lunedì 3 settembre 2012

Il signore della magia

Primo capitolo della trilogia di Riftwar, preso in prestito dalla libreria del moroso, finito in un tempo troppo lungo rispetto ai miei canoni - ma tra trasloco e svuotamento della casa vecchia il tempo libero è assai poco.

La trama è molto semplice: in un'ambientazione fantasy-medievale, un Regno viene invaso da alcune truppe di alieni - che niente hanno a che fare con E.T. ma che sembrano in tutto e per tutto dei vassalli e dei cavalieri canonici. Pug e Tomas, due ragazzini in procinto di effettuare la Scelta, ovvero di decidere del loro futuro, si ritroveranno loro malgrado in mezzo ad una guerra epocale. Mentre il primo diventerà un mago Eccelso del mondo alieno, ed il secondo otterrà l'armatura dei Valheru, alcune decisioni andranno prese, per salvaguardare i propri amici e riportare la pace su entrambi i mondi.

All'inizio il libro è un insieme di cose già viste: i draghi colorati del mondo di Warcraft, i Cavalieri dei draghi della Troisi, i nani e loro miniere di Tolkien, il mondo medievale ricco di intrighi della saga di Martin. Ma, d'altronde, questo è un libro scritto alla fine degli anni '80, e quindi è anche probabile che molte delle saghe moderne si siano ad esso ispirato, essendo considerata una trilogia degna di nota.

Giudizio finale? La storia è carina, ma molto semplice e in alcuni tratti addirittura affrettata, come se raccontare qualche retroscena o qualche episodio in più fosse solo una perdita di tempo.

E' saggio sapere cosa si desidera e ancora più saggio sapere quando lo si è ottenuto.
E ancora più saggio è sapere cosa sia impossibile a ottenersi, perchè lottare per averlo è pura follia.
(Dolgan il nano e Rhuagh il drago di bronzo)

Ci sono molti modi di amare qualcuno.
A volte siamo tanto desiderosi di amore che non badiamo troppo per il sottile a chi sia l'oggetto del nostro amore, mentre in altri casi facciamo dell'amore una visione così pura e nobile che nessun povero umano può sostenerla. In genere, comunque, amare è un riconoscersi a vicenda, un'opportunità di vedere nell'altro qualcosa da apprezzare .. e questo non richiede neppure il matrimonio o l'amore fisico. 
(Laurie)

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