domenica 28 luglio 2013

Lucy

Allora, prima di tutto un aggiornamento: a partire da questa lettura collaboro ufficialmente con la casa editrice La mela avvelenata. Avevo avuto modo di incontrarla durante il Cartomics a Milano, l'avevo anche intravista ad un'altra fiera fantasy e ora .. eccoci qua. Io leggo, recensisco e via!

Lucy.
Lucilla è una 16enne diversa dalle sue compagne di scuola: taciturna, arrabbiata col mondo intero, mai sorridente o allegra, timida fino alle ossa. L'unica che le si può avvicinare è Laura, una compagna di classe, ma nemmeno lei riesce a scalfire la corazza che Lucy si è cucita addosso.
L'unico che la comprende al momento è Brutus, un cane abbandonato e ferito di cui lei si prende cura, in un casolare abbandonato non lontano da scuola.
Lucy vive con Camilla, la mamma, e Roberto, il patrigno. Nemmeno con la madre Lucy riesce a lasciarsi andare, non riesce a confidarle i suoi problemi, si tiene tutto dentro .. perchè si sente inadeguata, sporca.
Ma un giorno nella sua vita arriverà Nicola, un compagno un po' più grande di lei che le darà la forza di ribellarsi. La forza di alzare lo sguardo e vendicarsi per ciò che il patrigno le ha fatto subire in quei lunghi 10 anni.

La storia narrata è un pugno allo stomaco.
Perchè, purtroppo, di fatti del genere ne è pieno il mondo, ed ogni giorno se ascoltiamo la radio o guardiamo un telegiornale vediamo immagini di uomini violenti e donne - ragazzine, madri, sorelle, mogli, fidanzate - sottomesse. Donne a cui non tolgono solo la verginità, donne a cui non minano solamente il fisico. Ma donne a cui violentano il proprio Io, il proprio essere, la propria anima.
Ecco perchè è un pugno allo stomaco. Perchè ad ogni pagina girata la voglia di farsi giustizia cresce, ad ogni pagina letta la rabbia per il fatto che certe cose - oggi come ieri - continuano ad accadere è troppo forte.

Lo stile di narrazione è semplice, non elaborato, corretto per l'età della protagonista.
A tratti può sembrare perfin freddo, distaccato, al di fuori del contesto. Ma è un po' come quando noi - io - leggiamo o sentiamo storie del genere: si pensa che non possano mai capitare vicino a noi, ed invece possono benissime succedere nell'appartamento vicino, o nel palazzo di fronte.

Forse, e sottolineo la parola forse, avrei allungato un pelino di più la storia: 135 pagine per affrontare un discorso del genere mi sembrano un po' pochine. Mi sarebbe piaciuto leggere anche le considerazioni del patrigno - se mai di considerazioni un uomo del genere possa averne.

Comunque un ottimo lavoro, di sicuro in futuro leggerò altro di questa autrice.
Consigliato vivamente a chi non vive di solo fantasy e si appassiona alla vita reale!

3 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

che bella questa nuova esperienza!

❤ Bida ❤ ha detto...

Bellissima occasione!
Comunque...definire UOMO il patrigno mi sembra un complimento...
non lo definirei nemmeno ANIMALE, perché gli animali sono moooolto meglio...
per me esseri simili, sono solo...ESSERI...
che non meritano nulla da nessuno!
scusa lo sfogo...

Complimenti per questa collaborazione!
appena trovo sto libro, me lo prederò..

Silvia ha detto...

In bocca al lupo per la nuova collaborazione!
A me un libro del genere farebbe venire un nervoso che non ti dico, come quando guardo "Amore criminale", su Rai tre: mi viene uno schifo verso il genere maschile...