giovedì 24 maggio 2012

Bryan di Boscoquieto - vol. 1

Nella terra dei Mezzidemoni è il sottotitolo del libro.
Il problema è che mica l'ho capito io chi fossero i mezzidemoni nella storia. O meglio: non ho capito proprio un fico secco di tutta la storia.

Ma partiamo dall'inizio: il libro mi è stato gentilmente regalato - o rifilato? - dal moroso, che dopo averlo letto era indeciso se gettarlo nel cestino o donarlo a qualcuno (e questa cosa mi doveva già dire che non avevo fatto un buon affare!).

Premettendo che questo è il primo capitolo di una trilogia scritta da un quattordicenne, e che forse hanno anche voluto risparmiare sull'editor finale e che quindi l'italiano in cui è scritto non è proprio letterale, posso aggiungere che - almeno fino a metà - la storia poteva anche avere un senso. Certo, magari andava rivista e ricorretta, ma un minimo di logica l'aveva. Peccato che poi si sia persa per strada e che non vengano spiegati avvenimenti, personaggi o correlazioni tra di essi.

Bryan, dopo gli esami di terza media, decide di passare qualche giorno di vacanza a casa dei nonni a Boscoquieto, un tranquillo paesino di montagna, insieme al suo amico Gionata.
Tra un giro in bicicletta ed un gelato, tra un pomeriggio sul dondolo e la conoscenza dell'unica ragazza del luogo, Marta, i giorni sembrano scorrere tranquilli.
Peccato che in quel paese, quasi sei secoli fa, ci fu una strage. E che Elias, l'unico accusato - forse ingiustamente - fu ucciso sul rogo. Egli, prima di morire, giurò di vendicarsi del paese intero e che sarebbe primo o poi tornato per uccidere tutti.
Ora, cosa c'entrano i ragazzini con il vendicatore folle?
In pratica Bryan ha un potere magico, ed è uno dei prescelti che può mantenere l'equilibrio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Verrà istruito a dovere da Morpheus, che gli si palesa solo in sogno.
Peccato che il suo amico Gionata - così come più della metà del paese - verrà contagiata dal demone e si trasformerà in una specie di zombie demoniaco.
Peccato che Morpheus non gli abbia detto che la sua squadra di prediletti, i Combattenti della Baia, abbia un nemico, interpretato dai Ribelli guidati dall'Insorta, che vogliono morto Morpheus e vogliono far entrare Bryan nel loro gruppo.

Ora.
Perchè i Combattenti della Baia compaiono ad inizio libro ma nessuno spiega chi siano?
Perchè i Ribelli compaiono solo a fine libro e nessuno spiega chi siano effettivamente?
Perchè l'Insorta si chiama così ma in realtà è un uomo?
Perchè Bryan parla agli abitanti del paese di demoni e tutti lo ascoltano senza prenderlo per matto?
Perchè Bryan si assenta per 4 giorni e nessuno si chiede che fine abbia fatto, avendo lui solo 14 anni?

Insomma, la storia poteva anche esserci.
Peccato che l'autore si sia dimenticato di scriverla.

Noi siamo quello che decidiamo d'essere. 
Non posso smettere di essere un demone, ma posso riscattarmi con le mie azioni.

1 appunti di viaggio:

Maurizio ha detto...

io propendo per la tesi che il libro ti sia stato gentilmente rifilato