martedì 11 settembre 2012

Brucia la città

L'ho comprato per tre semplici motivi: era in offerta al supermercato, ero rimasta - nuovamente - senza niente da leggere, e si svolge a Torino (d'altronde ho già anche altri libri ambientati in città dell'autore torinese).

Letto in meno di una settimana.
Il che vuol dire che o era bellissimo e ho divorato completamente le pagine rapita dalla storia, o era una schifezza e pur di finirlo ho accelerato i tempi.
Secondo voi? La risposta, ovviamente, è la seconda.

La storia narra le vicissitudini di alcuni dj torinesi, tali Boh, Iaio e Zombi, e delle loro ragazze Serenella e Allegra.
Attorno a loro gira un mondo fatto di musica, di locali notturni, di ragazze facili, di droga, di fumo, di luci psichedeliche e di soldi a bizzeffe.
Ma sotto la luce dei lampioni c'è anche un mondo fatto di solitudine, di abusi, di abbandono, di violenza.
Tanto che ad un certo punto Allegra sparisce. E la preoccupazione di Iaio secondo voi sarà di ritrovare Allegra o di prepararsi una buona pista pre-concerto?

Il ritmo è incalzante, ma almeno sapere che fino ha fatto Allegra sarebbe stata una buona cosa.
Anche perchè nel primo capitolo sembra di intuire che il problema principale sia proprio la sua sparizione .. effettuata talmente bene che anche l'autore l'ha dimenticata per strada.

3 appunti di viaggio:

Maurizio ha detto...

ora puoi bruciare il libro

Federica ha detto...

serenella e allegra come coppia di nomi già non fanno pensare al meglio :)

Strawberry ha detto...

Ma dici dovremmo contattare la redazione di Chi l'ha visto? Questi libri sono sempre uno spreco di carta...