come un pero maturo dall'albero davanti ad una ecografia - che non può nemmeno vedere.
I Bastardi son stati fregati anche questa volta, ed ora toccherà alle Ombre rubare un po' la scena ai vampiri innamorati.

Ammetto: ho fatto un po' fatica a finirlo.
La storia dei due protagonisti era anche credibile e reale: quanti matrimoni entrano in crisi a causa dei figli? Mi sono un po' persa però nei meandri delle storie parallele: i Lesser sono praticamente spariti di punto in bianco, i Bastardi si fan vivi ma Xcor diventa un pesce lesso davanti all'Eletta, Sola è una burattina e la Glymera parla tanto ma poi si lascia mettere i piedi in testa da tutti.

Insomma, grazie al cielo - come ho detto all'inizio - ora mi posso disintossicare un po'.
Per il prossimo capitolo, in cui protagonisti saranno le Ombre Trez ed il fratello iAm, dovrò aspettare quasi un anno.

Bye bye vampiri!

sabato 8 novembre 2014

Città senza eroi - Anteprima

Elfi malavitosi. Uomini divorati dall'odio. Sacerdoti stravaganti.
Maghi mercenari. E un'assassina coi tacchi a spillo.
Non sono eroi. Sono pedine. Potrebbero salvare la Città. O distruggerla.

Città senza eroi
Tra gli sterili confini delle Wasteland, le fatiscenti baracche della periferia ed i futuristici grattacieli del centro, si intersecano le insidiose vicende di esseri umani ed esseri fantastici costretti a condividere le loro vane esistenze in una Città dilaniata dall’odio e dal razzismo. Gli Uomini, favoriti dalla Legge, abusano della tecnologia per dominare gli altri esseri che, relegati nei bassifondi, sono marchiati come Inumani e perseguono, a loro volta, i più spregevoli scopi fomentando un clima di violenza e paura.
Armi, poteri extrasensoriali e ogni sorta di magia sono benvenuti e accettati laddove le speranze lasciano il posto alla più cupa rappresentanza della morte, perché in un luogo dominato dalle Leggi, sembra non esserci spazio per alcuna moralità. In questa polveriera sociale si sviluppano le vicende di molti personaggi, per altrettante storie, intrecciate in una trama eterogenea di volti, fatti, pensieri ed emozioni.

Ora, capite bene come dalla trama del romanzo questa non possa non finire nella mia whishlist. Ho sempre tifato per gli eroi anticonvenzionali (non a casa solitamente tifo per il cattivo e non per il poliziotto) e le metropoli futuristiche mi affascinano sempre un po' - sarà che son cresicuta giocando a The old republic perdendomi immancabilmente tra le vie cittadine.

Se ne volete sapere di più sulla trama o sull'ambientazione potete perdervi qua oppure potete faccialibrarlo a questa pagina.

Gli autori sono giovani, italiani e pieni di talento, cosa aspettate?

domenica 2 novembre 2014

The vampire diaries - stagione 5

Meglio tardi che mai direte voi! Ebbene sì, ci ho impiegato un po' ma alla fine, tra un libro ed un aperitivo, son riuscita a vedere la quinta stagione del telefilm vampir-adolescenziale.

Non mi preoccupo di eventuali spoiler visto che ormai molti di voi saranno già alle prese con la visione della stagione successiva. Vogliamo quindi parlare della fine che fa la povera Kathrine? Ci ha scassato le balle per infiniti episodi e poi le fan fare la fine da martire morente sul letto mentre tutti la perdonano, compresa una figlia abbandonata secoli prima.

Vogliam parlare della misera apparizione di Klaus? Va bene che ora lui ha un serial personale che gira attorno alla sua figura, ma farlo apparire solo per farlo tromb**e con Caroline addosso ad un albero .. avanti, un po' di fantasia!

E Bonnie? La fantasmina che parla solo con il suo amato - l'unico che può vederla - e che fa un can can assurdo per cercare di tornare nel proprio corpo mortale e fallisce pure l'unico tentativo a disposizione?

Senza contare il nuovo ingresso dei Viaggiatori, della società che fa esperimenti sui vampiri per renderli cannibali e di Silas che gira tranquillamente per la città con la faccia di Stefan addosso - e credetemi, andrebbe premiato per il coraggio!

Il tutto si salva, ahimè, grazie a Demon: è tornato a fare il cattivo, ha dato fuori di testa quando Elena lo ha mollato, ha sofferto per la morte del suo unico amico e alla fine da bravo salvatore muore.
Muore.
Diventa un fantasma e se ne sta con Bonnie nell'aldilà, o dall'altra parte come viene chiamato nel telefilm.

Ecco, io ho fatto l'adolescente mai cresciuta e ho pianto alla morte di Demon, quando non riesce a tornare corporeo. O dite che era colpa dei troppi spritz?

venerdì 31 ottobre 2014

L'isola del tesoro

Questa volta, grazie al gruppo organizzato da Moma, abbiamo cambiato completamente genere: basta damerini ingessati, donzelle ricoperte di trini e merletti e storie sconclusionate.
Questa volta si parte all'avventura!

L'isola del tesoro
Un ragazzino, Jim, figlio di locandieri, si imbarca - nel vero senso della parola - nell'avventura più grande della sua vita: insieme ad una ciurma di marinai parte alla ricerca del tesoro abbandonato su un'isola.
Lungo il suo percorso troverà pirati cattivi che vogliono depredare la nave e pirati invece dall'animo buono, comandanti integerrimi e antagonisti dalla morale dubbiosa, marinai ciechi e cuochi con una gamba di legno fino a tentati ammutinamenti.
Riuscirà il nostro eroe a portare a casa qualche moneta d'oro? O il vero tesoro che troverà sarà ben altro, ovvero la crescita personale e l'avventura misteriosa?

