mercoledì 2 luglio 2008

Occhi nuovi

E' vero, ultimamente ho un po' latitato dal blog. Mea culpa mea culpa! Ma ci sono cose, nella vita di tutti i giorni, che a volte non vanno come dovrebbero. Però bisogna sempre pensare positivo! Perchè le cose, tutte le cose, prima o poi, nel bene o nel male, si risolvono.

Quindi, detto questo, vi rendo partecipi di un "giochino" che la mia cara Paoletta ha lanciato sul suo blog: fotografare la nostra quotidianità del weekend, ovvero mettere "su carta" quello che noi solitamente facciamo tutti i santi fine settimana. Però, questa volta, guardandoli con occhi nuovi, come se per la prima volta ne assaporassimo i sapori.

Come potevo io, da buona bergamasca, non parlare di .. Torino?? Vi copio quindi, pari pari, quello che ho scritto a Paoletta, e che è già stato pubblicato da lei.

Ormai sono anni che ne percorro le strade, che ne assaporo gli odori, che ne osservo le luci. Ormai sono anni che la città la vedo per quello che è: traffico, gente che corre, clacson che suonano, bambini che urlano e turisti distratti.

Ma oggi, per la prima volta, ho voluto guardare la mia seconda casa, Torino, con occhi diversi. Ho voluto girarla come se non l'avessi mai conosciuta, e i paesaggi che ho visto, i colori, le luci, le ombre, mi hanno travolto come un fiume in piena. Non ho semplicemente "visto" i cambiamenti, ma li ho guardati, osservati, studiati.

Giochi di luce in Piazza Castello


In piazza Castello la sagoma della torre e di un lampione, guardati controluce, mi ha lasciato senza fiato. Non per i giochi di colore e di luce, ma per tutti i cavi elettrici che attraversano la strada. Perchè mi ha fatto pensare a tutti quei tram che corrono, carichi di gente che va al lavoro, ad un appuntamento d'amore o a fare acquisti, che legge il giornale o che pensa alla sua vita.

Scorcio della Mole Antonelliana

La Mole Antonelliana. Chi non l'hai mai guardata dal basso verso l'alto. Chi non ha mai cercato di seguirne i contorni, cercando di studiarne la forma. Ma vederla sbucare improvvisamente, dietro un palazzo in decadimento, ti sorprende. Il nuovo e il vecchio. L'antico e il recente. Il sacro e il profano. Il simbolo di una città "rubato" da dietro un angolo. Per non approfittarne, per non far sì che la Mole stessa si possa accorgere di noi. Per far sì che, almeno una volta, non ci si senta infinitamente piccoli davanti alla sua grandezza.


Tetti con abbaini in Piazza Carignano

Piazza Carignano, con il suo Palazzo storico, il suo teatro, il suo ristorante famoso e la sua gelateria (Grom) rinomata. Ma il mio sguardo, questa volta è andato oltre. Ho girovagato con lo sguardo, fin quando un tetto, pieno di abbaini, mi ha chiamato. Chi si nasconderà dietro quei vetri? Chi abiterà quelle case? Chi vivrà rischiarato dalla luce notturna del lampione? Famiglie, mariti, uomini, mogli, donne, bambini, animali. Cuori che battono, occhi che vedono.

Il lampadario del Teatro Regio

Luci riflesse. Sembrano palloni, sembra una giostra, sembra un gelato. Ed invece è un lampadario, all'interno del Teatro Regio. Dove spettatori curiosi attendono che inizi lo spettacolo, dove attori agitati attendono in camerino il loro turno, e dove forse un bigliettaio si addormenta, accanto al giornale, al termine dello spettacolo.

Via Palazzo di Città con, al fondo, il Comune

Luci, riflessi, una via, una piazza, il Comune. Persone che passeggiano, amanti che si baciano nascosti all'ombra delle colonne, flash che cercano di immortalare un attimo di vita, un soffio di vita che vola via, e che si sa non tornerà.

Poi sono tornata a casa, ho attaccato la macchina fotografica al computer e ho riguardato tutto questo. Mi sono chiesta come non ho fatto, negli 8 anni precedenti, a non accorgermi di tutto questo. Com'è che durante le altre passeggiate tutto mi è sempre sembrato uguale. Palazzi, traffico, gente che corre, clacson che suonano, bambini che urlano e turisti distratti.

Poi, improvvisamente, ho capito.

Questa volta, Torino, l'ho guardata non solo con gli occhi, ma anche con il cuore.

Perchè tutte le cose, persone, animali, paesaggi, situazioni a noi note, se guardate con il cuore, oltre che con gli occhi, cambiano aspetto, cambiano luce e colore per diventare, se possibile, migliori.

3 appunti di viaggio:

Caballa ha detto...

Maravilloso Blog este...soy Español-
Mi blog es http://gominaspower.blogspot.com/

Marie ha detto...

beh è vero, Torino è migliore quando la si guarda col cuore..
e complimenti a Paoletta per tutto ciò che hai scritto, e che tu hai trascritto!!hihi..
bacioni
Marie

ric_da_inf ha detto...

Il segreto di Torino degli ultimi anni e' stato: il far finta di non esserci!!!!

Ora faccio venir fuori un po' di sano egoismo e voglia di essere "indigeno":
(da fine 1500) fino al 1864 Torino e' stata CAPITALE, dopo e' passata a Firenze e a Roma... Quanti altri posti possono annoverare questo ?

Non voglio denigrare altre città ma oggi giorno il termine Capitale viene usato con troppa semplicità ed in modo improprio: della moda, finanziaria, del libro, dei vini, del tartufo, e solo Dio sa cos'altro!

La CAPITALE e' LA CAPITALE!