lunedì 8 settembre 2008

Weekend aziendale toscano

Eccomi qua, nella civiltà. Tra case costruite l'una attaccata alle altre, strade trafficate e macchine rumorose. Tra cellulari che squillano, sirene che suonano e internet che funziona. E' strano rientrare a casa e ritrovare tutte le proprie abitudini, i propri rumori, i propri suoni. E' strano soprattutto se si è appena rientrati da un weekend passato in Toscana, a Castelmuzio, frazione di Trequanda, in provincia di Siena. Ovvero nel bel mezzo .. del nulla assoluto!

Weekend all'insegna del mangiare (bene), del riposarsi (facendo nulla), del dormire (divinamente) e del relax assoluto (fin troppo). Weekend trascorso lontano da casa assieme a colleghi provenienti da ogni parte d'Italia, con lo scopo di seguire le riunioni annuali, di conoscersi meglio e di giocare la famigerata partita a calcetto: falegnameria contro commerciali. Chi l'avrà spuntata?


In piedi: Mariella, Andrea, Patrizia, Francesco, Federico, Christian, Marco, Antonio, Francesco, Arturo, Fabio, Andrea, Francesco, Grazia e Fabio. Seduti: Salvatore, Andrea, Massimiliano, Tito, Giuseppe, Luigi, Marina, Battista ed Anastasia.

 Tra un fallo inesistente, una caduta eclatante, una parata miracolosa e un regolamento un po' inventato (qualcuno ha avuto la brillante idea di giocare 3 tempi da 20 minuti l'uno), la partita è finita un po' come si immaginava: falegnameria batte commerciali 8 a 5!



Ieri mattina ho fatto una sana escursione per il paese. La cittadina è veramente piccolina, quasi intima. Pensavo quasi di dar fastidio mentre camminavo, osservavo, ascoltavo. Ad un tratto, nel silenzio assoluto delle vie, un canto corale mi ha colpito. L'ho seguito, cercando di capire da dove provenissero quelle voci, e mi sono ritrovata davanti alla chiesa parrocchiale. Stavano dando la messa, e i pochi parrocchiani cantavano le loro preghiere. E' stata una strana sensazione sentirli, abituata al rumore dei nostri paesi che sovrasta ogni cosa.



Le ore sono passate velocemente, parlando e cercando di conoscere meglio colleghi che vedi tutti i giorni ma che in realtà non conosci. Buongiorno, ciao, tutto bene, come stai, a domani, arrivederci. Ed invece parlare, confrontarsi, capirsi, conoscersi. Cercare di andare oltre i nomi e oltre i volti.


Pellegrino che vai per questa via, non ti scordar di salutar Maria.

Silenzio, pace e vento. Tranquillità, ulivi e vigneti. Cicale, fringuelli, cinghiali e volpi.

Silenzio. Silenzio. Silenzio.

Dopo due giorni trascorsi nel silenzio, sono felice di essere tornata al mio rumore.

2 appunti di viaggio:

Erika ha detto...

PENSO CHE IL RIPOSARE DIVANAMENTE TI MANCHERà.......

Massimo ha detto...

Non ho mai compreso questo lato di te, così perfettamente calata e soddisfatta in ciò che quasi tutti considerano le brutture della modernità. Baccano, zozzume, frenesie e tutto il resto.
Sei fortunata sai! :)
In quel paesello sperduto io ci andrei a vivere volentieri, messa esclusa, la pace che hai descritto non ha prezzo ai miei occhi.