All'inizio la storia mi aveva preso benissimo: piena di personaggi che, finalmente, facevano qualcosa in più dell'andare in carrozza o di bere il the coi biscotti prima delle danze, le promesse erano tutte benevole. Poi però, a metà lettura, ho cominciato a soffrire un po' il mal di mare: tra ammutinamenti, marinai che saltavano da una nave all'altra, gambe di legno ed occhi di vetro, dottori e capitani, la mia mente stava cominciando a fare un po' di confusione. Prima mi sono immaginata il capitano Smollet con la faccia di Jason Statham, poi grazie ad un suggerimento di Nuvolette ho cominciato a vederli come cartoni animati, infine ho cominciato ad immaginarmeli tipo Pirati dei Caraibi. Alla fine si è ripreso, e l'inseguimento sull'isola alla ricerca del tesoro dorato ha fatto sì che lo finissi soddisfatta.

Ma poi, il tesoro di cui tanto si parla nel libro, è veramente quello fatto di denari e gioielli custoditi nel nascondiglio .. o più in generale si tratta dell'adolescenza perduta del giovane protagonista?

giovedì 30 ottobre 2014

Musicappalla

Torno al mio genere musicale prediletto.


Non ci sei, non ci sono:
segui la tua strada, tutto il resto si vedrà.
Nuvole di fango (Fedez)

domenica 26 ottobre 2014

Tra Renga e Pink Parade

Devo aggiornarvi su un paio di cose che ho fatto in questo ultimo periodo.
Cose tranquille eh, niente di particolarmente impegnativo - si fa per dire - fisicamente .. ma emozionalmente valgono doppio entrambe le situazioni!

Guai a chi dirà d'ora in avanti che il venerdì 17 porta sfortuna, sia chiaro. Perchè, proprio in quella data, io e mia mamma siamo andati a vedere il concerto di Francesco Renga. Bello bello: ottima scenografia minimale, ottima illuminazione, ottima acustica, ottimi musicisti, ottimo tutto. Lui è tornato un po' alle origini - ai tempi dei Timoria per intenderci - e tiene il palco come uno dei migliori rocker: non sta fermo un attimo, salta, corre, si sbraccia, canta, parla, sorride. Eccome se sorride.
La cosa migliore del concerto? Mia mamma che teneva il tempo, che canticchiava le canzoni manco fossero quelle di Claudio Villa e, soprattutto, che a dispetto mio ha riconosciuto la ragazza che ha aperto il concerto: ma come, non riconosci Irene Fornaciari? Ha anche cantato a Sanremo!  Sappiate che se volete un juke box vivente posso prestarvi mamma Giangy!

E che dire della giornata di oggi? Io e la mia amica Gloria siam partite all'alba direzione Milano per partecipare alla Pink Parade. Più di 5000 persone, uomini, donne, bambini, anziani e giovani, cani e passeggini, ricci e lisci, mori e biondi, uniti per una camminata non competitiva il cui ricavato aiuterà la Fondazione Veronesi nella ricerca sul cancro al seno. Ecco perchè non potevamo non mancare. Certo, poi ci aggiungi che si fanno incontri particolari - Marco Bianchi verrà ricordato negli annali della mia amica -, che ci siamo rifocillate pappandoci un'enorme fetta di torta al cioccolato e che il sacchetto regalo a fine corsa era il secondo motivo per cui abbiam voluto partecipare .. beh, che dire: ad avercene giornate del genere!
PS soprattutto sapendo che abbiamo superato noi stesse mettendoci poco più di 50 minuti per fare il percorso!

Quand'è che capiterà un'altra settimana così ricca di impegni?

sabato 25 ottobre 2014

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

Faccio una confessione: io questo libro l'ho comprato al 90% per la copertina. Quando l'ho vista nella pila in libreria, non ho potuto non fermarmi. E' stato più forte di me: la bambina inquietante che levita dal terreno ha avuto su di me un fascino che manco Favino avrebbe avuto.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Jacob è, all'apparenza, un adolescente come tanti: complessato, con pochissimi amici ed in perenne lite coi genitori. L'unica persona con cui ha un rapporto maturo è Abraham, il nonno paterno. Unico neo: il nonno è matto come un cavallo. Non fa che parlare dell'orfanostrofio dove è cresciuto durante la guerra e di come questa casa fosse abitata da bambini speciali: c'era chi sapeva volare e chi accendeva palle di fuoco, chi spostava massi enormi e chi faceva sogni premonitori, senza tralasciare il bambino invisibile e la maestra che si trasformava in falco.
Tutti prendono per matto il povero nonno, ma quando dei mostri compariranno dal nulla ed uccideranno il povero Abraham, Jacob sa che l'unico modo per salvarsi sarà quello di andare alla ricerca dell'orfanotrofio magico.

Le prime 100-150 pagine hanno un alone di mistero che, qua lo dico e qua lo nego, mettono paura. Mi son sognata la pima notte di essere inseguita da una bambina a cui uscivano serpenti dalla bocca, e per aver letto solo un libro devo dire che ha fatto centro - ultimamente nemmeno i tanto promossi film al cinema hanno su me questo effetto.
Poi però la storia è cambiata, e mi sono appassionata ai vari personaggi: Jacob è un po' troppo saccente per i miei gusti, ma come resistere al fascino di Emma? O come non provare tenerezza per il povero Millard? Vogliamo parlare poi dei Vacui e degli Spettri?

Ottimo stile narrativo, ottima ambientazione fantastica ma al tempo stesso molto attuale - tutto si svolge in parte ai giorni nostri ed in parte nel periodo della Seconda Guerra Mondiale - ed ottimi personaggi molto ben caratterizzati. L'altra cosa positiva di questo libro è come si possa paragonare la trama principale - dove dei mostri fantastici uccidono persone speciali - all'attualità odierna - dove bulli di ogni età se la prendono con persone diverse.

