giovedì 19 dicembre 2013

GDL - settimana numero 7

L'aver avuto un buco un pomeriggio, e averlo sfruttato leggendo il libro di Victor invece di farmi beatamente i cavoli miei, vi può far capire quanto sia entrata nel tunnel.


Però qualcuno mi deve spiegare perchè, ogni volta che Hugo ci deve presentare un nuovo personaggio, si perde in descrizioni che non fanno altro che 1 - aumentare l'ansia di chi legge che non vede l'ora che certe cose finiscano e 2 - far preoccupare il lettore ogni volta che vede il titolo in grassetto nel capitolo e quindi immagina già cosa lo aspetti.
Ovvero: se mi devi raccontare la vita di questo povero Marius - e scusatemi se ogni volta che ne leggo il nome il mio primo pensiero non va al ragazzino lentigginoso che lo interpreta nel film bensì al vampiro ottuagenario della Rice - mi dici perchè impieghi quasi un centinaio di pagine a descrivermi la fanciullezza a Parigi? Credi che non sappia come vivevano i bambini a quell'epoca? O meglio, credi che i tuoi lettori originari non sapessero come vivevano i bambini abbandonati ed impoveriti in quel periodo?

Detto questo, parliamo di Marius.
Il ragazzino sfig .. ehm, sfortunato, che viene abbandonato dal padre nella casa del nonno. Peccato che quest'ultimo non lo degni di uno sguardo, non lo abbracci, non lo baci, non gli dedichi nessuna manifestazione di affetto - e poi si lamentano se certi uomini crescono freddi e cinici!
Marius cresce convinto di odiare il padre finchè, guarda caso, in punto di morte questo non lo richiami al suo capezzale per raccontargli la verità. Ma può una storia di Victor Hugo avere un lieto fine?
Macchè! Il povero ragazzino arriva che il vecchio è già bello che stecchito!
Ma da ora in avanti la sua vita cambierà, si ritroverà catapultato a Parigi insieme ad altri ragazzi pseudo-studenti e pseudo-politici e dovrà investigare sulla vita del padre durante la sua permanenza nell'armata di Napoleone.

E ricordate vero chi è anche che ne faceva parte?
Come no?
Ma il nostro caro oste Thénardier, che nel frattempo è pure fallito.
Oh, ma uno non dico fortunato ma almeno normale in questa storia no?

Vabbè, finiamo la settimana col mio commento musicale che è meglio:

Crescerò e sarò un po' più uomo
ancora un altra guerra mi cullerà.
Crescerò e combatterò questa paura
che ora mi libera!
- Bambini (Paola Turci)

2 appunti di viaggio:

MagicamenteMe ha detto...

ma soprattutto... nell'economia della storia che c'entra la servetta e i suoi due figli?

Federica ha detto...

io quando si perde a parlare per mille pagine lo odio!