giovedì 1 agosto 2013

Ambra - I sospiri dei mezzosangue

Terzo libro letto per La mela avvelenata.
Questa volta si torna al mio primo amore: i vampiri.

Ambra - I sospiri dei mezzosangue.
Siamo in Italia, nella zona tra Parma e La Spezia, in un futuro post-apocalittico di un anno ben lontano da noi. Il mondo è un po' diverso da come lo conosciamo ora: i vampiri sono tra noi, vivono tra noi e proliferano tra noi. Nascono famiglie e si mettono al mondo figli. Alcuni di questi sono completamente vampiri, altri mezzosangue e, in rare occasioni, completamente umani. Ambra appartiene all'ultima categoria: ha un padre mezzosangue ed una madre e 3 fratelli vampiri. Peccato che lei non sappia cosa ci sia fuori di casa nè tantomeno cosa sia successo nel passato. Finchè un giorno, a scuola, incontrerà David, un mezzosangue, che le farà battere il cuore.
Si ritroverà così a lottare contro i vampiri cattivi, gli Scarn, che vogliono rendere schiavi tutti i loro simili ed uccidere tutti gli umani. A capo del manipolo di ribelli Van, il succhiasangue che diede inizio, secoli primi, all'apocalisse e al quasi sterminio degli umani.
Riuscirà Ambra a salvare la sua famiglia, i suoi amici ed il mondo intero dalla stessa razza che l'ha generata?

Ora.
Io sono sì un'amante dei vampiri, e solitamente i libri di questo genere li inizio e finisco quasi nello stesso giorno. Ma ammetto che questo ho fatto fatica a terminarlo.
La trama di fondo c'è, per carità. E' anche originale l'idea di un mondo post-guerra mondiale in cui i vampiri non vengono visti solo come esseri assetati di sangue, ma un po' come degli emarginati che, per un motivo o per l'altro, hanno sempre qualcuno di più forte di loro vicino. E ci sta' anche la lotta interna alla stessa razza, con chi vuole umanizzarsi e chi invece vede in noi umani solo cibo-che-cammina.
Peccato che l'inizio sia un po' traballante: raccontato in prima persona dalla protagonista, secondo me si perde un po' troppo nel raccontare minuziosamente cosa fa senza lasciare spazio ai pensieri altrui. Anche i momenti di azione partono tutti con la marcia ingranata, ma poi faticano a decollare e rimangono un po' .. sospesi.

Insomma, non mi ha convinto granchè, ho trovato la narrazione tutta un po' troppo meccanica, quasi fredda.
Per sicurezza sono andata anche a ricercare altre recensioni in internet e, con mia sorpresa, le ho trovate tutte più che positive. A questo punto mi chiedo: vuoi vedere che a me è sfuggito qualcosa? Vuoi vedere che in realtà sono io a non aver capito qualche cosa?
Ho deciso quindi che darò sicuramente una seconda chance all'autrice, e che nel suo prossimo lavoro presterò maggiore attenzione.

2 appunti di viaggio:

Silvia ha detto...

Io che sono di Parma mi sento profondamente toccata da questo libro. Essendo come dici tu ambientato in un futuro post apocalittico, io potrei in teoria essere un'ava della protagonista. Vuoi vedere che i vampiri sono già intorno a noi e non me ne sono accorta???

Katiu R. ha detto...

@Silvia
Infatti quando ho letto Parma mi sei venuta subito in mente tu, e quando ho letto del Castello di Sarzana ho pensato subito ad un amico del moroso che abita da quelle parti.. vuoi vedere che siete, alla lontana, imparentati con la protagonista? :-)