venerdì 29 ottobre 2010

Stai zitta!

Ecco, lo sapevo che dovevo starmene zitta.
Lo sapevo che non dovevo pensare male del bigliettaio, che non dovevo criticare i viaggiatori, che non dovevo arrabbiarmi con i controllori o inveire contro l'azienda.
Lo sapevo.
Ho fatto tutto questo e Trenitalia ora se l'è presa con me, e si è accanita sfogando tutti i suoi malumori repressi.

Domenica pomeriggio.
Sono a Torino, si avvicinano le ore 18 e comincio a prepararmi per andare in stazione: come sempre con largo anticipo, visto che non sarei partita prima delle 19 circa.
Tutti pronti, zaino in spalla, borsa a tracolla, sciarpa annodata, mi avvicino alla porta, giro la maniglia e ... nulla.
Scuoto un po' la maniglia, ma niente. Non si apre.

Il moroso che già mi insulta "Non sei capace nemmeno ad aprire una porta" arriva con fare deciso davanti alla suddetta, gira la maniglia, e niente. Armeggiamo un po' con la doppia mandata (è una porta blindata), infiliamo la chiave ma nulla: non gira nè a destra nè a sinistra, addirittura sembra non entrare bene.
In pratica: siamo chiusi dentro casa, senza possibilità di uscita.
In pratica: i suoi sono chiusi fuori casa, senza possibilità di entrata.

Dopo più di 1 ora, tra telefonate ai genitori del moroso e danze dell'apertura davanti alla porta, riusciamo a sbloccare il tutto.
Peccato che il mio treno sia già in viaggio e noi dovremmo fare una corsa pazzesca per andare in stazione (ovviamente sotto la pioggia scrosciante).

Decidiamo così di rimandare la partenza a lunedì mattina.
Sveglia alle 4.45 del mattino, verso le 5.10 eravamo in strada, prima delle 6.00 ero già al binario pronta a salire sul treno dei pendolari. Trovo posto a sedere vicino ad una signora che viaggia in compagnia del gatto: ovviamente il gatto non stava nella cassetta ma seduto sulla mensolina sotto il finestrino (senza parole!).
Ovviamente, devo averne dette troppo dietro a Trenitalia: e così, se tutti i miei calcoli mi avevano fatto pensare che, partendo alle 6.00, per le 9.00 sarei stata in ufficio come al solito, mi sbagliavo.

Arriviamo a Novara, e ci fermiamo. Dopo circa 20 minuti ripartiamo, senza sapere per quale motivo fossimo stati fermi, e arriviamo a Milano Centrale con ben 55 minuti di ritardo.
55 minuti per 1 ora e mezza di viaggio.

Ecco, lo sapevo io che me ne dovevo stare zitta!

PS che poi, il gatto della signora compagna di viaggio, si è comportato nei miei confronti come ogni gatto che vive su sto' mondo fa: dai ragazzi dirimpettai si è lasciato accarezzare amorevolmente, al mio avvicinare la mano al suo buffo nasino rosa ha rizzato il pelo e si è rintanato nella cassetta ..

6 appunti di viaggio:

Federica ha detto...

ma poi come avete fatto a sbloccarla?

katiu ha detto...

In pratica si erano bloccate la serratura e la maniglia, non tornavano più indietro nemmeno girando la chiave .. non chiedermi come si è sbloccata ;)

BlackArcana ha detto...

Ma ci si può portare il gatto in treno ?!?!

Suysan ha detto...

Non credo che la cosa ti consolerà ma Trenitalia non ce l'ha proprio con te...chiunque sento che viaggia in treno arriva sempre con almeno un ora di ritado!

katiu ha detto...

@Black
in teoria sì, così coem ci si può portare anche il cane: il gatto deve viaggiare nella cassettina, il cane deve viaggiare nei disimpegni fuori dalla zona dove si siedono gli altri (ovvero nei posti squallidi davanti ai bagni .. ).
Peccato che questo stesse libero fuori dalla cassetta O__o

@Suysan
Effettivamente, in 10 anni di viaggio sono più le volte che sono arrivata in ritardo che quelle in cui ho messo piede in orario a destinazione ;)

Anonimo ha detto...

la maledizione di trenitalia

^__^

MagicamenteMe