E' già uscito il secondo capitolo.
Devo correre dal mio librario di fiducia a comprarlo!

Se l'alternativa è non fare niente e sperare per il meglio, allora non c'è nessuna alternativa.
- Millard

lunedì 20 ottobre 2014

Ormoni impazziti di ottobre

L'atletica non è mai stato uno dei miei sport preferiti. Men che meno la corsa: io mi stanco anche solo a guardare gli altri correre, figuratevi voi!
Però.
C'è sempre un però in queste occasioni, e questa volta il però è dettato dal fatto che, a voler ben guardare, ci sono degli sportivi niente male.


Questo ometto corre i 100 e 200 metri.
Io correrei a vedere altre sue fotografie.

mercoledì 15 ottobre 2014

Musicappalla

Questa volta tappa decisamente amarcord. Ripescato un loro vecchissimo cd dal magico mobiletto posto dietro la porta di camera mia, sono tornata indietro di almeno 20 anni, quando al sabato sera ci si ritrovava in piazza con gli amici di sempre - di cui uno ancora presentissimo nella mia vita - e si impiegava almeno mezz'ora a decidere in quale pub cominciare la serata.
E sì che io all'epoca bevevo solo aranciata!


... E intanto il tempo passa
e non gli frega niente
di te, che sopravvivi come un deficiente.
... E intanto il tempo passa
svelto ed indifferente:
lo vedi andare via,
lo vedi fuggire via.
E intanto il tempo passa (Negrita)

giovedì 9 ottobre 2014

La misura della felicità

Altro libro staffettaro arrivato e letto in men che non si dica.
L'ho letto ascoltando in contemporanea il nuovo album di Fedez, ma quella è tutta un'altra storia.

La misura della felicità
A.J. Fikry è un librario anomalo: odia il suo lavoro, non sopporta i clienti, non gli piace organizzare bookparty e non regge gli incontri con gli autori. E sì che, anni addietro, quando ha aperto la libreria Island Books, non era così. Anni addietro, però, c'era Nic, l'amata moglie, scomparsa ora in un incidente stradale.
Ma se A.J. crede che la sua vita d'ora in avanti sia triste, rabbiosa e rancorosa non ha fatto i conti con Maya, una bambina innocente e dolcissima che verrà abbandonata proprio all'interno della sua libreria.
Vite sconvolte, amori nuovi, lavori da rivalutare, esigenze diverse: ecco cosa si prospetta ora sul cammino di Fikry. Ma tutto sarà incredibilmente sopportabile grazie anche alla presenza di Amalia.
Finchè, ovviamente, il destino non deciderà di cambiare le carte in tavola.

Faccio una premessa: avevo visto la pubblicità del libro su qualche rivista ma non avevo mai letto nessuna recensione. Mi ero limitata a qualche commento di altre letturine su faccialibro, e nessuna di loro era rimasta entusiasta di questa storia. Io non mi aspettavo nulla di particolare, o meglio: non mi aspettavo proprio nulla, non essendo questo propriamente il mio genere. Ma ultimamente, come mi ha fatto notare tempo fa Auryn, sono i libri più inaspettati quelli che mi lasciano qualcosa. Detto fatto, a me questo libro è piaciuto. Un sacco anche!
Certo, ci sono stati alcuni passaggi che mi hanno lasciata un po' interdetta, ma più che altro per lo stile narrativo che per la trama in sè. Ci sono dei salti temporali che, anche se effettivamente non è che ci fosse granchè da dire nel mezzo, mi hanno un po' sbilanciato. Ma tolte queste piccole peculiarità la trama scorre via in scioltezza.

Oh, sia chiaro: non è un romanzo da premio Nobel questo. Ma è tranquillamente una di quelle storie che in un paio di giorni ci possono fare piacevolmente compagnia. Ottimi spunti lettari scorsi tra le pagine, ottime citazioni e poi .. diciamola tutta .. chi di noi non vorrebbe abitare in un appartamento posto al primo piano direttamente sopra - e direttamente collegato - con una libreria? Io alzo la mano!

Che differenza c'è tra un libro e l'altro?
Sono diversi perchè lo sono. Bisogna leggerne molti, bisogna crederci, bisogna accettare che ti deludano perchè qualcuno, di tanto in tanto, ti possa entusiasmare.
- A.J. Fikry

martedì 7 ottobre 2014

Il potatore di anime

Secondo libro comprato nella piccolissima fiera dell'editoria del mese scorso.

Il potatore di anime
Un uomo normale: moglie casalinga, lavoro in un ufficio tranquillo, vicini simpatici. Ma il tradimento della donna accenderà in lui un campanello d'allarme e, spinto dalla voce di Dio che dice di sentire durante la notte, deciderà di fare piazza pulita di tutte quelle brutte anime che circolano per il pianeta.
Diventerà così un serial killer meticoloso, puntiglioso, e sfiderà direttamente un'agente dell'FBI disseminando in giro indizi e citazioni della Bibbia.
Viaggiando tra gli States e l'Italia, un lungo inseguimento tra una bionda agente ed un feroce assassino arriverà all'epilogo finale .. e solo il Signore potrà dire che si salverà.

Mi aveva attirato il discorso delle citazioni religiose. Io, che con la religione, le chiese e Dio non c'entro assolutamente nulla, sono fortemente attirata da storie che invece sono intrise di questo alone ecclesiale. E devo dire che in parte l'autore è anche riuscito a tenermi ancorata alle pagine, forse più per le citazioni stesse che per la storia vera e propria - purtroppo.

