sabato 23 ottobre 2010

Da 1 a 32

Per fare questo meme ci ho impiegato un po'.
Non che non avessi tempo o che fossi impegnata in chissà quali mestieri: semplicemente la mia memoria ogni tanto fa cilecca, e ripensare - ricordare un fatto, un evento, un qualcosa di particolare per ogni anno della propria vita .. beh, dovevo andare troppo in là con gli anni e mi ci è voluto un po' di esercizio.

Federica ha fatto sicuramente più in fretta .. ed è proprio da lei che prendo spunto.

0: sono nata verso le 20 di una domenica sera. Al pomeriggio mia mamma ha sentito qualche dolorino strano e così mio papà l'ha caricata in macchina per portarla al Niguarda (i miei abitavano poco distante dall'ospedale milanese). Tempo che mio papà facesse i documenti della registrazioni ed io ero già che bella che fuori!

1: le mie prime vacanze in campagna, in quel paesino della provincia piacentina dove sono stata concepita (gli abitanti del paese dicevano scherzosamente ai miei che ero la "figlia di Bettola").

2: non ho ricordi vivi di questa età, ma c'è una foto nascosta da qualche parte che simboleggia già che tipino ero, e che gente frequentassi: io in braccio a mio padre con un bottiglione in mano - vuoto?? - che bevo a canna .. ed è tutto detto!

3: le mie prime vacanze al mare, più precisamente all'Isola delle Femmine, vicino a Palermo. E di tutta quell'acqua ricordo il mio secchiello fiorato che vagava in mezzo alle onde sperduto ed abbandonato.

4: decido che sono troppo grande per usare ancora la bicicletta con le rotelline, e quindi supplico mio papà di togliermele. Ovviamente quale posto migliore di una bella discesa su una strada sterrata a fondo chiuso - dove il chiuso è da leggersi come rovi piene di more - per imparare ad usarla?

5: Arthur, un cane raccattato in qualche sentiero in campagna e portato a casa. E' rimasto pochi giorni con noi, poi è stato trasferito ad una famiglia con sicuramente più spazio e sopratutto più pazienza (ai miei bastavo già io come animale casalingo)!

6: il primo giorno di scuola, con i banchi tutti in fila all'interno di un container nel cortile della scuola elementare: i bambini quell'anno erano talmente tanti che le classi interne non erano sufficienti. Un freddo becco per tutto l'inverno!

7: cambiamo casa, e così nuovi amici, nuova scuola, nuova maestre, nuova vita.

8: muore il nonno Romeo, l'unico nonno che mi rifilava la gassosa a pranzo e che mi insegnava a barare a carte.

9: mio fratello se ne va di casa, dall'oggi al domani. Per i miei è un trauma, io sono solo felice di poter spargere i Lego anche sul suo letto.

10: con alcuni miei compagni di classe, e con la nostra maestra alternativa, giriamo un documentario sull'alluvione in Valtellina. Verremo premiati a Pisa l'anno successivo conquistando il terzo posto ad un concorso nazionale indetto tra le scolaresche.

11: iniziano le scuole medie, e di quei giorni passati ad imparare a studiare come si deve mi ricordo soprattutto Fabio, ragazzino capelluto che mi piaceva un sacco!

12: divento signorina, e dopo solo 2 giorni ne ho già le balle piene!

13: alla fine dell'anno scolastico cambio nuovamente casa, ma questa volta il distacco è più duro: si cambia direttamente città. E prima della mia partenza i miei compagni di scuola più intimi mi donarono un enorme biglietto pieno di frasi d'amicizia (dovrei ancora averlo in qualche scatolone in cantina) accompagnato da una bottiglietta di profumo (mai usato in vita mia e la cui bottiglietta è ancora su una mensola in bagno).

14: le corse in bicicletta vagando per il paese con i miei nuovi compagni, e la professoressa di italiano che, alla consegna della pagella, mi definisce leader indiscussa di tutta la scuola (e se pensate che ero lì da meno di un anno .. ).

15: camicie XXL a quadrettoni, pantaloni neri, sneaker scure e capelli rasati: il mio abbigliamento quotidiano.

16: Alain, un ragazzino di 1 anno più grande che mi faceva il filo, ma che non cagavo di striscio: ero troppo impegnata a scrivere per il giornalino scolastico per dar retta a lui (e poi il mio romanticismo cominciava già a scarseggiare).

17: la litigata col professore di italiano, che dopo avermi accusata di essere una poco di buono in quanto tatuata si è sentito rispondere un bel vaffanculo dalla sottoscritta.

18: abbandonato l'istituto per geometri mi iscrivo alla scuola d'arte: da qui il rimpianto di non averlo fatto prima!

19: un tira e molla allucinante con un amico di una mia amica di Milano (ex compagna di scuola con cui avevo mantenuti i contatti). In pratica: dopo un po' mi sono rotta e non mi sono fatta più trovare.

20: inizio a lavorare, dopo solo un paio di mesi dalla fine della scuola. E sono tutt'ora qua.

21: internet comincia ad entrare in casa mia, e con lui l'unica chat che esisteva all'epoca: quella di Tin. Grazie ad ore passate a scrivere, conosco il mio moroso.

22: in poco più di 3 mesi prendo la patente. E le parole dell'esaminatore "Signorina, lei guida un po' troppo veloce" mi risuonano ancora nella testa.

23: imparo il vero significato della parola odio. L'ex moglie di mio fratello se ne va di casa, ed è proprio a lei che tutto questo sentimento è rivolto tutt'ora.

24: l'interminabile viaggio verso l'Isola di Pag, in Croazia. 12 ore non stop sotto il sole cocente .. a causa di un vigile stordito che bloccava l'intera statale (unica strada) che da Trieste va verso il sud della Croazia.

25: compro la mia prima macchina, tutta mia! Da non condividere con nessuno! E così una bella Fiat Punto rosso fuoco - e le sue 36 rate - diventano della sottoscritta.

26: il mio primo incidente in auto. E la voglia matta di aprire la portiera, scendere e prendere a criccate in testa lo scooterista che mi era venuto addosso!

27: il mio primo viaggio in aereo, per andare in vacanza in Belgio. Spero che la signora che era seduta accanto a me non si sia lamentata troppo per la mia stretta di mano ..

28: cambiamo nuovamente casa. Più piccola, intima e con una stanza tutta mia. In pratica, ho fatto sloggiare mio fratello e l'ho spedito a casa della morosa!

29: Mirko. Ovvero quando l'amicizia è con la A maiuscola.

30: Lola. E non servono altre parole.

31: Tilde. E non servono altre parole.

32: oggi. Senza pensare al futuro, ma solo al presente.

4 appunti di viaggio:

BlackArcana ha detto...

Tenendo conto del fatto che io resetto la mia memoria ogni 10 anni....;)

Barbara ha detto...

Acc', che vita!
Ho visto questo meme ma a pensare a cosa scriverei io... UNA NOIA! Sarebbe tutto un 'pallavolo', 'pallavolo' ... 'ragazzo' 'pallavolo' ... 'ragazzo che diventa marito' ... tutto uguale dai 14 anni fino ad ora ...
Che vita piatta, che piatta vita!
Ma se continuo a farla così, vuol dire che mi piace! ;)

Federica ha detto...

abbiamo subito lo stesso trauma infantile: il furto di un oggetto dal mare :(

AurynKK ha detto...

un altro meme? lo coglierò! :-)