domenica 24 giugno 2012

All Cops Are Bastards

Ho sempre amato questo genere di film, quelli classici drammatici italiani che raccontano storie legate al mondo militare/poliziesco visto dagli occhi di qualche interno.

Questo è un pugno dritto allo stomaco.
E' la storia di un gruppo di celerini, con le loro vite pseudo normali fuori e le loro vite legate alla divisa dentro.
Perchè non ci sono poliziotti buoni o poliziotti cattivi.
Ci sono semplicemente poliziotti che decidono di seguire alla lettera i comandi che vengono loro dati - siano essi comandi giusti o comandi sbagliati, siano essi comandi dettati dall'intellegenza o dettati da idee politiche di comodo - e poliziotti che credono di essere in grado di sostituirsi a tali comandamenti, e che possono tranquillamente essere loro stessi la legge.
E poi ci sono gli altri, i poliziotti che vivono sulla linea di confine. Coloro che hanno degli ideali non ancora definiti, coloro che seguono la massa ma poi si tirano indietro. Coloro che stanno col più forte ma poi ne hanno paura. Coloro che, in un momento di lealtà alla patria - o alla divisa che indossano - decidono che quel confine non si deve superare. E allora denunciano.

Questo film permette di farsi un'idea.
Di capire che i poliziotti buoni, quelli che credono fermamente nella giustizia, nella divisa che indossano, nell'arma e nel giuramento che hanno fatto, e che questi siano l'unica cosa da seguire. Che se gli viene dato l'ordine di piantonare uno stadio, di bloccare un corteo, di arrestare un presunto omicida, lo fanno. Non si chiedono nè come nè perchè, ma lo fanno, perchè è l'arma che glielo chiede.
Di capire i poliziotti cattivi, quelli che credono che la giustizia, la divisa che indossano, l'arma ed il giuramento che hanno fatto, non siano abbastanza. Che c'è troppa politica dietro questo mondo, che se un comando arriva c'è da chiedersi per chi è il favore, che se non ti mandano ad arrestare qualcuno è perchè qualcun'altro lo ha chiesto. E che allora la giustizia non è uguale per tutti, ma è uguale solo se te la puoi permettere.
Di capire i poliziotti di confine, che vorrebbero ma non possono. Che si lancerebbero, ma hanno paura. Che subiscono le cantilene nemiche ma che nel buio delle loro stanza vorrebbero prendere un manganello e farli fuori. Che si trattengono quando un manifestante sputa loro addosso, ma lo fanno con la mano ferma sulla pistola. E che, a volte, vorrebbero che questa non fosse a salve.


Fin da bambina io ho sognato di essere una di loro.
Poi però mi sono trovata ad un bivio, e mi sono ritrovata ad essere di confine.
E per le idee che ho ora, è stato un bene.

2 appunti di viaggio:

Donna con Fuso ha detto...

io lo voglio vedere questo film
ma mi sa che devo aspettare di tornare :(
un saluto da NYC

nuvolette ha detto...

lo voglio vedere!!!