Cosa non mi è piaciuto del libro? Il finale.
Ho corso per tutte le 341 pagine senza togliere un attimo lo sguardo dall'assassino per poi arrivare lì e dire ma come? Finisce così?
E quando rimango così con l'amaro in bocca poi non riesco ad essere obiettiva sul resto della trama.

Peccato, l'idea di alternare parti raccontate dalla poliziotta e parti descritte direttamente dal killer era buona - soprattutto per il cambio di carattere e di linguaggio - ma si è perso sul finale.

Però ora mi è rimasta una curiosità impressionante su una cosa: davvero la Bibbia - e con essa Vangeli e libri vari - è così truculenta? C'erano citazioni che avrebbero fatto impallidire il miglior Dexter!

venerdì 3 ottobre 2014

Billy Johrdan: io serial killer

Non troppo tempo fa, in uno dei paeselli vicino a casa mia hanno organizzato una piccola fiera dell'editoria. Ho letto la notizia per caso sul quotidiano locale, e potevo non andare a farci un giro? Assolutamente no! 
Peccato che non fosse nulla di entusiasmante, eccezion fatta per lo stand in centro al porticato che ha attirato la mia attenzione per i titoli forti che proponeva. Detto fatto, son tornata a casa con ben 2 libri persino autografati dall'autore!

Billy Jordan: io serial killer
Billy, personaggio completamente fuori di testa ma con un'intelligenza fuori dal normale, commette nell'arco di un ventennio più di un centinaio di omicidi sparsi per il paese. Dopo aver rinchiuso in un bunker le sue due ultime vittime, si costituisce all'FBI: sa che la sedia elettrica sarà ciò che lo aspetta, ma propone un patto agli agenti. Fornirà loro i codici per poter entrare nel bunker, racconterà loro ogni minimo dettaglio di tutte le morti che ha causato, confesserà tutti i nomi e cognomi delle vittime ma tutto dovrà essere scritto di suo pugno e poi pubblicato. Una specie di autobiografia autorizzata di un killer.
Chi la spunterà alla fine?

Lo ammetto: mi sono fermata a guardare questo libro per la copertina. Le braccia insanguinate hanno attirato immediatamente la mia attenzione - sapete che adoro le storie intrise di morti ed assassini seriali. E sono stata fortunata: la storia è avvicente, il protagonista è veramente matto e certi omicidi sono al limite dell'assurdo. Ottima l'idea di raccontare tutto in prima persona, e che il narratore sia l'assassino stesso: si apprezzano ancora di più i risvolti psicologici e si capiscono meglio le motivazioni che lo hanno portato a compiere certi gesti.

Unico neo: il finale.
E' sicuramente un mio limite, non lo metto in dubbio, ma le conclusioni tutte rose e fiori in un libro intriso di sangue mi spiazzano sempre un po'. Tutto ti porta a pensare che finisca in quel modo, per carità, ma mi sarei aspettata un bel colpo di scena finale. Ed invece niente.

Un po' come una corsa in auto coi giri al massimo e alla prima curva .. si frena per svoltare. Per me che vivo perennemente con la mano appoggiata sul cambio, un po' limitante. Però 3 stelline anobiane non gliele toglie nessuno!

martedì 30 settembre 2014

Musicappalla

Ammetto che per questa puntata ho dovuto pensarci un po' su.
Sarà che in questo periodo ho la testa un po' a viole e quindi non mi appassiono a molte canzone, ma mi sono davvero ridotta all'ultimo a cercare qualcosa di musicalmente nelle mie corde.


Guerra e pace dentro noi
dentro noi
non c'è buio senza luce.
Guerra e pace (Fabri Fibra)

lunedì 22 settembre 2014

Ragione e sentimento

Ultima tappa del Club di Jane Austen organizzato dalla mia amica Moma. Ovvio che ora si stia già pensando a cosa leggere in seguito, ma quello è tutto un altro discorso.

Ragione e sentimento
Ve la faccio breve:
- Elinor ama Edward, fratello di Fanny, moglie di John, fratellastro di Elinor
- Marianne, sorella di Elinor, ama il giovane Willoughby che però è fidanzato, e sposerà quindi l'anziano colonnello Brandon
- Margaret, sorella di Elinor e Marianne, è praticamente un personaggio inutile alla storia
- Edward è fidanzato con Lucy, che scoperto che l'uomo ama un'altra lo pianta in asso e permette al giovane di sposare Elinor
- Robert, fratello di Edward, si fionda su Lucy non appena la ragazza torna single e la porta all'altare
- Brandon si prende cura di Eliza, figlia di Elizabeth, donna che amava in gioventù
- Willoughby disonora Eliza, con cui era fidanzato, per sposare Marianne, ma visto che viene diseredato dalla zia ricca abbandona anche Marianne per sposare l'ereditiera Grey

Ammettetelo, non ci avete capito molto vero? Figuratevi cosa posso aver capito io durante la lettura!
Non posso nemmeno paragonare la storia alla soap Beautiful, perchè di quest'ultima, anche se perdi la visione di 157 puntate, capisci sempre bene o male la storia. Al massimo potrei paragonarlo a Cento vetrine, dove effettivamente se ti perdi un passaggio ti ritrovi con 12 personaggi in più e qualche morto sulla coscienza.

Però ho guadagnato tutta la stima di Silvia: lei dalla disperazione ha interrotto addirittura la lettura.
Ed ora posso, anche, vantarmi di aver letto tutta la bibliografia di zia Jane: un'altra tacca sul googlettino la posso mettere!

sabato 20 settembre 2014

Ormoni impazziti di settembre

Al rientro delle ferie mi son chiesta: che sport interessante ci sarà da guardare?
O meglio: che sportivi tatuati interessanti ci saranno da guardare?
I miei occhi son caduti su un rugbista - o meglio, ex rugbista, visto che ora si è ridotto a fare qualche comparsata nei vari reality show.


