mercoledì 23 ottobre 2013

Justice - Nel nome della legge

Non sono mai stata una grandissima fan dei serial ambientati nel mondo degli avvocati, o meglio: non ho mai amato troppo i telefilm improntati esclusivamente sulle udienze in tribunale. Li preferisco quando è presente anche la polizia che indaga, la scientifica con gli esami etc.
Ma ammetto anche che ha cominciato ad attirarmi l'attore Kerr Smith, e quindi sono andata alla ricerca di altre sue comparsate.

Justice - Nel nome della legge
E' un serial - ahimè - dove tutto ruota attorno ai 4 avvocati che vedete nella locandina. Tutti gli episodi sono girati nello stesso modo:
1 - si intravede l'omicidio, il delitto, la morte di qualcuno
2 - il sospetto chiama o viene avvicinato da uno di questi avvocati
3 - si comincia ad indagare, scoprendo così tutti i retroscena che ci sono possono essere in uno studio legale di grande fama a Los Angeles, dove sono i quattrini a smuovere le coscienze
4 - si dibatte il caso in aula, con la giuria che deve essere convinta, il giudice che dovrebbe rimanere imparziale e il procuratore che accusa
5 - dopo il classico colpevole o non colpevole la puntata termina con la messa in onda di come si è svolto veramente il fatto, confermandoci quindi le tesi degli avvocati o mostrandoci come anche loro possano sbagliare clamorosamente

Ora: ci sono telefilm inutili che vengono mandati avanti per stagioni intere, altri serial che magari invece tirano avanti campando esclusivamente su uno o due personaggi, altri ancora che sopravvivono non si sa bene come .. e questo me lo troncano non concludendo neppure la prima stagione?
Ma dov'è finita la tanto acclamata democrazia americana?

A parte gli scherzi, per me è stato un ottimo prodotto.
C'è il giovane avvocato che accetta i casi anche meno proficui solo perchè spinto ancora dalla vera vocazione. C'è l'ex procuratore che fino a qualche anno prima mandava dietro le sbarre i cattivi, fregandosene se colpevoli od innocenti, ed ora sopisce i suoi sensi di colpa difendendo tutti a spada tratta. C'è il socio principale dello studio, capace di attirare l'attenzione dei media sui casi più interessanti solo per farsi pubblicità - e guadagnare clienti e soldi. E c'è la giovane avvocatessa spregiudicata, capace di piccoli sotterfugi non sempre del tutto legali pur di trovare delle prove a loro favore.

Peccato per come sia stato interrotto, forse mancava un po' di background ai protagonisti, ma non era veramente studiato male.

Come dico sempre, se hai l'avvocato giusto il nostro è il miglior sistema legale del mondo.
- Avvocato Trott

2 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

ma lui non è anche il costruttore del Titanic?

Katiu R. ha detto...

@Fede, se per "lui" intendi Victor Garber (che nella locandina è il 3° da sinistra) si, era proprio lui!