giovedì 24 ottobre 2013

Considerazioni impegnate

Avvocato Tuller: La polizia ha preso un centinaio di libri: in gran parte parlavano di veri omicidi e serial killer.
Colin: Sì, ma mi piacciono anche i romanzi .. sa, Stephen King, il fantasy .. comunque quello che leggo che importanza ha?
Avvocato Tuller: Il procuratore sosterrà che da quello che leggi, da quello che guardi, emerge un quadro di quello che sei. Ti piace la musica dark, l'heavy metal, il gothic rock .. il procuratore dirà che la tua collezione di cd è la colonna sonora di un assassino. I tuoi abiti neri, le tue magliette con le scritte provocatorie, ti fanno sembrare torvo e pericolosamente asociale. Dirà che sei ossessionato dalla morte e dalla violenza: tutto questo rientra nel profilo di un killer.

Quello citato qua sopra è uno stralcio di un dialogo del telefilm Justice, recensito giusto ieri. E, lo ammetto, quando l'ho sentito in presa diretta dentro mi ha smosso qualcosa.
Ora, non voglio certamente fare la parte dell'emo vittima di bullismo, nè tantomeno passare per l'asociale di turno o per una che chissà quali idee ha in testa.
Ma proprio le idee che ho in testa, quello che faccio o che ho fatto in passato, che ho letto e che leggo, che ascolto e che ascoltavo, per non parlare di come mi vestivo e di come mi vesto, sono proprio descritte in quelle poche righe.
E tutto ciò mi ha portato alla mente una sola parola: pregiudizio.

Il pregiudizio - qua visto come diversità - non è solo quella dei bianchi verso i neri, dei ricchi verso i poveri, dei simpatici verso gli antipatici, dei biondi verso i mori, dei belli verso i brutti o dei sani verso i malati.
Il pregiudizio - qua visto come razzismo - non è solo ciò che spinge il bulletto a sfottere la ragazzina, non è solo il trio di bimbeminkia che spintona la secchiona occhialuta, non è solo il clan di fighette che insulta la bambina sovrappeso.
Il pregiudizio è anche catalogare qualcuno in base a quello che gli piace, additarlo per una cosa che, in teoria, dovrebbe essere non così importante alla vista degli altri.

Perchè me la sono presa così a cuore? - so che ve lo state chiedendo, ammettetelo!

Perchè mi sono rivista 17enne in piedi, in classe, durante la prima interrogazione di storia dell'anno .. il terzo anno, quello in cui si passa dagli studi di base alle materie specifiche del corso. A quell'epoca portavo i capelli rasati, vestivo di nero, indossavo solo camice maschili a quadretti, i miei gioielli erano croci e stelle, ascoltavo heavy metal e rock ed ero asociale, terribilmente asociale.
Mi sono rivista in piedi, mentre cercavo di non piangere, dopo che il professore di italiano mi aveva accusata di essere una poco di buono - o meglio: la figlia di una poco di buono - solo perchè ero tatuata. Uno schifosissimo tatuaggio che si intravedeva dalla manica faceva di me chissà che cosa, o meglio: faceva di me una persona, ai suoi occhi, che non sarebbe mai stata all'altezza dei suoi compagni, quei compagni vestiti bene, tutti belli pettinati e senza musiche strane nelle orecchie.
Mi sono rivista in piedi, giudicata come carne al macello, solo perchè non rientravo nei suoi canoni.

Ma quali sono i canoni da seguire?
O meglio, perchè le persone, la maggior parte delle persone, si crede in diritto di giudicare in base a dei canoni?
Non si è tutti figli dello stesso cielo, non respiriamo tutti la stessa aria e non camminiamo tutti sulla stessa terra?
Sono dell'idea che ognuno sia libero di fare ciò che vuole senza per questo sentirsi un diverso. Che sia libero di poter ascoltare heavy metal senza sentirsi inferiore ad un conservatorista, di leggere libri horror senza sentirsi un omicida, di vestirsi di nero coi teschi o coi tatuaggi di stampo massone scolpiti sulla pelle senza sentirsi un emarginato.

Lo so, in questo post sono stata polemica, troppo schietta, troppo diretta, ho lasciato parlare i ricordi e la pancia, senza pensare.
Ma questi sono i miei canoni, la mia vita. E nessuno potrà farmi sentire diversa.

PS per chi si chiedesse com'è andata a finire con quel professore .. beh, l'ho mandato a fan***o. E' vero, alla fine dell'anno mi ha bocciata, ma la soddisfazione di quel momento non potete nemmeno immaginare quanto sia stata grande!

6 appunti di viaggio:

Mirtilla ha detto...

Spero che la polizia non veda mai cosa ho nel pc o nell'iPod o nella libreria. Mi metterebbero in prigione senza processo. O_o;

Federica ha detto...

ti capisco e concordo pienamente con te!

Quello che leggiamo, guardiamo, mangiamo ecc caratterizza le nostre passioni ma non noi stessi.
Non sopporto chi vivrebbe solo di tv e parla solo di quello, ma tanto meno chi si crede superiore solo perché non sa cosa sia un tronista.

w la varietà!

nuvolette ha detto...

sottoscrivo ogni parola. E aggiungo che non sei "diversa", da quel po' che ti conosco, direi che sei "speciale"! :-*

MagicamenteMe ha detto...

purtroppo è una cosa così diffusa. mi danno un fastidio quei "benpensanti" che ti classificano per quello che leggi per come ti vesti ecc ecc
una cosa può piacermi o non piacermi, ma non è che mi metto a dare giudizi.
qualche anno fa un giornale pubblicò dei libri di generi diversi e ogni settimana presentavano un genere con un articolo di mannheimer il sociologo in cui si faceva l'identikit del lettore del genere. Non ti dico cosa è uscito su chi legge fantasy ;)

Strawberry ha detto...

Non ti ho trovato polemica ma semplicemente hai detto ciò che credo condividiamo tutti o dovremmo condividere... nessuno di noi è uguale all'altro, ognuno di noi ha passioni, gusti, fisime tutte sue e non è detto che un tatuaggio o un brano heavy metal piuttosto che un brano pop e un paio di ballerine possano raccontare chi siamo davvero...

Princesse P ha detto...

come ti capisco...più o meno stessi trascorsi, con la prof di matematica e non di lettere ma i medesimi esiti, per questi scontri.
Dico ugualmente grazie al tatoo, al piercing al naso e al pregiudizio perché ogni schiaffo preso ha modellato la persona che sono... e non sono una serial killer!