Che ne dite? E' uno sport da seguire?

mercoledì 17 settembre 2014

Dieci film

Come nel giochino precedente, figuriamoci se poi non avessero chiesto anche i film preferiti.
Anche qua ho impiegato veramente un nano-secondo per rispondere, in quanto i capolavori cinematografici che rientrano nei miei gusti sono ben precisi.

1 - Soldati 365 all'alba
Perchè lo vidi da bambina, e ne rimasi folgorata. Non per gli attori, non per la storia, ma per altro: la caserma, le divise, le consegne, gli orari, i dormitori. Fu in quel preciso istante che decisi che non volevo fare la ballerina (vedi punto 6).

2 - La scorta
Sempre divise, sempre caserme, sempre pistole e sempre un mix di adrenalina e paura. Ero poco più che ragazzina, ed in camera avevo appeso addirittura il poster fregato al cinema.

3 - I soliti sospetti
Un film che, ad ogni persona a cui lo faccio vedere, piace. Perchè è una di quelle storie in cui passi 3/4 del tempo a sbuffare e a dire io ho capito tutto. Ed invece non hai capito un bel niente!

4 - Mery per sempre
Minchia, minchia, solo minchia sai dire! Perchè io tifavo per Natale, per Mery e per il povero Pietro. Perchè quando sono andata in vacanza a Palermo sono andata a cercare quelle vie, quei vicoli. Senza incontrare i loro occhi.

5 - Dirty dancing
C'è bisogno di una spiegazione? Nessuno può mettere Baby in un angolo credo sia una frase che anche i muri sanno a memoria.

6 - Flashdance
Perchè viene ancora prima di Dirty Dancing. Perchè mi regalarono la videocassetta appena uscì il film - ed all'epoca avevo solo 5 anni. Perchè chi di noi non ha provato il balletto finale davanti allo specchio?

7 - Saw l'enigmista
In teoria un film horror, ma non lo è. In teoria un film thriller, ma non lo è. In pratica una verità, perchè ci sono veramente troppe persone che non apprezzano il dono della vita. L'enigmista non è un cattivo, è solamente qualcuno che vuole aprirci - in tutti i sensi - gli occhi.

8 - Fast and forious
Perchè se avessi una macchina decente - e non la mia povera Punto rosso fuoco - guiderei in quel modo. Perchè vivo con la mano sulla manopola del cambio, di corsa, per non perdermi nemmeno una scena. Perchè non parla solo di corse clandestine, ma parla di amicizia, di famiglia, di lealtà. E poi c'è Vin, e tanto basta ai miei occhi.

9 - Dracula di Bram Stoker
L'unico film, a mio avviso, degnamente tratto da un libro. L'unico film di cui non si rimpiange qualche parte mancante, o qualche parte inesatta. L'unico film di vampiri che merita di essere citato.

10 - The Bourne identity
Perchè la scena del combattimento in casa, nel quale Bourne abbatte l'avversario a suon di matita, è entrata automaticamente nell'elenco delle mie scene memorabili. E poi c'è Matt, e tanto basta ai miei occhi (ma non l'avevo già detto un paio di punti fa?).

Ed i vostri film memorabili quali sono?

martedì 16 settembre 2014

Orgoglio e pregiudizio

Penultimo libro del nostro Club di Jane Austen.
Avrei dovuto leggerlo ad agosto, ma sono in ritardo. Ci ho provato, lo giuro, sotto l'ombrellone: accendevo il mio googlettino ed iniziavo a leggere. Ma arrivavo alla terza pagina e puff!
Non mi piaceva, forse non era il momento giusto, forse era il sole, l'ombrellone, il kitesurfista dagli occhi celesti che passava davanti a noi .. sta di fatto che son riuscita a leggerlo solo a casa.

Orgoglio e pregiudizio
Prendete cinque sorelle, una più sciocca dell'altra, e buttatele in una pista da ballo. Prendete degli uomini in uniforme e benvestiti e metteteli ai bordi di tale pista, in attesa di scegliere la propria preda.
Ora osservateli: i benvestiti coi benvestiti, i castani coi castani, i sorridenti coi felici, i ricchi coi ricchi.
In mezzo ci stanno loro, Elisabeth e Darcy, che vogliono andare contro tutto e contro tutti amandosi. Ma non possono: lui è ricco lei è povera, lui è bello lei è passabile, lui è silenzioso lei è logorroica, lui è, lei è.
E son talmente sciocchi questi due che non si accorgono di amarsi fin dalla prima pagina, no: lui ci arriva, ma è talmente pieno di pregiudizi che mai si potrà abbassare a sposare una poveraccia; lei è talmente orgogliosa che non vuole ammettere nemmeno a se stessa di essere affascinata dal quel giovane.
Tranquilli, alla fine si sposano .. ma che fatica!

Vi spiego perchè facevo fatica a leggere questo romanzo?
Inizia così: E' verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. Non che uno scapolo è simpatico, intelligente, carino .. no, in possesso di un solido patrimonio. Scusate, ma a me questo scapolo sta' già sulle scatole.
Lo stesso scapolo, qualche pagina più in là, a chi gli farà presente che la vostra biblioteca di Pemberley è meravigliosa risponderà con un è naturale che lo sia. In quel frangente avrei voluto tirargli un manrovescio.
Per non dire di quando, alla povera Elisabeth, dice che vi aspettavate forse che mi rallegrassi dell'inferiorità della vostra famiglia? Che mi congratulassi di acquistare dei parenti, la cui posizione nella scala sociale è di tanto inferiore alla mia? Lì mi son dovuta trattenere dal non pestargli i piedi.

