mercoledì 13 novembre 2013

Hannibal - stagione 1

Faccio una premessa, anzi due:
1 - come ben sapete amo, adoro, le storie intrise di sangue, ma non solo nel senso stretto del termine: anche le storie un po' macabre e ripugnanti - dove magari non si vede nulla ma l'immaginazione sopperisce a tutte queste non-visioni
2 - come alcuni di voi sapranno, adoro i cibi strani, dove strani è sinonimo di frattaglie: fegato, rognoni, cuore, polmoni, trippa (soprattutto!).
So che vi starete chiedendo cosa diamine centrino le 2 premesse sopra citate tra loro, ma visto il telefilm che ho appena finito di guardare, forse forse ci potreste arrivare da soli.

Hannibal
Basata sui romanzi di Thomas Harris, da cui hanno tratto anche i ben più noti film della saga, è la storia dello psichiatra Hannibal Lecter, della sua collaborazione con l'FBI - e più precisamente con il profiler Will Graham - e della sua passione segreta per il cannibalismo.
Hannbal e Will indagano, insieme ad alcuni detective e medici legali, per scovare i serial killer più disparati, i più efferati, i più peccaminosi che possano esserci in circolazione, facendosi consigliare dall'enorme intelligenza di Hannibal e dalla capacità di Will di immedesimarsi nell'assassino.
Peccato che questi aiuti porteranno, soprattutto Will, sull'orlo del baratro della pazzia. Si arriverà così ad un bivio: chi è il vero serial killer tra tutti i presenti? Chi è che ha ucciso, smembrato e mangiato alcune ragazze e, contemporaneamente, ha disseminato alcuni organi umani in giro per Baltimora?

Ammetto di esser rimasta completamente affascinata dal personaggio di Hannibal.
Tanto l'ho amato nel famoso film tanto l'ho adorato in questi episodi. Per la sua freddezza, la sua capacità di distaccarsi completamente dalle emozioni altrui e, soprattutto, dalle proprie, per il suo innato spirito dell'umorismo (ammettiamolo: chi altro organizzerebbe mega cene e mega banchetti sorridendo ogni volta che un commensale dice mmm che buono?).
Non ho invece capito fino in fondo il personaggio di Will, troppo, veramente troppo, al limite della sanità mentale. Capace di fondersi con gli assassini e di vedere, tramite delle visioni, ciò che hanno fatto, arriva ad un punto che non riesce più ad uscire da queste visioni. Peccato che ogni tanto abbia avuto degli sprazzi di lucidità che mi hanno spiazzato, chiedendomi poi se era veramente lucido o cosa.

Ma volete sapere qual'è la cosa più bella che mi ha lasciato questo telefilm? Le ricette!
Perchè dai, superando il blocco psicologico che ci fa voltare la faccia ogni volta che Hannibal cucina un pezzo di corpo umano, chi non si segnerebbe su qualche post-it gli ingredienti per fare il cuore ripieno con pancetta e patate? O i polmoni alla piastra serviti con un'insalata di melanzane? Per non parlare del prosciutto crudo affumicato con i fichi caldi e la gelatina di sangue servita con l'arrosto.

Io intanto ho preso nota - e guarda caso mia mamma, appena saputo ciò, la sera dopo a cena mi ha servito fegato alla veneta (con le cipolle) .. e poi vi chiedete ancora da chi ho preso?

2 appunti di viaggio:

Chiarella ha detto...

A me sono piaciuti molto anche i libri di Harris su Hannibal.
E la serie mi è piaciuta moltissimo.
Lui è perfetto.

Però, al contrario di te, non amo per niente tutto ciò che è frattaglia.

❤ Bida ❤ ha detto...

ADORO LE FRATTAGLIE!!!
preferisco però che NON siano umane...che ne dici??