mercoledì 28 agosto 2013

Il commissario Castelli

A volte, nella vita, si fanno degli incontri strani, talmente strani, che non si capisce bene da dove possano essere spuntati.
E' il caso del mio incontro con l'autore Fabio Girelli. Cosa mi ha portato fino a lui? La mia ricerca di libri gialli ambientati nella città magica italiana per eccellenza: Torino (vedi anche post precedente).

Tutto il villaggio lo saprà.
Una tipica trama poliziesca che si snoda tra le vie del centro di Torino. Tutto parte dal museo egizio, dove all'interno di un sarcofago una mummia viene scambiata con un fantoccio. Le indagini portano inizialmente alla solita storia di sette sataniche e riti macabri. Peccato che nei giorni successivi all'accaduto sia prevista la visita del Papa per l'ostensione della Sindone. Peccato che il direttore del museo sia appena rimasto vedovo. Peccato che sempre il direttore del museo sia un patito di esoterismo. Ma, soprattutto, peccato che il commissario Castelli sia talmente pignolo da porsi domande che altri ignorerebbero.

Marmellata di rose.
Questa volta il commissario Castelli si ritroverà ad indagare su un torturatore, o almeno è così che la stampa ha ribattezzato il serial killer che vaga tra le strade torinesi. Ma un particolare inquietante collega le vittime: tutte, prima di morire, sono state torturate fino allo stremo. E allora bisogna cercare .. chi? Un amante degli horror? Un ex-militare? Un appassionato di bondage? Le indagini porteranno Castelli davanti a molti bivi, più o meno torbidi. Ma alla fine saranno le parole di un vecchio ad aiutarlo a risolvere il caso.

La prima cosa che ho pensato al termine della lettura del secondo libro è stata quand'è che esce il prossimo? Perchè, lo ammetto, entrambi i casi del commissario Castelli sono fatti talmente bene - narrati correttamente e con la giusta dose di suspense - che mentalmente li ho paragonati ad episodi di un serial televisivo, dove il telespettatore - in questo caso lettore - attende con ansia l'arrivo dell'episodio successivo. E poi il commissario Castelli, insieme a tutti i personaggi secondari che gli fanno da contorno, sono caratterizzati talmente bene che in più occasioni mi è sembrato di trovarmi davanti uno dei tanti torinesi che frequento io, con il loro modo di fare riservato, solitario e quasi misterioso.

Come accennavo all'inizio, l'incontro con questo autore è stato casuale.
Il primo libro l'ho comprato utilizzando un buono che mi era stato donato a Natale da una coppia di amici, e l'avevo scovato proprio grazie alla mia strana ricerca trama-città. Poi, coincidenza vuole - o mettiamola così, la privacy di internet a volte non è così serrata come uno può pensare - l'autore mi ha contattato su faccialibro. Uno scambio di battute, una richiesta di come sono arrivata al suo lavoro, un complimento qua .. et voilà, ecco in diretta il suo secondo manoscritto.

Ora mi tocca solo chiedere: Fabio, quando uscirà il terzo?

3 appunti di viaggio:

Silvia ha detto...

Io faccio sempre fatica a trovare degli autori italiani contemporanei che mi piacciano. Ora per esempio sto leggendo "I sotterranei della cattedrale" di Marcello Simoni, ma non è che mi piaccia tanto.

Katiu R. ha detto...

Io con gli autori italiani ho un rapporto di amore-odio: quelli più famosi son sicura che non mi piacciono, mentre quelli meno noti fino ad ora mi han sempre riservato delle sorprese!

Giusy ha detto...

Mi hai fatto venire voglia di fare acquisti!!!