Certo, qualcuno mi ha detto che devo rivedere la storia, ed il comportamento dei protagonisti, in base al contesto storico in cui si svolge il tutto.
Certo.
Ma purtroppo per i protagonisti le mie sensazioni si basano sull'effetto che hanno sulla mia pelle, e se uno comincia ad atteggiarsi a son bello solo io con me perde. In pieno.
Quindi per me niente occhi a cuore alla vista di Darcy. Al massimo posso presentarmi con una mazza da baseball per tirargliela in testa.
Quindi per me niente sospiri speranzosi alla vista di Elizabeth. Al massimo posso presentarmi con un secchio di acqua gelata per tirargliela in testa sperando di svegliarla.

Oh, scusate, questo è il capolavoro di zia Jane.
Ok, ora corro a rivedere la mia recensione.

lunedì 15 settembre 2014

Musicappalla

Cosa vi farò ascoltare questa volta di bello?
Una canzone che molti di voi avranno conosciuto al concerto per l'Emilia, ma che io ascoltavo - e cantavo - fin da bambina.


Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro:
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
A muso duro (Pierangelo Bertoli)

domenica 14 settembre 2014

Dieci libri

Nei giorni scorsi, su faccialibro, girava un simpatico - si fa per dire - meme, nel quale bisognava elencare i 10 libri per noi importanti. Pensate che non lo abbia fatto? Vi sbagliate di grosso! Insieme alle solite amiche bloggherelle abbiamo risposto in men che non si dica.

1 - Dracula - Bram Stoker
IL romanzo. Secondo me non servono altre parole per descrivere la passione viscerale che io ho per quest'opera. La più bella storia d'amore che qualcuno abbia potuto scrivere, e se qualche lettore si sofferma al fatto che il protagonista sia un vampiro, un mostro che si ciba di sangue .. beh, vuol dire che non ha capito nulla del romanzo.

2 - Cime tempestose - Emily Bronte
Letto quando ero poco più che un'adolescente, ricordo di esser stata folgorata dalla passione - e dalla gelosia - che univa Catherine ed Heatchcliff. Ripromisi a me stessa di non innamorarmi mai di un uomo così geloso e possessivo.

3 - Il signore degli anelli - J.R.R. Tolkien
Letto una decina di anni fa, prima che lo trasformarono in film da super incasso e prima che tanti bimbiminkia si avvicinassero al genere. Il moroso continuava a dirmi di leggerlo - lui era un appassionato del genere - ed io ero spaventata dalla quantità di pagine. Lo divorai, e mi innamorai perdutamente di Gimli ed Aragorn.

4 - Volevo solo averti accanto - Ronald H. Balson
Letto quest'anno grazie alle staffette letterarie. Di per sè è un libro che, forse, non avrei mai comprato in vita mia. Di fatto è un libro che mi ha scavato dentro, e che ha tolto dalla polvere aneddoti e pensieri che tenevo nascosti.

5 - Sette fiori di senape - Conor Grennan
Idem come il precedente: un libro a cui mai mi sarei avvicinata. Regalatomi dalla sorella del moroso, ho cominciato a sfogliarlo solamente per capire cosa avesse attirato i suoi sguardi. E sono stata rapita da quei bambini, da quel paesaggio desolato e magico allo stesso tempo, da quel coraggio di cambiare la propria vita.

6 - Il divoratore - Lorenza Ghinelli
Libro comprato per arrivare alla soglia minima richiesta per avere le spedizioni gratis, mi ha fatto conoscere un mondo nuovo. Un'autrice nuova, di cui ora non manco di leggere ogni sua opera.

7 - Tutto il villaggio lo saprà - Fabio Girelli
Preso in promozione in ebook, mi ispirava il fatto che fosse un libro classico poliziesco ambientato in quella che, all'epoca, era la mia seconda casa: Torino. Sfogliavo le pagine e riconoscevo i posti, i luoghi, le sensazioni che si provano in alcune vie, davanti a certi negozi. Una sensazione che ora, effettivamente, un po' mi manca, ma che so già ritroverò nella prossima avventura del famoso commissario.

8 - Il ciclo di Landover - Terry Brooks
Una delle mie prime saghe fantasy. Spinta nuovamente dal moroso a leggerla, sono stata convinta dalle illustrazioni delle copertine. Ho terminato la lettura dei 5 libri - ora effettivamente dovrei procurarmi il sesto, uscito solo qualche anno fa - in un tempo brevissimo, spinta dalla curiosità di conoscere quali altri problemi avrebbe dovuto affrontare Ben, il protagonista. Perchè poi, diciamocela tutta, chi non vorrebbe comprare un castello incantato sul catalogo del supermercato e ritrovarsi Re di una nazione fantastica?

9 - I Miserabili - Victor Hugo
I classici non mi sono mai piaciuti, l'ho detto anche a voi in più di un'occasione. Ma quando mi è stato proposto di partecipare ad un gruppo di lettura e mettermi così alla prova con un tomo del genere, non ho potuto declinare l'invito. Rimango dell'idea che la scrittura ottocentesca non faccia per me - troppo pomposa, troppo arcaica per i miei gusti - ma esser riuscita a terminare un libro del genere nei limiti di tempo prefissati .. beh, mi rende orgogliosa!

10 - Il nome della rosa - Umberto Eco
Iniziata la lettura ai tempi della scuola, mi ero detta che questo libro era 'na palla. Riletto - o meglio, letto e terminato - un paio di anni fa, di mia spontanea volontà, mi ha fatto capire quanto poco capissi - ed il gioco di parole ci sta tutto - da ragazzina.

