mercoledì 14 luglio 2010

La trilogia di Mirta e Luna

Prima di cominciare a raccontare un po' la storia di questa trilogia, vi avviso: non è la classica storia horror, nè una storia finto-dark che va tanto di moda in questo periodo. E' una storia di morte, di sangue, di rabbia e di immortalità.

Primo capitolo.
Mirta, studentessa universitaria di Perugia, passa il suo tempo dividendosi tra gli studi, gli esami, gli amici, la famiglia e Robin, il suo grande amore.
Ma è un amore malato, in quanto Robin, da bravo tossicodipendente, porterà Mirta fino al limite ed oltre. Moriranno entrambi di overdose nella piazzetta della discarica, giurandosi amore eterno, per tutta la vita e fin oltre la morte.
Ma certi giuramenti andrebbero valutati bene prima di essere pattuiti.
Mirta torna dalla morte come sopramorto, una specie di zombie senziente, pensante e affamato .. di carne umana.
Passerà i primi mesi chiedendosi perchè lei e non Robin, perchè il patto non è stato rispettato, e si accorgerà di come la fame la porterà a diventare una serial killer.

Secondo capitolo.
Mirta, che ora si fa chiamare Luna, vaga per il Subasio cercando di sopravvivere. Di sopravvivere a sè stessa, alla polizia che le da la caccia credendola un normale serial killer, e ai benandanti, una setta segreta che cerca di salvaguardare il mondo dalla presenza dei sopramorti.
In suo aiuto arriverà Sara, sopramorta centenaria, che le spiegherà come vivere in mezzo ai viventi, come sopportare il loro odore, come procurarsi un lavoro e come combattere accanto ai guerrieri sopramorti, capitanati da Gottfried, per scacciare i benandanti stessi. E le insegnerà anche l'amore, facendole dimenticare - almeno in parte - il vecchio Robin.
Peccato che anche lui sia effettivamente tornato dall'aldilà, e che ora sia alla ricerca disperata della sua Mirta. E se pensate che, in vita, lui era un benandante ..

Terzo capitolo.
Ci si ritrova davanti ad un tutti contro tutti. Sopramorti da una parte, capitanati da Gottfried, e benandanti dall'altra. Robin in mezzo, essendo ora parte attiva di entrambe le fazioni. La ricerca di Mirta-Luna lo porterà a scontrarsi con vecchi amici e a chiedere l'aiuto della madre, Muriel.
Ma Mirta non ci sta a vivere perennemente braccata.
Sconvolgerà l'esistenza di tutti, di vivi e di morti, di amici e di amori, di compagni di caccia e compagni di sventure.
Finchè la morte, quella vera ed eterna, le darà appuntamento.
Ma Gottfried, l'unico, il primo, il vero, il capostipite dei sopramorti, sarà lì, con lei, per renderla finalmente immortale. 

Non possiamo morire.
Nè per acqua nè per terra. Nè per aria nè per fuoco.
Sappiamo soltanto che se il fuoco riesce a bruciarci, allora forse siamo morti per sempre.
Ma nessuno può dirti se quel pugno di ceneri ancora pensa. Ancora progetta. Ancora urla, disperso nel vento.
Se ogni singolo granello di quella polvere grigia, reclama ancora vita. Durata. Eternità.
Se ha ancora fame. E sete. E abbastanza volontà per sognare di rimettere insieme quei granelli dispersi. Uno ad uno. E dargli forma. Qualsiasi forma.
Per tornare di nuovo.

PS il primo capito ho fatto fatica a leggerlo, forse perchè il metodo di scrittura è diverso da ogni altro libro. I dialoghi non esistono, non ci sono virgolette che indicano quando qualcuno parla. E' tutto un susseguirsi di punti, di frasi mozzate, che sembrano interrotte ma che in realtà proseguono per pagine e pagine.
Passato l'attimo iniziale in cui ci si impratichisce sullo stile, tutto scorre via liscio come l'acqua.
E ammetto: mi è piaciuto un sacco!

2 appunti di viaggio:

Chiara ha detto...

Io invece ci ho provato col primo e l'ho abbandonato praticamente dopo mezza pagina!

Auryn ha detto...

l'avrei letto volentieri perchè la trama sembra interessante, ma lo stile sintattico che hai descritto non mi ha proprio mai fatto impazzire :-(