Ed i vostri 10 libri importanti quali sono?

giovedì 11 settembre 2014

Là dove fioriscono le magnolie

Altro libro letto grazie alle mie amiche letturine. Certo, a dirla tutta sto' povero libro è stato abbandonato sulla scrivania per quasi un mesetto, ma mica potevo portarmelo in spiaggia e riempirlo di sabbia, no?

Là dove fioriscono le magnolie
Rebecca, giovane adolescente, rimane improvvisamente orfana: sua madre ed il suo compagno muoiono in un incidente stradale. Crede così di ritrovarsi sola al mondo, ma scoprirà ben presto che, a miglia di distanza, vive il suo vero padre insieme a Ben, il fratello di cui ignorava completamente l'esistenza.
Partire, traslocare, abitare con persone che fino al giorno prima pensavi non facessero più parte della tua vita, imparare a conoscere chi è sangue del suo stesso sangue. Becca verrà messa a dura prova, sia dalle novità famigliari sia da terribili scoperte che leggerà in un vecchio diario di sua mamma.

Ora giustamente vi chiederete: ti è piaciuto?
Ni.
Certo, se devo dargli obbligatoriamente un voto vocale dico sicuramente che è un bel libro, probabilmente lo consiglierei anche. Ma ammetto che un po' mi ha deluso.
Nella quarta di copertina, ed un po' ovunque sinceramente, viene messa in chiara evidenza la particolarità di Ben, il fratello ritrovato di Rebecca: è un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Mi aspettavo, indi per cui, che tutto girasse attorno a quello. Solo alle scuole medie ho avuto a che fare con un ragazzo down, e quindi ammetto che sono ignorante in materia: non ho idea di come ci si possa comportare durante il primo incontro, di cosa possa passare per la testa delle persone e di come invece viene spontaneo vivere con loro. Non lo so, e mi aspettavo di scoprirlo leggendo questa storia.

Ed invece no.
Perchè, a mio avviso, la protagonista indiscussa è invece la madre dei ragazzi. Ma non tanto per la scelta - giustificabile o condannabile, non sta a me ora sindacare su questo - di abbandonare un figlio, quanto per la storia del tradimento che sta a monte di tutto questo. E quindi via di piagnistei su ma quanto è bravo mio marito, ma io comunque non lo amo più, ma io comunque gli voglio ancora benema non voglio farlo soffrire, questa è la scelta giusta, e bla bla bla. Ora: certe scuse le ho sentite anche io e non troppo tempo fa, quindi leggere pagine e pagine di dubbi, ripensamenti e fughe non è che sia stata una cosa proprio piacevole. Forse è per questo che non ho apprezzato appieno la storia principale: ero distratta dalle lamentele di lei.

Che poi: a lamentarsi tanto, e a scappare da quello che ha combinato, cosa ci ha guadagnato?

venerdì 5 settembre 2014

La confraternita - volumi 10 e 11

Dopo un bel po' di storie diverse e letture divaganti, mentre ero al mare sotto l'ombrellone mi sono rimessa in contatto con i miei bei vampiri.

L'amore rinato - Rinascita
Thor, il vampiro fino ad ora più sfortunato della storia, quello a cui è morta la moglie in un attentato da parte dei lesser, dopo esser tornato dai Confratelli grazie all'aiuto dell'angelo Lassiter, stenta comunque a tornare alla vita normale. Sarà l'incontro con No'One - ribattezzata poi Autumn - madre di Xhex, a risvegliarlo dall'eterno torpore.
Non sarà sicuramente una storia facile - quando mai lo sono state fino ad ora? - e tra le mega pippe mentali di lui ed i mega dubbi di lei non ne veniamo a casa se non nell'ultimo capitolo.
Intanto la guerra dei Confratelli contro i lesser continua così come i sotterfugi da parte della Banda dei Bastardi.
L'ora dell'amore - Il cerchio degli amanti
Leggendo la trama, e sapendo che questa volta la coppia protagonista sarebbe stata quella formata da Qhuinn e Blay, mi son chiesta perchè ci fosse una donna in copertina. Poi ho capito: potrebbe essere, anzi è, Layla, l'Eletta che rinuncia a tutto pur di avere un figlio. E chi sarà il volontario? Il bravo Qhuinn, che la soddisfa in pieno. Ovviamente Layla ed il vampiro pieno di piercing non si amano, anche perchè lei si è presa una bella cotta per lo sfigurato Xcor e lui è alle prese con suo eterno amico ed innamorato Blay - che nel mentre ha lasciato quel damerino di Saxon.
Compaiono altri personaggi - Sola su tutte - ed altri sembrano quasi sparire - Xhex che fine ha fatto? Le Ombre al servizio di Revhenge otterranno maggiore spazio - anche qua c'è in ballo un matrimonio reale - così come i sempre presenti lesser e Bastardi.

Se del primo libro non ricordo praticamente quasi nulla - con questo ammetto che la storia di Thor e compagni non mi è piaciuta - ho trovato molto più interessante la trama dei due vampiri gay e, soprattutto, della sottotrama: son curiosa di sapere cosa farà ora l'Omega e, soprattutto, come procederà il colpo di stato organizzato dai Bastardi con i loro amici.

Solo una cosa: la scena della richiesta di matrimonio in ginocchio, tutti in smoking, poteva anche evitarla: patetica!

giovedì 4 settembre 2014

The very inspiring blog

Con mia gioia e giubilo, Ali di nuvole mi ha gentilmente insignito di un delizioso premio.
Le regole sono molto semplici:
- ringrazia la persona che ti ha nominato: grazie Maruzza!
- elencare le regole: fatto!
- condividere 7 fatti su di te: continuate a leggere ..
- nominare altri 15 blog: ovviamente farò la sovversiva e non ne citerò così tanti, ma darò carta bianca a chiunque voglia raccontarmi un po' i fattacci suoi
- mostrare il logo del premio e seguire chi ti ha premiato: fatto e fatto!

Ora veniamo a noi. Cos'altro raccontarvi che già non sappiate?
1 - Malgrado sia una mezza nerd (e mezza geek), non ho internet sul cellulare. Viaggio ancora ad sms e telefonate. So che vi ho sconvolto, ma il mio smartphone è talmente datato che impiega circa 30 secondi buoni solo per aprire l'app per telefonare, figuriamoci fargli fare altro! Ma datemi tempo e mi aggiornerò.
2 - Non ho mai tenuto un diario. Il classico caro diario ti scrivo, per intenderci. Magari mettevo appunti sparsi in giro nelle agende, ma niente di serio e continuativo.
3 - Appendo ogni cosa sul retro della porta di camera mia. Dalle foto di amici ai ritagli di giornale interessanti, dai biglietti ricordo di qualche concerto a cartoline ed autografi.
4 - E' raro che tolga la buccia dalla frutta. Ovvio, l'arancio o i fichi d'india piuttosto che le noci le sbuccio, ma per il resto preferisco lavarle bene e mangiarle così come sono.
5 - Se mangio troppo a pranzo ho l'abbiocco automatico. E' sempre così. Infatti durante la settimana mi limito a yogurt e frutta, e mangio qualcosa di più a cena. Quelle rare volte che pranzo, ad esempio, coi capi al bar, al pomeriggio mi si chiudono gli occhi!
6 - Non so nuotare. Forse qualcuno lo sapeva già, ma è così. Non riesco nemmeno a stare a galla, al pensiero di alzare i piedi da terra mi irrigidisco e divento più pesante di una roccia. Però entro ugualmente nell'acqua quasi alta - fino alle ascelle per intenderci - e se ho qualcuno vicino azzardo persino l'utilizzo del tubo-galleggiante.
7 - Non sono un'amante delle rimpatriate di classe. Anzi, proprio per nulla. Sono andata solo una volta, ormai una decina di anni fa, e mi è bastata. Se non li ho più cercati dopo la maturità ci sarà stato un motivo, no?

Ora tocca a voi, dai che son curiosa!

sabato 30 agosto 2014

Musicappalla

Era un po' che non ascoltavo qualcosa di questo gruppo, e coincidenza vuole che sabato sera, al concerto di un amico, mi siano tornati nuovamente nelle orecchie.


... di tutto l'odio che ho da dire,
nascondessi le parole, e ne facessi una canzone .. 
per me, che ho perso te.
Se un giorno mai (Negramaro)

Lu salentu

In teoria i miei programmi estivi erano ben diversi da come poi, effettivamente, si sono svolti.
L'idea iniziale era di andare in solitaria da qualche parte, per proseguire con la linea del riparto da me. Poi si erano fatte avanti altre ipotesi di gite varie in posti estramamente diversi tra loro. Infine, tutto è andato come ha voluto il destino.

Perchè il destino, anche questa volta, ci ha messo lo zampino.
Una 15ina di anni fa, nel pieno della mia adolescenza, frequentavo un gruppo di ragazzi/e e avevo un'amica con cui ho fatto diverse mattane. Poi la vita, gli impegni, gli amori, il lavoro, ci hanno portato su strade diverse e per una decina d'anni o poco più non ci siamo più viste. Rimanevano ogni tanto gli sms di auguri, al compleanno, a Natale, per Pasqua, ma nulla di più.
L'anno scorso ci siamo reincontrate e, tra un aperitivo e l'altro, eccoci qua, insieme. Se n'è uscita quest'anno con un ho una proposta da farti per il mare ed io non ho potuto non accettare.

Ed ecco quindi le mie vacanze salentine!

Partiti nel cuore della notte di un piovviginoso lunedì bergamasco, siamo arrivati in salento nella giornata che, per loro, era la più calda dell'estate: il termometro in auto segnava 42°.
Grazie al cielo i giorni successivi non hanno raggiunto tale calore: le temperature oscillavano attorno ai 30° ed il venticello rendeva tutto più sopportabile. Il primo gruppo era formato da 4 baldanti giovani: io, la mia compagna di avventure ed i suoi amici, il musicista ed il sub. Successivamente ci hanno raggiunto altri 2 ragazzi, il corridore ed il matto.

Una bella compagnia, non c'è che dire!

I giorni sono passati senza nemmeno che ce ne accorgessimo, tra spiagge di diversa tipologia - c'è vasta scelta tra scogli, sabbia bianca morbida stile Maldive o sabbia dura e più granulosa -, giri culturali tra le cittadine dei d'intorni - Corigliano d'Otranto ed Otranto stessa - e, soprattutto, aperitivi e grigliate: ormai al barettino sulla spiaggia eravamo di casa, la cameriera quando ci vedeva arrivare era tutta bella sorridente perchè sapeva che con noi si faceva cassa!
E vogliamo parlare della fauna locale? Io e la mia socia in affari non perdavamo occasione per, in modo molto discreto, osservare i tanti kitesurfisti che giravano lì attorno, o per rifarci gli occhi con qualche abituè del bar.

Ma la vacanza è giunta, ahimè, al termine.
Ripartiti sotto il sole cocente di un venerdì, con tappa obbligatoria in quel di Riccione per cenare con una strabordante piadina - e qua ho scoperto che la piada non si mangia al bar come da noi, bensì al ristorante! - eccoci rientrare in una uggiosa Bergamo. Non vi dico lo shock del mattino seguente quando abbiamo alzato le tapparelle: diluviava! E chi li aveva un paio di scarpe chiuse in valigia? Non ricordavo nemmeno come fosse fatto un ombrello ..

Qual'era il mio obiettivo di quest'estate?
Rilassarmi e ricaricare le mie pile?
Operazione riuscita in pieno!